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La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
(Gabriel Garcia Marquez)

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    30/07/2010

    Gente come noi

    Filed under: — JE6 @ 09:19

    Gli italiani rimangono sposati in media per 15 anni. Insomma, Gianfranco e Silvio sono due persone normalissime.
    Corriere.it, Repubblica.it

    05/05/2010

    Silenzio

    Filed under: — JE6 @ 10:10

    Ho letto un paio di volte questo articolo di Sandro Gilioli, dove si sostiene – non senza aver furbescamente messo le mani avanti dicendo “quel peccato l’ho commesso anch’io, eh” – che “chi lavora al Giornale (…) non ha più cittadinanza nemmeno per ricordare a D’Alema che anche lui non è immune da critiche per quanto riguarda la vicenda Affittopoli“. Poi ho provato a fare mente locale a quanti e quali siano i giornali che in questo paese possano essere definiti vergini, non macchiati dal peccato originale dell’essere, più o meno direttamente, “di qualcuno”. E insomma, ho idea che un’applicazione rigida e coerente della teoria gilioliana porterebbe questo paese al silenzio totale, che sarebbe comunque peggio del casino fazioso nel quale siamo immersi ogni giorno.
    Piovono rane

    27/01/2010

    Pensavo fosse amore e invece era un segretario

    Filed under: — JE6 @ 09:30

    Io Bersani lo rieleggerei pure, vista la concorrenza. Intanto mi siedo in riva al fiume, e aspetto che faccia qualcosa.

    09/01/2010

    The Voice

    Filed under: — JE6 @ 10:09

    Ogni tanto mi rendo conto di avere delle opinioni totalmente slegate dai fatti, basate solo su una mia personale applicazione delle teorie lombrosiane. Guardate questo video, postato oggi da Gilioli. Arrivate al settimo secondo – ce la potete fare, sei secondi di Mario Borghezio li potete reggere: poi ascoltate la voce di Giancarlo Gentilini. Io, alla parola “rivoluzione” smetto di ascoltare. Perché non è più importante quello che viene detto, nessuna parola pronunciata così può essere buona. Non si vede la faccia ma si sente la voce di Gentilini: e tanto basta. Non so dire se tanti di noi erano già oppure sono diventati così, come la voce di Gentilini: i discorsi sull’uovo e la gallina lasciano sempre il tempo che trovano; poco importa, perché il pratone di Pontida è pieno zeppo. E chi non sta lì prende posto nel salotto degli eredi Angiolillo, ché il comunismo di cachemire fa sempre la sua porca figura.
    YouTube, Piovono Rane

    27/12/2009

    Fa tanto folk, fa tanto popolare

    Filed under: — JE6 @ 18:14

    Io non so come la pensa Bersani, che pure è uno da Vasco Rossi e AC/DC – non esattamente Claudio Lolli e gli Inti Illimani, per intenderci. So che Checco Zalone, quando dice a Pigi Battista “questa mania della sinistra snob per la taranta, anzi per la pizzica. Fa tanto folk, fa tanto popolare. Ma è una mistificazione. A loro piace la musica che fa “popolare”, ma non sopportano la massa, che non è il popolo come piace a loro: che non danza la taranta, ma va a Capitolo, vicino Monopoli, nel divertimentificio dove un uomo tanto colto e raffinato come Nichi Vendola non metterebbe mai piede” sta parlando proprio di me e di una enorme quantità di gente che come me si definisce di sinistra. Se vi sia una lezione politica in tutto questo non saprei dirlo: certo, ai tempi di Peppone era tutto più facile, e forse il segreto della vittoria è continuare a comportarsi come nel 1954, proprio come fa il PresDelCons.
    Corriere.it

    02/12/2009

    Astuto

    Filed under: — JE6 @ 15:32

    Secondo me Bersani sta mirando a ottenere il massimo risultato con il minimo sforzo, aspetta che tra Fini e il PresDelCons scoppi la bomba H e spera di raccogliere i resti con il cucchiaino. Capace pure che ci riesce, eh.

    15/11/2009

    Hey you, out there in the cold, getting lonely getting old

    Filed under: — JE6 @ 19:01

    La misura dell’iracondo irrancidimento di Walter Veltroni mi pare espressa in modo fenomenale dalla chiusura in puro stile Berlusconi-1994 dell’intervista data ad Aldo Cazzullo: “Io sento il dovere di continuare a servire il paese che amo“, e vien quasi da rimpiangere il funambolico direttore de L’Unità, e gli album della Panini in allegato.
    Corriere.it

    11/11/2009

    Per merito

    Filed under: — JE6 @ 08:52

    Ho seguito un po’ dei lavori dell’Assemblea Nazionale del PD con il rassegnato divertimento che mi pare essere una delle cifre stilistiche di questi tempi. Nella completa prevedibilità di atti e discorsi (lo dico come constatazione, non come critica: gli scarti e i colpi di genio te li aspetti in altre occasioni), gli eventi più sconsolantemente divertenti sono stati l’elezione di Ivan Scalfarotto alla carica di vicepresidente del partito e il discorso di Dario Franceschini: da un lato perché, pur avendo seguito con attenzione moderata le faccende interne della mozione Marino, non faccio fatica a immaginare che nella mozione stessa vi fosse un discreto numero di soggetti con curriculum politico-organizzativo di molto maggior spessore rispetto a Scalfarotto (voglio dirne uno, sapendo di non essere sospettabile di simpatie più o meno interessate: Pippo Civati); dall’altro perché la creazione di una carica prima inesistente e ancora vuota di compiti e contenuti con relativa elezione dei rappresentanti delle minoranze interne è stata accettata senza batter ciglio da questi ultimi al grido di “noi non chiediamo cariche”. Come dice un amico, “ad essere non maligni ma appena consequenziali bisogna concludere che chi si lamentava del fatto che l’establishment fosse pieno solo di amici di amici non criticava il metodo di cooptazione, ma si struggeva perchè nessuno ‘lo facesse amico’, come dicevamo da piccoli”; il fatto è che questo è un paese straordinario, nel quale basta ripetere per due mesi “noi siamo il nuovo” per risultare addirittura credibili nel ruolo: non importa poi che gli alfieri del merito si ritrovino eletti in virtù della loro osservanza, siamo tutti nella stessa barca e un posto in scialuppa non si nega a nessuno.

    26/10/2009

    Con calma, quando avete tempo

    Filed under: — JE6 @ 09:43

    Trovo francamente un po’ patetico, a sconfitta passata in giudicato, ricordare che Bersani sosteneva che il segretario doveva essere scelto dagli iscritti come se questa idea, che resta di puro buonsenso (sostenuta da una considerazione pratica: che cazzo facciamo se due elezioni per la stessa carica danno due risultati diversi a due settimane di distanza l’una dall’altra), togliesse valore alle primarie e quindi illuminasse di luce ironica la vittoria del Bersani medesimo. Adesso – con calma, eh: qui si è pazienti – aspettiamo da franceschiniani e mariniani approfondite disamine sul come e perché la società civile abbia votato in massa l’uomo di apparato, il grigio burocrate che schifa la gggente. Ah, certo: ha vinto il PD (buona), noi siamo gli unici che crescono nella società (buona-bis). Va bene.

    25/10/2009

    Andate a votare

    Filed under: — JE6 @ 13:48

    [For PD people only] Perché altrimenti, nei prossimi dieci-quindici anni, un’altra possibilità di vincere un’elezione mica ce l’avrete, io vi ho avvisati.