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    09/12/2005

    La meglio gioventù (again)

    Filed under: — JE6 @ 13:05

    Se non esistessero, i commentatori bisognerebbe inventarli. Cito quindi Marco Schwarz, nei commenti a questo post di Massimo Mantellini:
    il problema IMO è quello dei meccanismi di cambiamento della classe dirigente e dell’assenza di vasi comunicanti tra classe dirigente e resto della società, non dello svecchiamento in quanto tale.
    Forse il problema vero non è la difficoltà ad essere classe dirigente a 35 anni, ma il fatto che a 20 anni sai già (guardando soprattutto le tue amicizie) se farai parte o no della classe dirigente, ed è un verdetto che molto probabilmente varrà per tutta la tua vita, indipendentemente da quello che (non) farai.
    In un sistema così ingessato, è chiaro che si crea un meccanismo di ‘lista di attesa’ per cui prima di ricoprire posizioni di rilievo sei over 50.
    A mio avviso una dinamica del genere si rompe non tanto (non solo) promuovendo l’ingresso di giovani *in quanto giovani* nella classe dirigente, ma favorendo persone che, indipendentemente dalla loro età, hanno dimostrato di saper fare le cose e che nonostante questo sono rimaste ai margini del giro che conta
    “.
    Se me lo dicevi prima, Manteblog

    9 Responses to “La meglio gioventù (again)”

    1. Achille Says:

      Oggi non lavoro e faccio il rompiballe di professsione:
      “persone che, indipendentemente dalla loro età, hanno dimostrato di saper fare le cose e che nonostante questo sono rimaste ai margini del giro che conta“.

      Posso dire che è una frase che vuol dire tutto e niente? posso tradurla con “Premiare quelli bravi e capaci?” (e come li scegliamo di grazia? e come abbiamo fatto a non pensarci prima) posso tradurla con “facciamo entrare in politica professionisti che non ci stavano prima e si sono dimostrati bravi nel loro mestiere”? (giacchè come faremmo noi a decidere se sono bravi o meno persone capaci confinate nelle maglie dell’amministrazione locale o in incarichi politici di basso profilo e scarsa visibilità? Tralasciamo poi che una soluzione del genere mi sembra che l’abbia già proposta Berlusconi dieci anni fa).
      Posso fare l’ipercinico e dire che per dimostrare di saper “fare le cose” spesso in Italia vuol dire avere incarichi di grande visibilità che spesso vengono assegnati in base all’appartenere al “giro che conta”?

    2. Achille Says:

      Ho riletto una seconda volta il post: se invece la soluzione è semplicemente “Portiamo in politica i manager e gli imprenditori di successo che però hanno fatto successo senza avere appoggi politici” beh…

    3. Squonk Says:

      Ribadisco: se non esistessero, i commentatori bisognerebbe inventarli (lo prenda come un complimento).
      Affermazione generica? Sì, senza dubbio. Tanto quanto quella che vuole lo svecchiamento della classe dirigente tout court. Ora, se discutiamo dei principi, io sono d’accordo con il principio espresso da Marco: non senza vedere il giusto e il buono che c’è nelle parole sue, di Luca, di Ivan, di Kurai, ma trovandolo insufficiente e potenzialmente pericoloso.
      Detto questo, si può anche (e si deve) discutere dei meccanismi concreti attraverso i quali può realizzarsi il ricambio, il rinnovamento: il primo che mi viene in mente è la fissazione di un limite al numero di rieliggibilità, che vale per i sindaci ma non per i parlamentari e/o i membri del governo. E’ uno strumento, che dovrebbe essere accompagnato da molti altri (quali, non so). Ma che può servire allo scopo, credo.

    4. marco Says:

      Avessi tempo, proverei ad articolare una risposta ad Achille. Siccome ne ho poco, vado per sommi capi.
      Riguardo al secondo commento di Achille, non è quello che intendevo.
      Riguardo al primo, certo che sono generico, nè più nè meno del livello medio attuale della discussione (non è una critica, è un’ osservazione).
      Detto questo, un esempio pratico di cosa vuol dire ‘aver dimostrato di far le cose’ è che una delle differenze che vedo di più nell’ambito professionale tra l’Italia e l’estero è l’importanza spropositata che nel nostro paese hanno le relazioni (‘chi conosci’) più che le competenze (‘cosa conosci’). Non sono così naif da dire che le relazioni non sono importanti, ma quando diventano quasi l’unica cosa, quando assorbono quasi tutte le energie, allora c’è qualcosa che non va. E da questo punto di vista in Italia le cose non vanno proprio.
      Sorry, ma devo fermarmi qui, se posso integrerò.

