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La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
(Gabriel Garcia Marquez)

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    16/02/2010

    Sinonimi

    Filed under: — JE6 @ 13:54

    Una volta erano i mariuoli. Oggi sono i lestofanti. Non è magnifica una lingua che ti permette di scegliere fra così tante alternative alla parola ladri?
    Wikipedia, Rainews24

    13/02/2010

    Lezione di storia

    Filed under: — JE6 @ 21:20

    C’è stato un tempo in cui per sapere le ore si guardava l’orologio che si teneva al polso.

    Salvagente

    Filed under: — JE6 @ 09:46

    Non so se essere più terrorizzato dalla disperazione degli operai di Termini Imerese che si rivolgono a Fiorello come se lui potesse davvero salvargli il posto di lavoro o dall’idea che questo potrebbe davvero accadere.

    12/02/2010

    L’uomo del fare

    Filed under: — JE6 @ 12:03

    Facciamo un passo indietro, a un giorno, un minuto prima degli avvisi di garanzia e degli arresti. Guido Bertolaso è uno degli uomini più famosi d’Italia, ubiquo nella gestione di problemi che devono essere catalogati come emergenze per giustificarne in qualche modo l’impiego: la spazzatura campana, il terremoto abruzzese, il G8 sardo, le manifestazioni per l’unificazione italiana, gli aiuti umanitari ad Haiti. E’ raro vederlo in giacca e cravatta, con il suo maglione blu della Protezione Civile sembra il gemello operativo di Mario Tozzi – questo passa il tempo in televisione armato di una piccozza da geologo e l’altro spazia da una tracimazione a una discarica, dall’organizzazione di una dozzina di parate a un hangar di Ciampino. E’ uno di quegli uomini del fare ai quali negli ultimi anni ci siamo sempre più frequentemente messi in mano, disperati per l’immobilità diventata tratto distintivo della vita sociale, ormai convinti che le regole non servono a far funzionare le cose, bensì a renderle difficili, sgradevoli e impossibili. Bertolaso ispira fiducia, gli affideremmo tutto: non si riesce a costruire la quinta linea della metropolitana di Milano? Chiama Bertolaso. Il Po deve diventare navigabile? Telefona a Guido. Lui ci sarà, con il suo maglione, la sua conferenza stampa in una sala diroccata di una caserma di provincia – averne come lui che “ho un lavoro da fare, e lo faccio”. Get the job done, e noi che tiriamo un sospiro di sollievo: ci pensa Bertolaso, finalmente uno che si dà da fare, non il solito politico in cerca di photo opportunities, non il solito consiglio dei ministri che stanzia fondi che non arriveranno mai. Bertolaso è colui che ci salva dal nostro fallimento, quello di un paese che crede che i problemi si risolvono con una nuova legge quale che sia, poco importa se questa non verrà applicata mai. Nel regno dell’effetto-annuncio, l’homo faber Bertolaso incarna ciò che vorremmo essere ma non siamo capaci di diventare: mi sbaglierò, ma Guido ce lo troveremo in giro ancora a lungo perché abbiamo bisogno di lui: non per quel che fa, ma per quel che ci fa pensare che potremmo fare noi.

    10/02/2010

    A lavorare, andate a lavorare

    Filed under: — JE6 @ 13:10

    Ogni volta che vedo le immagini di centinaia di individui assiepati davanti ai cancelli dei centri sportivi dove si allenano le squadre di calcio penso che la disoccupazione sia davvero una delle grandi piaghe del nostro tempo.
    Corriere.it

    08/02/2010

    Ma cos’è questa crisi

    Filed under: — JE6 @ 18:26

    Quando si dice che non tutti i mali vengono per nuocere – pare che il San Valentino 2010 sarà caratterizzato dall’incremento del costo dei peluche.
    Kataweb

    09/01/2010

    Averle viste quasi tutte

    Filed under: — JE6 @ 18:33

    O dell’apprendere che esiste un dibattito su un film di Carlo Verdone.

    03/01/2010

    Il tempo del raccolto

    Filed under: — JE6 @ 21:02

    Quando sento criticare il cattivo gusto del nostro PresDelCons, quello della bandana, quello che festeggia il suo compleanno tagliando una torta che lo ritrae mentre mostra il dito medio a una folla plaudente mi ricordo che il paese da lui governato è quello che ha rivalutato i film di Totò, che considera “di interesse nazionale” i cinepanettoni di Neri Parenti, che ha elevato a maitre à penser Adriano Celentano, Domenico Dolce e Stefano Gabbana: si raccoglie quel che si semina, in fondo.
    Repubblica.it

    22/12/2009

    “Se non fai il turista”

    Filed under: — JE6 @ 08:34

    Le cose che dovremmo ricordarci quando facciamo le pulci a giornalisti e politici accusandoli di non conoscere il paese nel quale vivono – come se noi, invece, ecco.
    Ho trascorso le ultime settimane lontanissimo da internet, in posti con connessione sparsa, complicata o addirittura assente. Gli abitanti locali, figurarsi, non hanno mai sentito parlare del web numerato, non conoscono nessuno dei socialcosi che mi sono tanto mancati e anzi, mi guardavano come un marziano quando ne parlavo.
    Non c’è da meravigliarsi: se non fai il turista, se appena ti interessi un poco alla vita di questa gente, scopri che hanno problemi molto più seri di cui disperarsi: il lavoro che si è perso, il lavoro che si sta per perdere, lo stato che intralcia e non aiuta; il tutto senza nessuna prospettiva e anzi con la paura del futuro che incombe.
    Insomma, la vita non è facile oggi, in Lombardia.
    Gaspar Torriero

    19/12/2009

    Il principe che cantava ai giurati

    Filed under: — JE6 @ 21:28

    Se nel ’46 i nostri nonni fossero stati meno stufi di tutta la baracca, oggi ci potremmo godere una sana monarchia da operetta, e il principe che va a cantare al Festival di Sanremo ci sembrerebbe del tutto coerente con l’improbabile soggetto preso di peso da un film con Fred Astaire.
    Corriere.it