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La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
(Gabriel Garcia Marquez)

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    15/07/2019

    Fiscal Chernobyl

    Filed under: — JE6 @ 10:12

    (…) È stato in quel momento, fermo a un semaforo nell’intermittente forno dell’estate milanese, che mi è tornata in mente una scena che mi sta accompagnando da poco meno di due anni. Eravamo tutti e nove, quelli del gruppo bizzarramente assortito che aveva investito qualche giorno della sua vita e qualche centinaio di euro dei suoi risparmi per andare a vedere i resti di una catastrofe nucleare; stavamo all’interno di una torre di raffreddamento, un prodigio incompiuto ed enorme, messi in semicerchio davanti a Igor, il ragazzo di Kiev che ci faceva da guida. Qualcuno gli aveva appena chiesto quale sarebbe stato il destino, cosa ne avrebbero fatto di quel posto che ha la stessa indefinibile maestosità di una cattedrale medievale e l’identica mancanza di futuro di un giocattolo rotto, e per una frazione di secondo, prima di rispondere, vedemmo passargli sul volto l’espressione di chi si chiedeva se eravamo veramente così cretini da aver fatto sul serio quella domanda.

    Il resto lo trovate qui, su Left Wing.

    01/07/2019

    I cimiteri di Trieste

    Filed under: — JE6 @ 09:53

    Avevo un’oretta libera prima di pranzare nella microscopica trattoria dove vado di solito, tenuta da una profuga dalmata sposata con un ex camionista del Testaccio, e l’ho passata, appunto, per cimiteri. Plurale, perché quella città meravigliosa ne ha sette, tutti raccolti in forse meno di mezzo chilometro.

    Sono tornato a Trieste, e ho scritto una cosa che sta su Leftwing.

    17/06/2019

    Dentro Chernobyl

    Filed under: — JE6 @ 08:30

    C’è un istante, brevissimo, nella seconda puntata di Chernobyl, la serie attualmente in onda su Sky, in cui una donna, richiamata dal rumore dei colpi all’ingresso dei soldati che stanno iniziando l’evacuazione forzata di una intera città, va ad aprire la porta dell’appartamento del grande palazzo brutalista di Pryp’jat’ nel quale vive. Io e i miei amici quella porta l’abbiamo vista.

    Il resto sta qui, su Left Wing.

    12/10/2018

    The Game

    Filed under: — JE6 @ 08:56

    Non vi sarà sfuggito che qualche giorno fa è uscito il nuovo libro di Alessandro Baricco: che facciate parte del vasto gruppo di eternamente infastiditi dalla sua sola e semplice esistenza in vita o siate perdutamente innamorati della più bella coppia di avambracci della letteratura italiana (per quel che conta: io faccio parte della seconda categoria, arrivando alla perversione di non perdermi nemmeno una delle sue lectures e di apprezzare tutta la sua produzione, in particolare quella saggistica) difficilmente non vi siete imbattuti in una qualche forma di promozione di The Game – un banner, una manchette, un’intervista a Vanity Fair, un passaggio radiofonico da Massimo Giannini.

    Il resto qui, su Left Wing.

    04/10/2018

    La casa vuota della sinistra

    Filed under: — JE6 @ 15:46

    (…) sarà che quando si ha la sensazione di vivere tempi grami si cede più facilmente alla tentazione di saperne di più delle disgrazie altrui, sta di fatto che sono diventato un fan del genere letterario “instant book dalla Casa Bianca” – Michael Wolff prima e Bob Woodward poi, in attesa di qualcuno che attenda almeno il termine del primo (ma temo non ultimo) mandato di Trump per scrivere qualcosa che esca dal perimetro “rivista da sala di aspetto del dentista – libro di Travaglio scritto un po’ meglio di quanto farebbe Travaglio stesso”, magari inserendolo in un contesto storico più approfondito. Non voglio però darti l’idea che queste letture siano state tempo perso: qualcosa di buono si trova sempre (e d’altra parte, a essere sinceri fino in fondo, ci sono poche cose più interessanti di un buon pettegolezzo ben raccontato).

    Il resto qui, su Left Wing.

    04/06/2018

    Manifestazioni molto pacifiche

    Filed under: — JE6 @ 14:26

    (…) Insomma, vuoi per la comodità, vuoi perché oggi non voti Pd se non hai almeno una seconda casa a Varigotti, la piazza era piena di cloni di Nanni Moretti, faceva solo troppo caldo per la giacca di velluto a coste con le toppe sui gomiti. Come dire: non vinceremo mai con elettori di questo tipo. Che poi, cara Left Wing: piena. Piazza della Scala non è esattamente il Circo Massimo e se è vero come ci hanno detto dal palco che erano arrivati compagni (no, aspetta, come si chiamano adesso? Amici? Semplici conoscenti come quelli delle Sturmtruppen?) dal Veneto e dal Piemonte, dalle valli lombarde e dall’Emilia Romagna ecco, allora proprio tanti non eravamo. Ma non importa: pochi ma buoni, santocielo.
    E poi.

