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La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
(Gabriel Garcia Marquez)

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    25/04/2014

    Greetings from Leeds 2014 – Di bocca buona

    Filed under: — JE6 @ 17:57

    Non so se sono di bocca buona, se sono uno di quelli che dove li metti sta, so che torno in questo posto che alla fine non ha niente di speciale, non va sulle guide turistiche, e ci sto bene, sto bene all’Horse and Trumpet a bere birra al banco insieme a una signora che ha conosciuto tempi più felici e ride quando mi vede trafficare con le monete per pagare il conto, sto bene sul ponte illuminato da luci violette che porta alle case di mattoni rossi sui canali di Navigation Walk, sto bene guardando la scritta rossa in cima alla fabbrica della Tetley’s – tutte cose che ho visto e rivisto e sì, certo, mica mi dispiacerebbe essere a Barcellona o Berlino, epperò la campagna dello Yorkshire vista dai finestrini del TransPennine Express, devo essere proprio di bocca buona, o devo avere bevuto troppo, perché in fondo non avrei tutta questa voglia di fare a cambio.

    Greetings from Leeds 2014 – Al sole

    Filed under: — JE6 @ 17:44

    Bring on a coat, mi scrive Martin. Lo faccio, e mi servirà; ma a metà mattina, mentre cammino dalla stazione verso il palazzo di vetro dove passerò il resto del giorno, splende il sole. E allora come ogni volta che vengo al nord – non importa dove, Germania, Gran Bretagna, Slovacchia – mi sento un po’ come il Totò che insieme a Peppino arriva a Milano, io con il mio giubbotto leggero che guardo la gente che affolla i marciapiedi come lucertole che hanno aspettato il caldo troppo a lungo, tutti con un mezzo sorriso, un po’ beato e un po’ incredulo, e se non mi stessero aspettando mi fermerei a fare due chiacchiere con qualcuno, darei un cinque a questo ragazzone che sembra preso da Point Break e gira con le infradito, anche se non fumo chiederei una sigaretta a questa ragazza bionda dalle braccia tornite che tira le ultime due boccate seduta su un muretto davanti all’ingresso di una charity vestita di una tshirt azzurra che pare fatta di carta velina, starei lì, a capire cos’è la primavera, perché noi in fondo non lo sappiamo, non come loro.