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La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
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    05/02/2020

    Questa era l’acqua

    Filed under: — JE6 @ 16:06

    Ho letto – l’avrete letta anche voi – la notizia di quel vigile urbano che si è suicidato dopo essere stato subissato di insulti online per aver parcheggiato nello spazio riservato ai disabili. Si era scusato, si era automultato, non è stato sufficiente. Non lo è stato per gli altri, quelli che appunto lo insultavano; non lo è stato per lui, che non ha retto. Come già altri hanno scritto, aveva già detto tutto Foster Wallace in “Questa è l’acqua”

    Il fatto è che ovviamente ci sono modi diversi di pensare a situazioni di questo tipo. In questo traffico, tutti questi veicoli fermi e ozianti sulla mia strada: non è impossibile che alcune delle persone in questi SUV abbiano subito in passato qualche orribile incidente d’auto, e per loro adesso guidare è così traumatico che i loro psicoterapeuti hanno praticamente ordinato loro di prendersi un grande e grosso SUV, in modo che si sentano abbastanza sicuri da poter guidare; o che l’Hummer che mi ha appena tagliato la strada potrebbe essere guidato da un padre il cui figlioletto giace ferito o malato nel sedile di fianco a lui, e che cerca di raggiungere in fretta l’ospedale, e la sua fretta è assai superiore e più giustificata rispetto alla mia – sono io, in realtà, a stargli tra i piedi.

    Di nuovo, vi prego di non pensare che io vi stia dando qualche consiglio morale, o che stia dicendo che “dovreste” pensare in questo modo, o che qualcuno si aspetta che lo facciate automaticamente, perché è difficile, richiede volontà e sforzo mentale, e se siete come me in alcuni giorni non sarete in grado di farlo, o più semplicemente non ne avrete voglia. Ma la maggior parte dei giorni, se siete abbastanza consapevoli da poter scegliere, potete scegliere di guardare diversamente questa signora grassa, vitrea e ipertruccata che ha appena urlato in faccia al figlioletto mentre siete in coda alla cassa – forse non è sempre così; forse è stata sveglia per tre notti di fila a reggere la mano del marito che sta morendo di cancro alle ossa, o forse questa stessa donna è l’impiegata di basso livello della motorizzazione che non più tardi di ieri ha aiutato il vostro coniuge a risolvere un angosciante problema di protocollo tramite un qualche atto di cortesia burocratica. Chiaramente, nessuna di queste cose è probabile, ma al tempo stesso non è impossibile – dipende soltanto da ciò che volete prendere in considerazione.

    Quindi non ci sarebbe molto da aggiungere se non, forse, una piccola ma non irrilevante cosa: ci chiediamo spesso quando siamo diventati così (intendendo naturalmente quando voi siete, quando quegli altri sono diventati così: figurati se io), ma questo, davvero, non importa. Importa che è successo, e importa che si può evitare di continuare a farlo succedere; non voi, non quegli altri: io.

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