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La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
(Gabriel Garcia Marquez)

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    17/04/2004

    L’eroe

    Filed under: — JE6 @ 14:48

    Io non so se Fabrizio Quattrocchi fosse un eroe. A pelle, non credo, ma a dire il vero non so nemmeno definirlo, un eroe.
    So solo che è morto con dignità, e per questo provo un grande rispetto nei suoi confronti, anche se non mi sento rappresentato nè da lui nè dagli altri tre ostaggi. Il rispetto è il riconoscimento di una persona; e – lo dico senza polemica, ma con tristezza ed infinita stanchezza – mi fanno una terribile pena coloro che non sono capaci di provarlo.

    Il Marco

    Filed under: — JE6 @ 14:38

    Il Marco è l’uomo dietro al bancone. E’ quello che conosce tutti, che sa a chi servire il bianchino spruzzato e chi passare un Averna, che sa quando ti manca un solo bicchiere per ciuccarti definitivamente ma poi non sa dirti di no ed il bicchiere te lo fa bere lo stesso, che ti prepara la focaccia con il cacciatorino e non la fa bruciare, che non pulisce i cessi da almeno sei anni, che sui bicchieri lascia i segni del rossetto e nessuno capisce come cazzo è possibile se da queste parti non è mai entrata una donna fin dal primo giorno di apertura; è quello che, da quando ha sostituito il padre nella gestione del bar, ha messo su diciotto chili, che le patatine solo San Carlo, che ti tiene la stecca da conto nel retrobottega, che fa finta di non vedere che al tavolo d’angolo stanno girando milioni, è quello che ogni anno, un po’ per scelta e un po’ per obbligo, va in pellegrinaggio a Superga per rendere omaggio al Grande Torino.
    Il Marco è quello che se non ci fosse ce ne sarebbe un altro e per noi del biliardo non cambierebbe nulla, ma intanto lui c’è, ti segna altre due ore e tre birre sul conto, e insomma, il suo bar fa schifo ma a ben pensarci è tanto suo quanto nostro, e allora chissenefrega e Marco mi porti una rossa, una rossa gesucristo, ci siamo capiti?