< City Lights. Kerouac Street, San Francisco.
Siediti e leggi un libro

     

Home
Dichiarazione d'intenti
La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
(Gabriel Garcia Marquez)

Talk to me: e-mail

  • Blogroll

  • Download


    "Greetings from"

    NEW!
    Scarica "My Own Private Milano"


    "On The Blog"

    "5 birilli"

    "Post sotto l'albero 2003"

    "Post sotto l'albero 2004"

    "Post sotto l'albero 2005"

    "Post sotto l'albero 2006"

    "Post sotto l'albero 2007"

    "Post sotto l'albero 2008"

    "Post sotto l'albero 2009"

    "Post sotto l'albero 2010"


    scarica Acrobat Reader

    NEW: versioni ebook e mobile!
    Scarica "Post sotto l'albero 2009 versione epub"

    Scarica "Post sotto l'albero 2009 versione mobi"

    Scarica "Post sotto l'albero 2010 versione epub"

    Scarica "Post sotto l'albero 2010 versione mobi"

    Un po' di Copyright Creative Commons License
    Scritti sotto tutela dalla Creative Commons License.

  • Archives:
  • Ultimi Post

  • Running, standing still
  • Quello che te ne resta
  • Call the call a call
  • Dopo l’incidente
  • Play around it
  • Generale la guerra è finita
  • Dove è un lusso la fortuna c’è bisogno della luna
  • Esperienza
  • Guardando gli spettatori
  • Appena
  • June 2011
    M T W T F S S
     12345
    6789101112
    13141516171819
    20212223242526
    27282930  

     

    Powered by

  • Meta:
  • concept by
    luca-vs-webdesign (contact)
     

     

    02/06/2011

    Saluti da Trieste – La Risiera

    Filed under: — JE6 @ 22:20

    Mi guardo intorno prima di entrare: un deposito con le indicazioni per lo scarico della merce, mi pare che sia della Coop, e dalla parte opposta un discount – parcheggio gratuito per i clienti. Incastrata tra due banali simboli dei nostri tempi, la Risiera di San Sabba è un grande edificio in mattoni rossi, che se non fosse stato un centro di smistamento verso i campi di sterminio nazisti e un luogo dove il crematorio ha bruciato i corpi di migliaia di disgraziati oggi verrebbe catalogato come reperto di archeologia industriale e ospiterebbe loft di aziende hi-tech. E invece. Non ci vuole molto a girarlo, è molto più piccolo di Dachau e Mauthausen – posti che ho visto – ma c’è tutto quello che serve per ricordare ciò che non abbiamo né visto né conosciuto: le celle buie e piccolissime, la camera della morte, lo spazio del crematorio distrutto poco prima dell’abbandono del campo, e l’aria ferma e grigia della morte violenta. Mi tengo a una ventina di metri di distanza da una classe in gita scolastica di fine anno: non sono italiani, avranno sedici anni, cerco di intercettare qualche parola e non la capisco, potrebbero essere sloveni, o croati, o chissà cos’altro. La professoressa li raduna, richiama i capannelli di amiche rimaste indietro. Vicino a una lastra incisa in italiano e in una lingua slava, che riporta le parole di un ragazzo morto nella Risiera nel 1945 – tra poco morirò, addio mamma, addio sorella, addio papà – sta un signore anziano, in giacca e cravatta. Un reduce, credo. Aspetta che i ragazzi facciano silenzio.

    One Response to “Saluti da Trieste – La Risiera”

    1. Elenucci Says:

      Ci sono entrata così tante volte…
      e tutte le volte esco ed è una giornata diversa.

    Leave a Reply