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La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
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    18/04/2003

    Filed under: — JE6 @ 14:38

    Ah, dimenticavo
    Squonk, probabilmente, non metterà mano al PC durante il ponte. Se così sarà, Buona Pasqua a tutti.

    Filed under: — JE6 @ 14:37

    Di blog, numeri e Stranamore
    In un suo apprezzato commento ad un mio precedente post, Massimo Morelli mi fa notare che rischio di cadere in una trappola logica: “se definisci bravo chi fa molti contatti è chiaro che chi fa molti contatti è bravo“, Massimo dixit.
    Non mi nascondo il pericolo. Ma provo a ragionarci sopra (e saccheggio la mia risposta a Massimo: ottimizzazione di tempi e mezzi, si chiama):
    1. Parto dal presupposto che la grande maggioranza di chi visita uno o più blog non è affetta da una perversa forma di masochismo. Se un blog che non gode di appoggi massmediatici gode di un numero di accessi costantemente alto, fatto soprattutto di visitatori ricorrenti, si deve supporre che i visitatori stessi tornano su quel blog perchè ci trovano qualcosa (qualsiasi cosa) che gli piace. Oggi, domani, dopodomani. Nel marketing (ma anche nel comune buonsenso), questo è un indice di qualità, che si sposa ad un elemento qualitativo.
    2. A questo punto, si può obiettare che anche il Festival di Sanremo, oppure Stranamore, continuano imperterriti, anno dopo anno, ad essere visti da milioni di persone in tutta la loro via crucis di puntate. Questo significa che anche in Stranamore o in Sanremo c’è del buono, qualitativamente parlando? Beh, forse sì (ommioddio). Hanno in sè la qualità di riflettere (restituire l’immagine, o parte di essa) di quei milioni di persone che li seguono fedelmente. E’ una qualità che non ha nulla a che fare con la qualità della musica, o della costruzione televisiva, o dell’abilità di conduzione, o della fattura delle scenografie: a che fare con una intriseca corrispondenza tra programma e spettatore.
    Hmm. Sono partito dai blog, e sono arrivato alla televisione. Brutto segno?

    Filed under: — JE6 @ 10:14

    Appena trovo dieci minuti, lo scrivo io
    Per tutti gli altri gadget che secondo Punto Informatico servono a far prosperare la blog(o)sfera, detta anche blog-community, dichiaro la mia impossibilità di intervento:
    1. Definizione di un traguardo
    2. Creazione di una rete di informazioni, divise per settori come le pagine interne di un giornale
    3. Creazione e gestione di un gruppo di programmatori
    4. Nomina di un direttore
    5. Stampa di una edizione cartacea, che possa essere letta in treno e comprata in edicola al posto di quei terribili giornali cellofanati
    Amici della blog(o)sfera-community, il manifesto programmatico lo fate scrivere a me? Per piacere!

    Filed under: — JE6 @ 08:48

    Di accessi, scrittura, pubblicità ed amletici dubbi
    Carlo mi fa l’onore di un post dedicato ad approfondire il tema del rapporto tra come e cosa si scrive su un blog ed i numeri che definiscono la vita del blog medesimo.
    Tra il serio ed il faceto, devo far notare a Carlo che:
    a) Un post che arriva alle tre del mattino, dopo sette ore di macchina ed una analisi dei dati di accesso, rischia di essere affetto da umana stanchezza;
    b) Se la fonte informativa ̬ Shinystat, beh, qualche dubbio ̬ lecito Рvedi le fantasmagoriche avventure di Mantellini (Automagie a Shiny).
    Detto questo, continuo a non essere convinto dell’assenza di legame tra scrittura e numeri.
    Perchè ci sono blog che vengono letti da molte persone tutti i giorni? Suppongo che la cosa avvenga sia per la qualità del contenuto, sia per il valore della strategia pubblicitaria (spesso del tutto involontaria) del blogger: Luca Sofri ha pubblicamente detto di essere convinto che buona parte del successo del suo blog derivi dal suo essere “personaggio televisivo”; ma ha – correttamente – aggiunto che poi, se un blog è buono, si afferma da sè.
    Detto in altre parole, essere “famosi” (per un qualsiasi motivo, sia esso la frequentazione delle telecamere oppure l’aver costruito un clone di un sito molto discusso) aiuta a creare una prima ondata di visite; essere “bravi” è fondamentale a creare un rapporto continuativo con chi visita il blog – e magari decide di fermarsi a commentarlo.
    Ora, rimane una questione da affrontare: essere “bravi” significa essere paraculi? Significa anche gettarsi e sfruttare, con mera abilità di tecnica di scrittura, su un argomento che si avverte essere di moda, anche quando si vorrebbe scrivere un post banalissimo su quanto è bello guardare la luna e le stelle tenendo per mano la propria amata?