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    06/05/2004

    Mamma li turchi

    Filed under: — JE6 @ 22:04

    Cito da corriere.it/vivimilano: (il comune ha un nuovo problema da risolvere) la richiesta, da parte di molte famiglie, di spostare i figli là dove minore è la concentrazione di piccoli extracomunitari. A costo di rinunciare al punteggio in graduatoria che deriva dalla vicinanza della propria abitazione all’asilo di zona. In centro, dunque, visto che in molti quartieri, soprattutto nelle zone 8 e nella 9, gli iscritti stranieri (in tutto 3.500) sono in aumento.
    Adesso capisco perchè l’iscrizione di mia figlia al primo anno di scuola materna (quello che si chiamava asilo quando io ero piccolo; da quest’anno pare che si chiami scuola dell’infanzia. Entro un lustro sarà l’università dei lattanti) è stata accettata senza problemi.

    12 Responses to “Mamma li turchi”

    1. Mistral Says:

      Si chiama già “scuola dell’infanzia”, Sir… la scuola dove insegno io è un istituto comprensivo (pessimo calco dall’inglese “comprehensive school”) e raccoglie creature dai tre ai quattordici anni con relativi insegnanti. Ogni volta che devo stilare il verbale di un collegio docenti mi tocca ricordarmi della dicitura corretta, sapesse quanto si offendono le colleghe se la chiamiamo “scuola materna” o, dio non voglia, “asilo”! Mah…

    2. marco Says:

      Nella (per altre cose) civilissima Olanda, questa cosa è purtroppo all’ordine del giorno. Pur essendo noi ’emigrati’ di lusso, abbiamo scoperto che essere europei bianchi e più scolarizzati della media non è sufficiente per entrare nelle scuole ‘dei biondi’, come le abbiamo ribattezzate, nelle quali temo chiedano il pedigree risalendo fino alla terza generazione.
      Al lato opposto delle scuole dei biondi ci sono le cosiddette ‘scuole nere’, frequentate solo da immigrati e che si devono preoccupare dell’alfabetizzazione non solo dei bambini ma anche dei genitori. Sono scuole che, in virtù del lavoro che devono fare, ricevono più soldi dallo stato, ma intanto sono un posto in cui un genitore biondo non lascerebbe mai mettere piede ai propri biondissimi figli.

    3. albertaccione Says:

      inutili i falsi moralismi. senza parlare di origini etniche, nelle scuole si è sempre differenziato per origini sociali e capacità di apprendimento. ora c’è anche la distinzione etnica, così da trasmettere ai bimbi inconsapevoli l’importanza di evitare (dio non voglia!!) amicizie interetniche. le paure dei genitori vengono bevute a grandi sorsate.

    4. Squonk Says:

      Credo e spero di non fare il moralista. Dico che a me ha fatto piacere vedere e sapere che nella “scuola dell’infanzia” dove mia figlia andrà a settembre ci sono bambini di altre razze.
      Di cosa mi devo preoccupare? Per quello che ne so, i loro genitori possono essere onesti cittadini o incalliti delinquenti così come i genitori dei bambini dal capello castano e dall’incarnato roseo. A prescindere dal necessario e comunque inevitabile inserimento in una realtà multietnica, cercare di evitare questo contatto con altre razze o etnie mi sembra semplicemente una prova di stupidità e di pregiudizio.

    5. lester Says:

      Gli Italiani vanno abitutati alla convivenza interetnica, sarà un processo lento e non privo di difficoltà. Non credo che di tratti di razzismo nel senso pieno della parola, è una questione di cultura ed educazione che inevitabilmente si apprende lentamente; specie quando ci sono di mezzo i figli nei confronti dei quali scattano spesso comportamenti irrazionali e iperprotettivi.

    6. sphera Says:

      La prima cosa che mi viene da pensare, visualizzando una scuola materna frequentata da soli bambini fighetti figli di xenofobi e nevrotici genitori è: poveretti, che brutto ambiente.

    7. Squonk Says:

      Madame, i bambini non sono fighetti. I genitori sì, talvolta. Appunto.

    8. marco Says:

      Noi (mia moglie ed io) siamo contenti di vivere in un posto in cui *comunque* nostra figlia Marta vede in un giorno gente piu’ diversa di quanto ne vedrebbe in un anno nella provincia cuneese da cui veniamo.
      In questi mesi dobbiamo decidere se/come/quando tornare in Italia e quindi stiamo pensando ai pro e ai contro di stare vs. tornare; il fatto che Amsterdam sia un posto in cui la diversita’ della specie umana e’ rappresentata abbastanza bene sta di sicuro dalla parte dei pro.

    9. Squonk Says:

      Se posso permettermi un consiglio non richiesto, io resterei. Va da sè che la cosa tornerebbe utile, se decidessi di fare un salto da quelle parti (ah, nostalgia).

    10. lester Says:

      Quando sono stato ad Amsterdam l’ho giudicata l’unica grande metropoli in cui potrei vivere bene: io resterei per quello e quindicimila altri motivi circa.

    11. marco Says:

      Grazie a tutti dei consigli: al momento siamo in altro mare riguardo alle decisioni, e ogni parere e’ ben accetto.
      Squonk, se e quando vieni dalle nostre parti mi raccomando fatti sentire, almeno per una biertje. Ci conto.
      Lester: metropoli per tante cose (p.es. il prezzo delle case), non per il numero di abitanti: non facciamo nemmeno il milione.

    12. sphera Says:

      Marco, non la conosco, ma dia retta: resti lì.
      A parte i soliti sole, pizza e amore qui c’è ben poco di cui rallegrarsi. E ultimamente, anche di sole, poco.

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