    5. Achille Says:

      “Non sono così naif da dire che le relazioni non sono importanti, ma quando diventano quasi l’unica cosa, quando assorbono quasi tutte le energie, allora c’è qualcosa che non va. E da questo punto di vista in Italia le cose non vanno proprio”

      Su questo siamo visceralmente d’accordo. E nell’essere d’accordo rimango convinto che la stabilità di certe persone (e di certi “giri”) nei punti cruciali per la gestione del potere economico e politico favorisca (piuttosto che la faticosa e sempre evocata meritocarzia) l’ascesa o perlomeno la sopravvivenza di chi è legato, imparentato, prostrato con/a chi questi posti e questi punti li occupa da 10, 20, 30 anni.

    6. marco Says:

      Scusa Achille, ma forse non ho capito il tuo secondo paragrafo.
      In altre parole, mi viene da chiedermi ‘E allora ?’ o, in altre parole, ‘Cosa pensi si dovrebbe fare per risolvere questo problema ?’

    7. Carlo Says:

      Uffa, ma ne stiamo ancora a parlare di queste stronzate dei ggiovani (o dei vecchi, o dei sardi, o…)? La tesi è talmente stupida che sono invecchiato precocemente a leggerne in giro. Io comunque sono per una classe dirigente di blogger, perchè loro ne capiscono di internette e sentono il friccico della società moderna. Se sono blogger donne, e anche gnocche, è meglio.

    8. Achille Says:

      Marco, se non indico soluzioni è perchè la discussione è partita da chi ha criticato quella che per alcuni è una possibile soluzione. Intendiamoci: io non credo che sostituire Prodi con Veltroni, Berlusconi con Casini, Veltroni con Zingaretti e Casini con Volontè e di li a scendere, accellerando il processo di ricambio della classe politica sia la panacea di tutti i mali. Sarebbe troppo facile. Però non credo nemmeno che far entrare in politica i vari Soru, Illy, Dario Fo, Della Valle, Moratti, Berlusconi, Santoro, Beppe Grillo, Renzo Rosso (non sono forse queste persone che si sono affermate nei loro campi e hanno dimostrato di saper fare?) lo sia.
      Quella di provare a svecchiare la classe dirigente è un tentativo, che viene in mente valutando un difetto evidente del nostro paese (quale squadra di calcio dai pessimi risultati continua a tenersi lo stesso allenatore?) ma ad essere sincero per me è tutt’altro che una soluzione bella e pronta. Stiamo parlando in realtà di dar vita ad un processo di sensibilizzazione dell’opinione pubblica tale che… e chi lo fa partire questo processo? I blogger? Mah… (lo vedi, non sono ottimista, però a questo punto ti chiedo: io una mezza soluzione l’ho appoggiata. Non avere le competenze tecniche e non avere giornate intere da dedicare alla stesura di un tomo su come questa mezza soluzione possa essere applicata nei dettagli rende la mia opinione meno degna? Nei prossimi giorni mi devo aspettare che voi mi spieghiate come si applica nei dettagli la soluzione “Mandiamo al potere quelli bravi e capaci?”)

      Buon weekend

      p.s. dimenticavo una cosa per me importante (scusatemi, io scrivo di getto quando commento e posto) il ricambio (che, ripeto, non è una soluzione che di per sè porta ad una soluzione migliore) può aiutare anche ad uscire dalla situazione di cui parlo nel secondo paragrafo. In questi mesi il nuovo presidente della Calabria Loiero ha non solo cambiato tutti i dirigenti locali come si fa solitamente in caso di cambio di maggioranza, ma sta anche spostando competenze da uffici regionali ad uffici provinciali, da certi dirigenti ad altri, nuovi. Nelle sue parole non è semplice spoil system, ma un modo per destabilizzare chi negli anni è abituato ad infiltrarsi in certe strutture tramite certe persone, sempre le stesse. Io non lo so se può funzionare, ma l’idea, di fondo, male non è.

    9. Squonk Says:

      Achille, nel suo piccolo Loiero sta fornendo – forse – un esempio del fatto che la gioventù non è così importante.

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