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La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
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    30/08/2008

    Ho visto le migliori menti della mia generazione aderire a un social network

    Filed under: — JE6 @ 19:20

    Ultimamente ho giochicchiato spesso con Facebook. Senza un particolare motivo, dato che mi ero quasi dimenticato di avere l’account. Senza un particolare motivo, immagino che lo ridimenticherò in breve tempo. Intanto, però, mi sono dedicato ad un piccolo esperimento personale, provando a darci sotto nell’incrementare il più possibile la dimensione della rete dei miei “Friends”. Ho mandato in giro un po’ di richieste, sapete quelle cose, in effetti anche un po’ tristi, con le quali si pietisce un segno di attenzione. Ora, una cosa particolare di FB è che la grande maggioranza degli iscritti si presenta con il suo nome e cognome, a differenza di quanto fa con il blog o con altri social network come Twitter, dove usa un nickname più o meno fantasioso; io sono sicuro, strasicuro, arcisicuro che un discreto numero di coloro che hanno ricevuto il mio invito mi conoscono solo con il mio nick: ciò nonostante, solo in due, prima di farmi comunque l’onore di aggiungermi alla loro lista, mi hanno risposto chiedendomi gentilmente “scusa, ma tu chi sei? Che, occhio e croce, mi pare che ci conosciamo: ma ‘sto nome non mi dice proprio nulla”. Tutti gli altri: friends. Capito? Siamo friends, amici – nemmeno semplici conoscenti come quel genio di Bonvi scriveva nelle strip delle Sturmtruppen: no, proprio amici. Non sappiamo nemmeno come cazzo ci chiamiamo, ma siamo amici.

    [Il titolo l’ho preso da un update su FB del buon Ludik: qui, oltre che tutto un magna magna, è tutta una citazione]

    Best pick – Reprise

    Filed under: — JE6 @ 08:33

    A parte gli scherzi. E’ che uno come Morelli lo vediamo in televisione, tra i baffi di Costanzo e le tette di una ballerina, e attraverso lui percepiamo lo svilimento di un mestiere che pure potrebbe e dovrebbe avere una reale utilità sociale. E quindi, quando andiamo in libreria e ci troviamo di fronte la sua faccia, aggrottiamo le sopracciglia e passiamo oltre. Ma io vorrei sapere, in tutta onestà , chi di noi non si è mai fermato di fronte a una copertina che gli fa intravvedere la possibilità di vivere meglio, con serenità , allegria, tirando fuori il meglio di se stesso e sapendo prendere il meglio degli altri, essendo capaci di scegliere le compagnie migliori e i lavori più adeguati, tutto questo quali che siano i guai della vita. Ci sono scaffali interi della Feltrinelli che sono l’equivalente cartaceo di una striscia di coca per un tossico della domenica. Non acquistiamo solo per vergogna e imbarazzo, e per la resistenza di un barlume di ragione. Ma cadere è tanto facile, e dieci euro per un tascabile che ti promette la felicità tante volte sembrano un investimento che vale la pena fare.