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La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
(Gabriel Garcia Marquez)

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    05/06/2009

    Hai visto mai

    Filed under: — JE6 @ 08:47

    Per quel che conta, andrò a votare. Rispetto chi non lo farà per scelta, rispetto un po’ meno chi non lo farà per pigrizia e/o disinteresse. Voterò PD. Lo ammetto, con scarso entusiasmo: ma l’entusiasmo è merce rara, ancora di più in politica, e insomma ci sta che si entri nella cabina senza il sorriso sulle labbra. Voterò PD nella consapevolezza che questo significa sostenere una dirigenza screditata, affaticata e disorientata. Voterò PD perché continuo a trovarvi un “livello minimo di corrispondenza” con le mie idee, e ci sono dei periodi nei quali ci si può accontentare – anche del minimo. Voterò PD “per”, e voterò PD anche “contro”. Voterò PD perchè hai visto mai.

    05/05/2009

    E l’orologio contro il muro segna l’una e dieci da due anni in qua

    Filed under: — JE6 @ 11:59

    Avete presente quegli orribili aggeggi metallici che vengono riesumati ad ogni elezione per migliorare l’arredo urbano delle nostre città grazie all’ostentazione delle più improbabili facce dei più improbabili politici? Ecco, domenica mi sono fermato a guardarne uno che faceva bella mostra di sè, e c’era qualcosa che non mi tornava, qualcosa che mi straniva: poi ho realizzato che era quel poster di Veltroni che mi chiedeva di non pensare a quale partito, ma a quale paese – e in quella frase mi è sembrato che ci fosse tutta la sua sconfitta, e pure quella di alcuni di noi.

    14/04/2009

    Ho perso un giro, credo

    Filed under: — JE6 @ 12:57

    Ogni tanto provo a ricordarmi che ho votato PD e mi sforzo di interessarmi alle sue sorti magnifiche e progressive. Ma mi scontro sia con la mia stanca e spesso affettata disillusione (che fa tanto “o tempora o mores”, molto Capalbio-style) sia con la netta sensazione che in quest’ultimo paio d’anni mi devo davvero essere perso qualcosa che mi impedisce di capire chi sono e dove stanno andando questi signori, e tutti gli altri che ne parlano apparentemente con cognizione di causa. E così, se qualcuno mi potesse consigliare un Bignami per rimettermi in pari, ecco, gliene sarei grato.

    09/04/2009

    A futura memoria (o del “sarebbe meglio andarci più cauti”)

    Filed under: — JE6 @ 12:11

    “Un uomo non lascia la carriera, la politica, il potere per la famiglia. Non è possibile. Ci dev’essere dell’altro. È una scusa. Saranno i sondaggi. Sarà il partito che lo boicotta. Sarà la paura di perdere. Invece no. È Edoardo. Non ci credete? Poveri voi. Poveracci, proprio. Non avete capito niente della vita.“
    Concita De Gregorio, con ammirevole senso della misura, riferendosi a Sergio Cofferati.
    partitodemocratico.it

    02/04/2009

    Emilia rossa

    Filed under: — JE6 @ 15:39

    Dev’essere che quando uno nasce in Emilia non può evitare di essere un compagno, non so.
    Repubblica.it

    28/03/2009

    Uno, nessuno, centomila

    Filed under: — JE6 @ 14:10

    Siccome è da un pezzo che mi danno del terzista, di quello che prova sempre a dare un colpo al cerchio ed uno alla botte, ho deciso di approfittarne e di smetterla di vergognarmi se sento un politico – uno qualsiasi – dire una cosa che mi pare sensata e apprezzabile. Siccome per la legge dei grandi numeri questo capiterà a chiunque, persino a Gasparri, ho deciso di fregarmene della coerenza a tutto tondo: oggi la saggezza sarà patrimonio di D’Alema, domani di Schifani, dopodomani di Rotondi, fra tre giorni di Scalfarotto, fra quattro di Luis Durnwalder e così via. Mi costruirò il mio personalissimo puzzle, ed una felicità politica che non sarà più virtuale dell’eterna insoddisfazione nella quale navigo da troppo tempo a questa parte. Per chi mastica un po’ di scemenze social e 2.0, un like non si nega a nessuno, nemmeno a se stessi.