    Il resto qui, su Left Wing.

    14/05/2018

    La moneta di Prizren

    Filed under: — JE6 @ 11:41

    (…) Mi ero fermato in un locale per chiedere una birra, meritata dopo tre ore di guida lungo le strade e in mezzo alle montagne albanesi; avevo deciso di andare in Kosovo all’ultimo momento, per un buco del programma di lavoro che mi portava a Tirana, Durrës e Berat: per quanto ne sapevo, nella mia placida ignoranza, quella era una specie di ulteriore provincia albanese dotata di uno status giuridico non chiarissimo, né più ne meno che una dependance albanese. Invece il cameriere mi ha detto a brutto muso che non avrebbe accettato i Lek con i quali volevo pagare e che avrei fatto meglio a farmi cambiare quei pezzi di carta che lì, a una ventina di chilometri dal confine, non avevano alcun valore. Rapidamente ho capito che quella era la regola locale, che valeva senza eccezioni per i bar e i venditori di souvenir e i ristoranti e le decine di chioschi che si mantengono vendendo il servizio di fotocopiatura – apparentemente uno dei più richiesti dalla popolazione locale. Gli esercenti kosovari non volevano nemmeno usare la cortesia solita in Canton Ticino, quella di accettare il pagamento in euro a patto di poter dare il resto in franchi svizzeri. Così ho chiesto indicazioni, mi sono fatto dire dove stava il cambiavalute locale, ho costeggiato la riva destra della Bistrica, ho aperto il portafogli, ho tirato fuori il biglietto da 1000 Lek e ho aspettato l’equivalente in valuta locale. Che ho scoperto essere l’euro.

    Il resto qui, su Left Wing.

    10/04/2018

    Le finte della storia

    Filed under: — JE6 @ 11:00

    (…) È il momento in cui le sedici migliori squadre (su trenta che fanno parte della lega: una selezione talmente lasca da far pensare a un cedimento proporzionalista) si preparano alla parte più difficile della stagione, sfruttando gli ultimi possibili giorni di riposo e affinando gli schemi. A proposito di questi ultimi, ce n’è uno affascinante anche per i profani: si chiama backdoor e sostanzialmente consiste nella finta che il giocatore che dovrebbe ricevere la palla fa rispetto al difensore che lo ha anticipato bloccandogli il primo passaggio, per sgusciargli alle spalle e raccogliere la palla in vicinanza del canestro con una sorta di marameo. La reazione tipica dei difensori è un mix di irritazione e sconcerto, una cosa tipo ma come abbiamo fatto a farci uccellare come dei fessi in questo modo; negli spettatori, anche tra quelli che tifano per la squadra che ha segnato, si diffonde una sorta di compassione affettuosa nei confronti di chi se ne stava con gli occhi da lince fissi sul playmaker avversario, concentrato fino allo spasimo e sicuro di avercela fatta a bloccare l’azione d’attacco, che si gira e si ritrova gabbato senza aver capito come, e quando, e perché: ci siamo passati tutti nella vita, in fondo.

    Il resto qui, su Left Wing.

    12/10/2017

    Lontano da dove

    Filed under: — JE6 @ 17:04

    Ieri è stata una giornata come molte altre per uno che fa il mio lavoro (in sostanza: vendere). Alle 8.30 sono partito da Milano. Alle 9.05 sono entrato in Svizzera. Alle 9.55, dopo aver sperimentato l’inatteso talento dei ticinesi di incasinare i numeri civici in un modo da far invidia ai cinesi, cercando di raggiungere gli uffici direzionali delle poste elvetiche sono finito prima in un solarium gestito da una signora apparentemente slava e poi dentro una chiesa di avventisti orientali (nel bel mezzo della loro funzione, ma questa è un’altra storia). Alle 13.40 ho fatto ingresso a Cinisello Balsamo, che ci tiene a far sapere di essere e considerarsi «città europea». Alle 14.00 mi sono seduto per mangiare una pizza margherita cucinata da un ragazzo turco in un locale adornato da gigantografie della Cappadocia e di Istanbul. Alle 17.30 ero nuovamente a Milano, per un appuntamento con un signore il cui cognome denunciava chiaramente l’origine sarda, stipendiato da una nota casa automobilistica francese.

    Il resto qui, su Left Wing.

    25/03/2017

    Compagni

    Filed under: — JE6 @ 13:27

    (…) Ho scoperto oggi che «kermesse» viene dalle parole olandesi «kerk» (chiesa) e «mis» (messa) e insomma stava a indicare non un evento ciclistico ma la messa in onore del santo patrono. Mai termine fu più azzeccato, insomma.

    Il resto, qui su Left Wing.