Quando sarà finita
Tolti, ovviamente, gli ucraini, penso (sento) di far parte di quel gruppo di gente – fortunata perché ha avuto la buona sorte di nascere da questo lato della frontiera – che si è trovata la vita cambiata dalla guerra in Ucraina, certo senza aspettarselo. Spero che non suoni come una stupida mancanza di rispetto, tenendo conto della tragedia immane che va avanti da quattro anni, ma dovrei dire che me l’ha cambiata in meglio: per le esperienze che mi ha portato a vivere, le persone che mi ha fatto conoscere, la rete di rapporti che si è andata costruendo nel tempo. Certo, ne avrei fatto volentieri a meno: la mia vita sarebbe stata più povera, ma chissenefrega. Ma tant’è, e in questo giorno di anniversario, triste e rabbioso, ogni anno un po’ di più, è il solo motivo che riesco a trovare per continuare a guardare il bicchiere mezzo pieno: quando sarà finita (perché finirà: le guerre iniziano, le guerre finiscono, a volte per davvero, a volte solo in superficie ma almeno gli umani smettono di sgozzarsi a vicenda) ci sarà questo a cui attaccarsi per ripartire.