    15/03/2009

    Santi, poeti e geometri

    Filed under: — JE6 @ 16:28

    Io ho perso tanto, tanto tempo fa la fiducia nel senso estetico degli italiani: un paese che ospita Quarto Oggiaro e Roberto Cavalli non può seriamente pensare di esserne dotato. E quindi confidare in esso come antidoto ai potenziali effetti nefasti di una legge da lui stesso voluta, come fa il Presidente del Consiglio a proposito del famigerato piano edilizio elaborato dal suo governo, mi pare un fantastico esempio di suicidio – o di talento comico, fate un po’ voi.
    Repubblica.it

    [Dimenticavo: il PresDelCons nutre anche fiducia “nel senso di responsabilità dei professionisti che elaboreranno i progetti’: quel che si dice il colpo di grazia, insomma]

    10/03/2009

    Like the Rolling Stones

    Filed under: — JE6 @ 17:55

    A me la cosa che affascina della sinistra (e Dio solo sa quanto questo termine sia vago ed omnicomprensivo nel nostro paese) è la sua capacità di trovare sempre nuovi motivi di litigio. Sul serio, è uno spettacolo – nel senso di evento atto a intrattenere – immutabile nella sostanza ma sempre nuovo nella forma; un po’ come il rock, diciamo (e in effetti, si poteva pure titolare Simpathy for the Devil).
    L’Espresso

    24/02/2009

    Dai che per ora basta un monolocale

    Filed under: — JE6 @ 13:21

    Nulla da dire sull’intervista che Pippo Civati ha rilasciato a Repubblica: bene, bravo, bis. C’è una sola cosa che non mi convince, ed è questa: “Ho letto che Franceschini e Bersani attaccano chi pretende di far politica coi blog. Pretende? Per la mia generazione è l’unico modo di fare ancora politica. Che dovremmo fare? Andare in sezione? A Milano la sede del Pd non c’è neppure“. Ecco, non sarebbe il caso di farne una?
    Repubblica.it, Ciwati

    [Leggo sul blog di Civati che il nostro non avrebbe mai pronunciato la battuta sulla sede. Non dice però se è davvero convinto che per la sua generazione il web sia davvero l’unico modo di fare politica. Io non credo che lo pensi, ma non è così chiaro. Comunque: bene, bravo, bis]

    20/02/2009

    Trovatene uno migliore, oppure fatela finita

    Filed under: — JE6 @ 12:20

    La mia incrollabile e quasi fideistica fiducia in Massimo D’Alema è andata scemando nel corso del tempo, un po’ perchè nessuno è perfetto, un po’ perchè – tempo fa – ho intrapreso e portato a termine l’interessante lettura di “Compagni che sbagliano” (*) di Andrea Romano, un po’ perchè – come cantava Vasco Rossi mille anni fa – “è che alla fine ogni cosa ti stanca, tutto qui”. Il fatto è che lui sarà anche lo scorpione descritto da Giuliano Ferrara ma a sinistra, in quell’agglomerato laocoontico che ha cambiato tanti nomi quanti Prince durante la sua onorata carriera non sono ancora riusciti a trovare uno più scorpione di lui, uno capace di resistere al veleno inoculatogli e fare la sua battaglia e vincerla, uno capace di parlare e convincere, che l’emozione viene e va e la ragione alla fine resta. Lo dico da dalemiano non ancora del tutto pentito: datemi uno che sia meglio di lui. Tiratelo fuori dal cilindro, e in fretta. Oppure, appunto, ridateglielo ‘sto partito, e ne faccia quello che vuole, che di mezze calzette e pallide controfigure ne abbiamo pieni i santissimi.
    Wittgenstein

    (*) Un lettore mi fa gentilmente notare che il titolo del libro di Romano è “Compagni di scuola” – immagino di dover interpretare il mio errore come un lapsus freudiano.