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La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
(Gabriel Garcia Marquez)

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    26/07/2006

    Always in my back yard

    Filed under: — JE6 @ 11:39

    D’accordo, nessuno vuole in casa propria cose brutte, sporche e puzzolenti. Ma se l’alternativa al famoso “not in my back yard” è comunque quello di trovarsi in casa le cose brutte, sporche e puzzolenti – fino al punto di esserne sommersi – vale la pena dire sempre e comunque “no“?
    Repubblica.it

    24/07/2006

    Citius, altius, fortius

    Filed under: — JE6 @ 12:23

    Ieri guardavo le strade di Parigi, come al solito gremite di gente accorsa per festeggiare l’arrivo del Tour de France. Pensavo che negli ultimi otto o nove anni, a dispetto delle inchieste, degli arresti, delle sacche di sangue, degli ormoni di ogni genere, dei sospetti e delle certezze, centinaia di migliaia di persone si sono assiepate – sotto il sole e sotto la neve – per incitare questi uomini in bicicletta scalare il Pordoi e attraversare la Foresta dell’Aremberg. Come loro, centinaia di migliaia di tifosi si sono spellati le mani per applaudire i fuoricampo di Barry Bonds, nonostante le provette della Balco e i sospetti di doping pesante che lo avrebbero portato a scavalcare una leggenda del baseball come Babe Ruth nella speciale classifica degli home run. Mi sono chiesto se alla gente, in fondo, gliene importa qualcosa del fatto che una gara sia truccata, che un atleta sia pieno di steroidi da scoppiare: quello che conta è che sia una bella gara, che l’atleta tiri più forte, salti più in alto, corra più veloce. Come e perchè, sembra essere un dettaglio trascurabile.

    18/07/2006

    A fr*****!

    Filed under: — JE6 @ 13:49

    Io penso che un paese nel quale si intenta una causa tra conoscenti e si arriva alla Cassazione per determinare che dare del frocio a qualcuno è un reato, beh, quello è un paese che ha completamente perso il senso della misura – se mai lo ha avuto.
    Repubblica.it

    14/07/2006

    Campioni del mondo

    Filed under: — JE6 @ 10:50

    In questi due giorni passati in Germania, molte persone – conosciute o meno – mi hanno fatto i complimenti per la vittoria della nazionale di calcio. Tanti tedeschi (probabilmente per la gioia di non vedere i francesi alzare la coppa), ma anche belgi, olandesi, inglesi.
    Sembravano complimenti sinceri, appena venati da quel filo di invidia che in questi casi è tanto inevitabile quanto necessaria. I tedeschi mi parlavano dei festeggiamenti italiani nelle loro città, dei caroselli, delle bandiere, delle trombe; e lo facevano scuotendo solo un po’ la testa ma con aria abbastanza divertita, come per dire “questi pazzarielli di italiani, se non ci fossero bisognerebbe inventarli”.
    Ma nessuno mi è venuto a fare le pulci sulla sobrietà della festa, benchè le immagini del Circo Massimo, con annessi e connessi, abbiano fatto il giro del mondo. Nessuno è venuto a dirmi “beh, venticinque anni fa vi siete comportati meglio”. Perchè il fatto è che si comportano tutti allo stesso modo, ci comportiamo tutti allo stesso modo. Vi è capitato di vedere i giocatori di baseball che vincono le World Series, come si riducono? E come si riducono le città americane quando questo capita? Provate a chiedere agli abitanti di Chicago, giusto per farvi un’idea. E gli smutandamenti, le voci rauche, i cori osceni, le vie lastricate di birra e cocci di bottiglia, i presidenti innaffiati, gli occhi fuori dalle orbite: tutta roba nostra e solo nostra? No, lo sappiamo noi e lo sanno tutti coloro che vivono fuori dai nostri confini. Non voglio dire che tutto ciò che si è visto fosse uno spettacolo edificante; ma le forme di espressione di divertimento, gioia, eccitazione, esaltazione fanno parte dei cosiddetti “costumi”, che cambiano con il passare del tempo, in Italia come in Germania come in Francia come in qualsiasi altro paese. Nixon non si sarebbe mai mostrato in braghette e casco da mountain biker come Giorgino Bush, per dire. Si stava meglio quando si stava peggio? Non lo so, forse sì ma non ne sono completamente sicuro. Di certo so che articoli come quelli di Stefano Bartezzaghi suonano tanto come un “qui una volta era tutta campagna”, come l’ennesimo martellamento sugli zebedei di cui, almeno in certe occasioni, davvero non si sente la necessità.
    Wittgenstein

    29/06/2006

    Mamma, butta la pasta

    Filed under: — JE6 @ 08:16

    [O, in alternativa: Per me, numero uno]
    Tanti anni fa passavo pomeriggi interi a guardare i marziani della NBA. Bird, Magic, Jabbar, e gli immensi Seventysixers dei primi anni Ottanta – Erving, Toney, Cheeks, Malone, Jones. Il tempo passa, gli americani non sono più i migliori giocatori di basket del pianeta, e un italiano è diventato First Draft.
    Espn.com

    25/06/2006

    Nani, ballerine e sassofonisti

    Filed under: — JE6 @ 07:58

    A quanto pare, alla presentazione dei palinsesti Rai fatta ieri a Cannes mancavano solo Claudio Lolli e Ivan Della Mea (si dice che il CdA si sia autonominato Soviet Supremo della Comunicazione Radiotelevisiva Nazionale).
    Repubblica.it

    22/06/2006

    Calcetto

    Filed under: — JE6 @ 14:19

    A differenza di Sofri-quello-giovane, non penso che l’Italia sia spacciata. Penso che sia invece destinata al perpetuo piccolo cabotaggio, al calcetto giocato su uno spelacchiato campetto sintetico. Essere spacciati significa essere finiti, e quindi avere – forse – una possibilità di ricominciare. In Italia non si ricomincia mai, si continua.
    Wittgenstein

    Azione, reazione, cronaca

    Filed under: — JE6 @ 10:12

    Ormai siamo al riflesso pavloviano: Silvio Berlusconi dice una fesseria, due ore dopo qualcuno apre un blog su quella fesseria, mezza giornata dopo Repubblica.it mette la cosa in home page. Non ci si diverte nemmeno più.
    Repubblica.it

    21/06/2006

    Camminando verso Sud

    Filed under: — JE6 @ 11:45

    L’altroieri ho chiesto a un imprenditore rumeno se, come e quanto fa affari con l’Ungheria. Ha scosso la testa, e mi ha risposto “Poco, molto poco. Gli ungheresi ci considerano inferiori, e noi non li sopportiamo per la dominazione della Transilvania. Però non mi stupisco, anche noi consideriamo altra gente come inferiore. I turchi, ad esempio”. Europa unita, la chiamano.

    18/06/2006

    Legge e giustizia

    Filed under: — JE6 @ 15:57

    Da un po’ di tempo leggo di questa teoria per cui legge e giustizia son due cose ben distinte tra loro (oh, prima di Giuliano Ferrara lo aveva detto – molto meglio – Francesco De Gregori, rileggete il testo di “Il bandito e il campione”). Se è vero, e ricordando la diffusa venerazione per il Pasolini del “Io so”, allora la pubblicazione e l’avida compulsazione delle intercettazioni telefoniche è qualcosa che non ha a che fare con la prima bensì con la seconda. E allora, magari va bene così.