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    11/12/2004

    Goodfellas

    Filed under: — JE6 @ 22:30

    Il suo avvocato condannato a undici anni per corruzione.
    Il suo ultraquarantennale amico e stretto collaboratore condannato a nove anni per concorso esterno in associazione mafiosa.
    Lui, condannato per corruzione, salvato solo dalla concessione delle attenuanti generiche che dimezzano i termini di prescrizione.
    Qui il problema non è la mancanza di un Elliot Ness de noantri, è la quantità di Bostik che cosparge il retro dei pantaloni di Caraceni del PresDelCons.

    7 Responses to “Goodfellas”

    1. Anna Says:

      “Lui, condannato per corruzione, salvato solo dalla concessione delle attenuanti generiche che dimezzano i termini di prescrizione.”

      Così non mi piace. Io avrei detto: assolto perchè il fatto non sussiste. Prescrizione al Capo A, assoluzione al Capo B.
      Ma, soprattutto, niente 4,5 miliardi di euro a De Benedetti, che è poi quello collle pezze al culo, alla fine.

      😉

    2. Jaisalmer Says:

      Non per esser pedante, che a me il B. sta sui cosiddetti, ma, sulle motivazioni di assoluzione:

      – “Per non aver commesso il fatto”: il reato di corruzione c’e’ stato, ma non l’ha commesso lui;
      – “Perché il fatto non sussiste”: non c’é stato reato di corruzione. Come da DeMauroParavia: “SUSSISTERE: per estens., esistere, essere valido, fondato: prove, scuse che non sussistono; il fatto non sussiste”

      Sono sorpreso da come molti commentatori da blog e giornali, perfino quelli che han fatto giurisprudenza o diritto penale, pensino e scrivino coi piedi. Ora si trasforma perfino un’assoluzione piena per il processo SME in una condanna, suvvia (e non mi riferisco alla prescrizione – che non è mai una condanna – per il bonifico 1991, quella è altra cosa.)

    3. Massimo Morelli Says:

      Uh?

    4. Squonk Says:

      “Limitatamente al bonifico in data 06-07 marzo 1991 perché, qualificato il fatto per l’imputato come violazione degli articoli 319 e 321 C.P. e riconosciute le circostanze attenuanti generiche, lo stesso è estinto per intervenuta prescrizione”.
      Insomma, l’imputato Silvio Berlusconi ha commesso due reati; se non gli fossero state concesse le attenuanti generiche, l’imputato Silvio Berlusconi sarebbe stato condannato, in quanto i termini di prescrizione per il reato in questione sono di 15 anni. Grazie alle attenuanti, i termini si dimezzano, e quindi il reato si prescrive. Va da sè che i giudici hanno stabilito che un reato c’è stato, altrimenti non avrebbero potuto concedere le attenuanti, nè tantomeno scrivere “qualificato il fatto per l’imputato come violazione degli articoli 319 e 321 C.P.“.

    5. Jaisalmer Says:

      Sir, mi riferivo alle motivazioni di assoluzione. Come lei sa, per una (il bonifico del 1991 a Cesare Previti) il reato è estinto, e prescritto, per gli altri (tre o quattro, mica noccioline) è stato assolto o perché non ha commesso il reato o perché non v’era reato. Invece si legge su Corriere, Repubblica e altrove “perché il fatto non sussiste” in neretto come fosse un’infamia. Me la prendo con la mancanza di cultura giuridica. Concorda?
      La stessa mancanza di cultura giuridica fa leggere il riferimento all’articolo 319 e 321 come se fossero due reati distinti. Ebbene, ecco gli articoli in questione:
      Art. 319 c.p. (Corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio) Il pubblico ufficiale, che, per omettere o ritardare o per aver omesso o ritardato un atto del suo ufficio, ovvero per compiere o per aver compiuto un atto contrario ai doveri di ufficio, riceve, per sé o per un terzo, denaro od altra utilità, o ne accetta la promessa, è punito con la reclusione da due a cinque anni.
      La pena è aumentata se il fatto di cui all’art. 319 c.p. ha per oggetto il conferimento di pubblici impieghi o stipendi o pensioni o la stipulazione di contratti nei quali sia interessata l’amministrazione alla quale il pubblico ufficiale appartiene.
      La pena è aumentata (art. 319-bis c.p.) se il fatto di cui all’art. 319 c.p. ha per oggetto il conferimento di pubblici impieghi o stipendi o pensioni o la stipulazione di contratti nei quali sia interessata l’amministrazione alla quale il pubblico ufficiale appartiene.
      Art. 319-ter c.p. (Corruzione in atti giudiziari) Se i fatti indicati negli artt. 318 e 319 c.p. sono commessi per favorire o danneggiare una parte in un processo civile, penale o amministrativo, si applica la pena della reclusione da tre a otto anni.
      Se dal fatto deriva l’ingiusta condanna di taluno alla reclusione non superiore a cinque anni, la pena è della reclusione da quattro a dodici anni; se deriva l’ingiusta condanna alla reclusione superiore a cinque anni o all’ergastolo, la pena è della reclusione da sei a venti anni.
      rt. 321 c.p. (Pene per il corruttore) Le pene stabilite nel primo comma dell’articolo 318, nell’art. 319, nell’art. 319-bis, nell’articolo 319-ter e nell’art. 320 c.p. in relazione alle suddette ipotesi degli artt. 318 e 319 c.p., si applicano anche a chi dà o promette al pubblico ufficiale o all’incaricato di un pubblico servizio il denaro o altra utilità.

      Insomma, le cose non sono esattamente chiare, perché il bonifico del 1991 è stato effettuato a Previti. Si presume che sia un collegato alla sentenza Previti (da questo punto di vista il rimando all’articolo 319 è ridondante), le motivazioni lo chiariranno. E glielo dice uno che ha votato Rifondazione, ai suoi tempi.

    6. Squonk Says:

      D’accordo, vedremo a tempo debito: di fatto, se mi attengo alla sentenza – che è tutto ciò che oggi abbiamo in mano – deduco che il reato di corruzione è stato commesso. Dopo di che, se ne è avuta l’estinzione causa prescrizione. No? [Per inciso, sarebbe anche interessante commentare le tattiche dilatorie – perfettamente legali – adottate in questo come in altri processi, al mero fine di arrivare alla prescrizione stessa]
      Ora, se le cose stanno così, ho il diritto – da cittadino – di uscire almeno per un attimo dalle considerazioni di natura giuridica e di farne qualcuna di natura – orrore! – “etica”, e di dire che, beh, insomma, cazzo, sembra proprio che io sia governato da un signore che comprava dei giudici?

    7. Jaisalmer Says:

      Sir, mi meraviglio: è dai tempi di Machiavelli che si sa che la politica fa la morale, non l’etica privata che fa il politico. Non a caso l’Italia ha il numero più alto di condanne alla Corte Europea di Giustizia per la durata dei processi.

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