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    09/11/2006

    La storia la scrivono i vincitori

    Filed under: — JE6 @ 11:28

    Non ho tempo di andare a recuperare i commenti “di centrosinistra” alle elezioni americane che si sono succedute nell’ultimo decennio. Andando a memoria, però, mi pare di ricordare un atteggiamento del tipo “la democrazia è una gran bella cosa, peccato che dia diritto di espressione anche ai farmer dell’Iowa e ai bovari del Texas, e questi sono i risultati“. Ricordo male? Credo di no.
    Così, oggi trovo parecchio discutibile la parte finale dell’editoriale di Ezio Mauro su Repubblica: “Un Paese con un pil che cresce quasi del tre per cento, con la disoccupazione sotto il cinque, sa fare una valutazione politica generale, votando contro una leadership ideologica, una guerra sbagliata, una cultura politica antimoderna, che separa per la prima volta l’America dal mondo. Le sfide che gli Usa e le democrazie hanno davanti restano intatte, naturalmente: ma l’Occidente da oggi può affrontarle con i suoi valori, restando se stesso.
    Eppure, gli elettori che ieri hanno votato contro sono gli stessi che due anni fa hanno votato a favore della guerra sbagliata e della cultura politica antimoderna di cui scrive Mauro: ventiquattro mesi sono sufficienti a cambiare i valori di fondo di una società? Io ho qualche dubbio, e credo che se gli Stati Uniti avessero potuto portare in Iraq tre o quattrocentomila soldati, invece di centotrentamila, avrebbero ottenuto una vittoria (di Pirro, forse, ma una vittoria – almeno nel breve termine) che oggi avrebbe mantenuto in sella i repubblicani, valori o non valori. Mauro dovrebbe avere sufficiente esperienza per sapere che la storia la scrivono i vincitori – e quindi anche i grandi sconfitti.
    Repubblica.it

    3 Responses to “La storia la scrivono i vincitori”

    1. marco Says:

      Gli editoriali di Mauro sono spesso ottimi esempi di come combinare nello stesso articolo faziosità, prevedibilità e mancanza di cose da dire. Un virtuoso, a suo modo.

    2. Squonk Says:

      Qui non si discute tanto il Mauro della situazione, quanto il fatto che si giudicano nazioni intere in modo così scorantemente superficiale, ecco.

    3. sphera Says:

      Le nazioni non esistono, esistono un sacco di persone. E qualcuna di esse, a volte, vota.

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