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La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
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    14/02/2017

    Vincere le battaglie e perdere le guerre

    Filed under: — JE6 @ 18:15

    I Melii non risposero, gli Ateniesi se ne tornarono sulle loro navi e poi attaccarono l’isola di Melo. Le cose furono meno semplici di quanto si aspettavano, gli ci volle un annetto per fare tabula rasa, uccidere tutti gli uomini e deportare donne e bambini, ma alla fine ottennero quel che volevano. Poi passarono ancora una quindicina d’anni e Atene, che aveva vinto la battaglia di Melo, perse la guerra contro Sparta. Immagino che ci sia una morale in tutto questo, ma quale sia non lo so. D’altra parte mica ho fatto il liceo.

    Se anche a voi è capitato di leggere qualche pezzo di storia greca e pensare che non sono loro a essere moderni, siamo noi a essere vecchissimi, il resto sta qui su LeftWing.

    10/02/2017

    Il potere di una virgola

    Filed under: — JE6 @ 18:27

    (…) a un certo punto i team legali delle quattro nazioni giudicanti (Usa, Gran Bretagna, Francia e Russia) si scornano su un punto e virgola che sta in mezzo al paragrafo 6c dei capi di imputazione (stiamo parlando del processo di Norimberga, non proprio Vallettopoli). Un punto e virgola che prima c’è e poi non c’è più, sostituito da una virgola. Non erano dei grammar nazi, quegli avvocati (i nazi, peraltro, c’erano: prima e dopo quel punto e virgola); era, piuttosto, gente che dava alle parole e ai segni l’importanza dovuta. 

    La storia di come un punto e virgola cambiò il processo di Norimberga, più qualche pensierino sparso su quanto si parla e quanto lo si fa a sproposito. Su LeftWing.

    06/02/2017

    Partiti

    Filed under: — JE6 @ 13:22

    E’ un periodo così, che se non mi obbligano non scrivo (quindi quelli di LeftWing dovrei ringraziarli; o forse no). Comunque, ho buttato giù quattro righe sul perdersi la gente per strada:

    E niente, cara Left Wing, se la tua domanda a questo punto è perché ti sto raccontando questa storia, la prima risposta che ti do è che al momento non ne ho una migliore.

    Il finale, e quello che sta prima, lo trovate qui.

    02/02/2017

    Che libri legge Donald Trump?

    Filed under: — JE6 @ 16:04

    Era un po’ che non, ma il Direttore ha insistito che gli scrivessi una letterina e mi è venuta questa cosa qui.

    Cara Left Wing,
    ma secondo te che libri legge Donald Trump? Perché leggerà qualcosa, no (oltre ai tweet, voglio dire)?

    Il resto lo trovate qui, se avete voglia.

    09/03/2015

    Elettori, tesserati, militanti (ma amici mai)

    Filed under: — JE6 @ 18:04

    Avevo appena firmato il foglio con il quale chiedevo di essere ammesso all’ennesimo club degli eletti quando ho alzato gli occhi e invece della dolce e gentile Francesca che mi aveva assistito spiegandomi i vantaggi dei quali avrei goduto già nell’immediato futuro mi sono visto, in un’allucinazione stile 1984, il sorridente faccione del segretario del Partito democratico, quello eletto a furor di popolo nel nome del partito liquido e che un paio di giorni fa si è dato una pacca sulla fronte e ha detto: “Oh raga, secondo me qui dobbiamo far tornare ‘sto partito una roba per iscritti che abbiano la tessera in tasca”.

    Il resto è su Left Wing, quella di bit.

    16/12/2014

    Parola dell’attore

    Filed under: — JE6 @ 18:57

    (…)  perché ieri il monologo di Benigni sui dieci comandamenti l’ho visto a spizzichi e bocconi. Ma oggi, prodigi della modernità e potenza dei socialcosi, è come se lo avessi visto tutto, dal primo minuto all’ultimo. E quindi non ti dirò di Benigni, o meglio non solo: ti dirò di quelli che l’hanno guardato.
    Il resto di là, su Left Wing.

    03/05/2014

    L’appuntamento

    Filed under: — JE6 @ 08:32

    “Va bene, fino a quando?”. Lui, sempre senza guardarmi, ha detto: “Il venticinque maggio”.

    Ho un’amica con dei problemi sentimentali che ha pensato di scrivere alla posta del cuore di Left Wing.

    21/02/2014

    Le vetrine di Detroit

    Filed under: — JE6 @ 09:00

    (…) i giapponesi, i tedeschi, i coreani. Il mondo ha continuato a fabbricare e comprare automobili: Detroit no. Gli altri erano più bravi, più veloci, più economici, più fantasiosi – quei demoni dei giapponesi non avevano stabilimenti negli Stati Uniti e allora attrezzavano le navi per poter continuare gli assemblaggi durante il viaggio lungo l’oceano, così quando arrivavano in porto erano già pronti per i concessionari. Gli stabilimenti hanno chiuso, i fornitori dell’indotto pure, licenziamenti, disordini razziali, l’esodo di due terzi della popolazione e in qualche modo l’intera città ha tirato giù le serrande in attesa che qualcuno venisse a comprarsi in saldo quel che rimaneva.

    Quelli di Left Wing si ostinano a farmi scrivere letterine. Questa è quella pubblicata nel numero 2 (nel quale trovate pure un pezzo della compagna De Cinti, che gradirete assai se a suo tempo vi siete innamorati di Julie Delpy e/o se siete rimasti degli irrimediabili sedicenni). Ah, tenendo conto che nella rivista trovate tanta roba buona, abbonatevi.

    15/11/2013

    La comunità umana

    Filed under: — JE6 @ 18:38

    Cara Left Wing,
    la prima volta che sono andato negli Stati Uniti mi hanno dato una macchina a noleggio e un weekend libero.

    Su Left Wing, quella di carta, hanno pubblicato un’altra letterina che parla di case mobili, pedalò a forma di fenicottero, chiese e comunità. Inizia così, il resto lo trovate qui, e qui invece trovate il sommario del numero appena uscito (io sono di parte, ma i sei numeri annuali i loro trenta euro li valgono tutti, andate e abbonatevi numerosi).

    14/06/2013

    Ciao, disturbo?

    Filed under: — JE6 @ 11:16

    Se soffrite anche voi di quella malattia che vi porta a seguire la politica di questo scombinato paese, potrebbe esservi capitato di leggere negli ultimi giorni dell’arrivo di una nuova rivista, o meglio della nascita della sua versione cartacea. La rivista si chiama Left Wing, se non la conoscete dovreste conoscerla, qui il Direttore spiega come e perché, e qui trovate l’indice del numero che tra non molto arriverà in libreria (qui, se avete trenta euro da investire, potete persino abbonarvi): quando arrivate a Cara Left Wing sappiate che si tratta di una letterina al Direttore scritta dal sottoscritto, in prosecuzione del suo tentativo di trasformare un consesso di menti pensanti nella redazione di Cioè.

    PS – Il titolo del post l’ho preso da Marta, che spiega meglio di Europa e dell’HuffPost cosa sia Left Wing. Ciao, disturbo? è l’attacco tipico delle chat o delle telefonate del Direttore, ed è uno dei motivi per cui non riusciamo mai a dirgli di no (e perchè mai, poi).