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La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
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    08/07/2016

    Rette

    Filed under: — JE6 @ 16:26

    Forse hanno ragione a dire che qui corriamo sempre. O forse no, non è vero. Corriamo, sì. Ma non sempre. Adesso sono le otto del mattino e ci sono solo due persone che si muovono con il passo veloce e determinato da milanese in servizio permanente effettivo. Però non c’è nessuno che non sia un turista che si muove nella piazza seguendo le curve di chi non ha fretta, o tempo da perdere. Rallento un po’ (e no, non sono io una di quelle due persone, quelle galoppavano proprio) e seguo le traiettorie dei passanti, quelli che escono dalla metropolitana, quelli che entrano in Galleria, quelli che vanno da via Torino in piazza Fontana o dal parcheggio dei taxi verso piazza Diaz – tutte rette, righe dritte, la distanza minima da un punto a un altro. Chissà com’è guardarci da sopra, dalle guglie del Duomo, cosa sembriamo, che effetto facciamo, chissà se stasera all’ora dell’aperitivo si vedrà qualche scarto di stanchezza o di rilassamento, un giro largo, un movimento senza scopo, oggi che è venerdì, che fa caldo ma non troppo, che è estate ma non ancora.

    4 Responses to “Rette”

    1. Nicolo1968 Says:

      Belle parole bravo

    2. Stella Says:

      Oggi che al caffè non sono. Cerco ogni luogo dove il tempo si sia fermato. Vedi tutti con quell’ ultimo atto ed espressione fatta, la fotografia di quell’attimo. Come i ricordi, al caffè con gli amici, loro frettolosi, non si accorgono di quell’attimo, fugace e profondo dove c’è ogni cosa.
      Stella

      Ps.: sempre un piacere.

    3. Davide Says:

      Buona intuizione e bella metafora. Parli del vero caro mio, abbiamo cercato, perseverando oggi, il modo più veloce di raggiungere il risultato; abbiamo sviluppato la perversione dell’obiettivo e ci siamo dimenticati che è nella deviazione e nella bellezza del circolare, pur rinnovandosi, che viviamo veramente.
      Complimenti.

    4. JE6 Says:

      Forse sì, non so. Ma c’è anche una bellezza in questa geometria essenziale.

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