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Dichiarazione d'intenti
La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
(Gabriel Garcia Marquez)

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    27/05/2005

    Vittima del pensiero debole?

    Filed under: — JE6 @ 12:38

    Ammetto, non ho mai letto nulla di Antonio Moresco (e non mi sento in colpa; non ho ancora letto i classici russi, per dire). Quindi, non posso dire se sia un signore immodesto, superbo e affetto da manie di grandezza, oppure semplicemente una persona che si prende sufficientemente e giustamente abbastanza sul serio da considerare davvero importante il suo ruolo nella società. So solo che io, di fronte ad una frase come “L’idea iniziale, perseguita da me e da altri in totale buona fede, che ci potesse essere, qui ed ora, in questi anni, almeno in una parte di scrittori, intellettuali e artisti italiani una naturale predisposizione al riscatto e alla presa di coscienza della propria responsabilità nei confronti di se stessi e del mondo e della propria forza (…)” mi fermo e mi dico “Beh, cazzo, addirittura la propria forza, nientemeno”.
    Ma poi, chissà, forse ha ragione lui ed io sono uno che, a furia di pensieri deboli e poco stupendi, ha perso la capacità di sognare e di sperare che un mondo migliore sia possibile.
    Nazione Indiana

    Vistidavicino (e in trasferta)

    Filed under: — JE6 @ 10:09

    [Che qui non si è da meno, insomma]
    Claudio Magris non ha il physique du role dello scrittore; ma ha il suo bel portamento, pare un professore di liceo – ma devo ancora decidere di quale materia. Sono indeciso tra filosofia e applicazioni tecniche.
    Giovanna Zucconi è una bella signora elegante. Credo bionda naturale, ma non importa mica tanto.
    Michele Serra ha la faccia ciancicata come i pantaloni, o i pantaloni ciancicati come la faccia, fate un po’ voi.
    Riuniti insieme ad un unico tavolo per far colazione, tre soggetti così incutono un filo di timore: come ebbe a dire Lord Marquant, “dobbiamo stare attenti, altrimenti ci troviamo dritti nell’Amaca o in un elzeviro che sfotte i piccoli borghesi italiani“.

    Un futuro assicurato

    Filed under: — JE6 @ 09:44

    Vivendo a Milano, non ho modo di giudicare l’operato di Walter Veltroni come sindaco di Roma. I miei insider preferiscono Francesco Cicoria Rutelli, pur riconoscendo a Uolter una grande attenzione alle questioni culturali ed un innegabile talento di organizzatore di eventi. Sarà per questo che ieri ha fatto una pregevole figura come spalla di Fiorello e Baldini a Viva Radio 2.

    Sul serio: bravo, sciolto, simpatico, con la battuta pronta. Doti non fondamentali, forse, per fare il sindaco, ma preziose per garantirsi un futuro come entertainer. Cercavo di immaginarmi Albertini, al suo posto. Vabbeh.

    Update. Tanto per restare in tema, Edmondo Berselli oggi su Repubblica (via Attentialcane): Bisogna introdurre nella razionalità del messaggio politico una scintilla di creatività capace di accendere anche l’emotività pubblica.
    Sotto questa luce, Veltroni non ha rivali, perché è un interprete straordinario della politica post-materialista, basata sulle passioni e le tendenze più che sugli interessi. La sua propensione a innamorarsi di missioni antropologicamente impegnative e il suo essersi defilato in Campidoglio (un “gran rifiuto”?) gli avranno attirato le ermetiche ironie di Francesco De Gregori (“Chiudi la porta e vai in Africa, Celestino”), ma la sua popolarità capitolina sembra in grado di trasmettersi anche a tutto un paese che sente ancora il bisogno di mobilitazioni psicologiche e di utopie.
    Mentre per il torinese Fassino la politica è ancora un riflesso quasi automaticamente “fordista”, un ritrovarsi nelle fabbriche e fra compagni, e il suo cattolicesimo (“la fede dei padri mai perduta”) contiene un’ombrosità giansenista, per Veltroni la politica è un illuminarsi di notti bianche, in una Roma illuminata dai fari dei concerti, e il credo personale è l’adesione per sentimento a figure interpretate in chiave progressista, da Martin Luther king a don Milani.