< City Lights. Kerouac Street, San Francisco.
Siediti e leggi un libro

     

Home
Dichiarazione d'intenti
La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
(Gabriel Garcia Marquez)

Talk to me: e-mail

  • Blogroll

  • Download


    "Greetings from"

    NEW!
    Scarica "My Own Private Milano"


    "On The Blog"

    "5 birilli"

    "Post sotto l'albero 2003"

    "Post sotto l'albero 2004"

    "Post sotto l'albero 2005"

    "Post sotto l'albero 2006"

    "Post sotto l'albero 2007"

    "Post sotto l'albero 2008"

    "Post sotto l'albero 2009"


    scarica Acrobat Reader

    NEW: versioni ebook e mobile!
    Scarica "Post sotto l'albero 2009 versione epub"

    Scarica "Post sotto l'albero 2009 versione mobi"

    Un po' di Copyright Creative Commons License
    Scritti sotto tutela dalla Creative Commons License.

  • Archives:
  • Ultimi Post

  • Le cose importanti
  • Poi si mette lo zinco nell’acido diluito (venticinque aprile)
  • L’arco
  • Verso sud
  • Voci
  • Supereroi
  • A vent’anni si è stupidi davvero
  • Qualche cosa che ho imparato scrivendo un libr(ett)o
  • Chernobyl, una mattina d’estate
  • L’ospite
  • January 2019
    M T W T F S S
    « Dec   Feb »
     123456
    78910111213
    14151617181920
    21222324252627
    28293031  

     

    Powered by

  • Meta:
  • concept by
    luca-vs-webdesign (contact)
     

     

    22/01/2019

    A volte ritorniamo

    Filed under: — JE6 @ 11:43

    Dice che la gente sta tornando a scrivere sui blog. Chi lo dice? Beh, qualche amico e Carlo Freccero, con la sobrietà che gli viene universalmente riconosciuta. D’accordo, non esattamente un campione significativo; però, davvero, pare che. Pure gente insospettabile: non come il sottoscritto, che in fondo non ha mai smesso – e un post al mese qui sopra, e quattro-cinque all’anno su LeftWing – ma gente che il periodo d’oro l’ha vissuto, e in pieno, e poi altrettanto in pieno ha smesso e adesso riprende, magari anche solo ritoccando cose scritte altrove (cit.) o tenendo i post in bozza perché poi alla fine non sembra ma cliccare su “publish” richiede uno sforzo che tu non hai idea. Perché lo fai, cantava quello là, e come al solito non c’è una risposta. Ce ne sono tante: perché ha ripreso X, perché voglio vedere se ringiovanisco di quindici anni, perché tutto il resto mi ha stufato, perché finalmente ho smesso di credere che tutto questo cambierà il mondo, perché sì, e perché no. C’è qualcosa da dire, soprattutto c’è qualcosa di dicibile in un modo che valga i due minuti e quaranta secondi di lettura che nessuno mai ti restituirà? Non lo so. Se devo essere sincero no, non credo se non in rarissimi casi. Ma in fondo è sempre stato così, lo era anche quando qualcuno pensava – in modo apparentemente sincero – che scrivere un post al giorno o alla settimana fosse il piccolo ma pur sempre imprescindibile contributo al cambiamento dal basso, alla costruzione e alla condivisione dell’intelligenza collettiva. E anche allora, quando ci leggevamo l’un l’altro in cento e ci pareva che fossero centomila, quelli più saggi sapevano che il bello stava nel non crederci davvero, nel non prendersi sul serio, nel giocare a gratis. Gli altri ci hanno fatto una carriera o hanno passato un paio di anni ospiti non paganti e non pagati di questo o quell’aperitivo. Poi hanno lasciato il campo libero, che è rimasto vuoto per un sacco di tempo, e adesso – se per caso o per bisogno non so e tutto sommato non m’interessa – in quel campo qualcuno rimette piede, alzando un po’ di polvere con la punta della scarpa.

    2 Responses to “A volte ritorniamo”

    1. Paola Maneo Says:

      secondo me si espande il tempo, a scrivere qui.

    2. Aurora Says:

      ma questo template, lo rifacciamo, o no? (vecchi discorsi, vecchie glorie, promesse da marinaio)

    Leave a Reply