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La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
(Gabriel Garcia Marquez)

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    14/07/2008

    Piange il telefono

    Filed under: — JE6 @ 20:50

    Se non vi spaventano malinconia e disincanto, e se volete leggere una che sa scrivere davvero, il post del mese è già stato pubblicato. Lo trovate qui, a casa della Tengi.
    Pezzidufficio

    Le vite degli altri

    Filed under: — JE6 @ 08:40

    Qualche mese fa, a mo’ di regalo natalizio, due amici mi hanno aperto a tradimento un account su Twitter. Ammetto che il giochino, a differenza di Facebook, mi è risultato simpatico: e infatti, ci gioco. Però questa mattina ho realizzato che sapere delle vite degli altri – a seconda del tipo di rapporto che si ha con questi “altri” e del modo in cui gli “altri” raccontano di sè – può anche essere spiacevole perchè ti trovi a leggere cose che magari in quel preciso momento preferiresti non sapere. Se non fossi pigro come sono, avrei già chiuso quell’account. Ma chissà, oggi non fa caldo e hai visto mai che trovo le energie.

    Una mattina di luglio, nella periferia di Milano

    Filed under: — JE6 @ 07:51

    Poco fa, uscendo di casa – erano le sette – mi sono guardato in giro e c’era un cielo cupo e nero verso ovest, verso il Piemonte. Ma c’era anche una specie di buco tra le nuvole in direzione delle Prealpi bergamasche, e da quel buco veniva fuori un sole nordico, luminoso anche se non caldo. Il giardino era un po’ più verde del solito, grazie alle piogge di questi giorni, e non so perchè ma mi sono tornate in mente certe mattine di parecchi anni fa, quando ci trovavamo all’alba per salire ai rifugi delle Dolomiti di Brenta, e l’atmosfera era un po’ la stessa. Ho salutato il mio dirimpettaio di box, sono salito in macchina, ho guardato le pozzanghere nelle quali si riflettevano i palazzi del mio quartiere, ho visto le cime delle montagne – perchè sì, da casa mia si vedono le montagne, e a volte questa è proprio una cosa che non ha prezzo – è partito un cd che avevo lasciato ieri sera, un vecchio rock ‘n’ roll dei Dire Straits, e ho pensato che la vita in città può non essere così brutta e grigia come la si dipinge, dipende (quasi) tutto da come ci si sente. Adesso, sotto le finestre del mio ufficio, un TIR sta caricando; però, tra i cavi degli elettrodotti, si vedono le montagne anche da qui.