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    29/05/2006

    Sulla bici del vincitore (reprise)

    Filed under: — JE6 @ 07:59

    Qui si ritorna sulla conclusione del Giro d’Italia solo per segnalare che anche ieri, a fronte di dichiarazioni e denunce da codice penale (o, quantomeno, da azione della magistratura sportiva), la decina e passa di soggetti che affollavano lo studio del “Processo alla tappa” si sono affannati a spiegare che la folla di Corso Venezia era la miglior risposta alle polemiche, che la medesima folla festante era il segno di una manifestazione trionfale e pulita, che non si capiva il motivo di parole che gettavano ombre sulla bellezza e sulla trasparenza di uno straordinario risultato sportivo, e cose così. Sembravano tutti sinceramente dispiaciuti che il Giro d’Italia si concludesse a Milano e non in una località marina, dove avrebbero trovato tonnellate di materia prima – sabbia – pronta all’uso.
    Corriere.it

    5 Responses to “Sulla bici del vincitore (reprise)”

    1. farfintadiesseresani Says:

      Solo un appunto: nel ciclismo le cose che tu dici essere “da codice penale” o “da azione della magistratura sportiva” sono parte integrante dell’agonismo, non solo tollerate, ma addirittura codificate entro certi limiti. Insomma: se anche Basso confessasse che sì, ha uccellato Simoni promettendogli una vittoria dietro corresponsione di compenso per poi fregarlo al momento opportuno, beh, non gli farebbero niente. Anni fa al Tour la telecamera sgamò Ullrich in diretta mondovisione che faceva a Virenque il gesto del denaro (pollice contro indice) per chiedergli un compenso in cambio della vittoria di tappa. All’arrivo, Ullrich non scattò e Virenque vinse. Finita lì.
      Con questo, la spiegazione più semplice, senza voler presupporre la malafede di uno dei due contendenti, è che Basso abbia detto una cosa e Simoni ne abbia capita un’altra, e poi lo sconfitto ci abbia un po’ ricamato sopra.

    2. Squonk Says:

      Eh no, troppo facile. Si fa – giustamente – un c*** così a Moggi e soci, e quello che sarebbe (se si fosse verificato e venisse accertato, ovvio) a tutti gli effetti un tentativo di corruzione è semplicemente “parte integrante dell’agonismo (…) codificata entro certi limiti”? Ci può stare, anche se sportivamente la cosa fa un po’ ribrezzo, che il più forte decida di far vincere la battaglia al più debole, dato che lui ha già vinto la guerra. Ma se ci vanno di mezzo anche i soldi, beh.

    3. farfintadiesseresani Says:

      Non esprimevo giudizi etici. Constatavo l’esistenza di un’usanza dai tempi di Girardengo in qua. Ribadisco: non gli farebbero niente anche ammettesse che è tutto vero.

    4. b.georg Says:

      non sono un esperto, ma mi pare che simoni non brilli per sportività. un paio d’anni fa disse che cunego era un “piccolo bastardo” perché si era permesso di batterlo, e ancora oggi non lo saluta.
      insomma, non è che sia proprio bravo a perdere, e si fosse inventato tutto non mi stupirei proprio…

    5. farfintadiesseresani Says:

      Beh, le dichiarazioni rilasciate ieri dal direttore sportivo di Simoni mettono a tacere ogni dubbio: si è inventato tutto nottetempo (“tutto” nel senso della storia dei soldi; il resto credo sia stato un malinteso).

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