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La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
(Gabriel Garcia Marquez)

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    08/05/2013

    Alla romana

    Filed under: — JE6 @ 10:23

    Se il diavolo sta nei dettagli, allora lo smottamento generale lo si vede da piccoli segni. Come questo riunirsi del governo volendo e dovendo specificare che “ognuno pagherà per sé”. Se la mia azienda organizza un team building meeting come quello messo in piedi da Letta, mi paga viaggio, albergo e ristorante: non chiede a me di pagare. Se ho nello stipendio o comunque nelle mie disponibilità di spesa aziendali una quota a copertura di attività di questo tipo, attingo a quella: ed è sempre l’azienda a pagare. E non è un trattamento di favore, un fringe benefit: nessuno di noi lo considererebbe mai tale perché non si parla di una gita di amici che vogliono farsi un weekend insieme. Invece siamo arrivati a questo, al maniavantismo costante per “dare un segno”, per allinearsi ai tempi; o meglio, per piegarsi ai tempi, anche quando questo è sbagliato e indecoroso. Si potrebbe dire “contenti loro”, ma il fatto è che in democrazia “loro” sono anche “noi”, e l’umiliazione del governo è anche nostra, non importa se ce ne accorgiamo o meno.

    11/02/2013

    Esagerato

    Filed under: — JE6 @ 13:21

    Socci gli dice di andar via da Twitter e quello se ne va in pensione, quando si dice l’overreaction.

    11/10/2012

    Sign o’ the times

    Filed under: — JE6 @ 16:34

    C’è un momento, un istante preciso nel quale credi di aver capito davvero cosa sono diventati questi tempi anche se ti mancano le parole per spiegarlo, ed è quando trovi, a pochi metri dal ciglio della strada che sale verso Diano d’Alba, due struzzi che mangiano impassibili, beccando la terra del Dolcetto.

    20/06/2012

    Tempi moderni

    Filed under: — JE6 @ 16:23

    Quelli che sono atei, e dicono “lo vogliono i mercati”.

    06/03/2012

    Elogio della tigna

    Filed under: — JE6 @ 09:11

    La mia dietologa di riferimento si chiama Guia Soncini, la quale a sua volta ha una manciata di dietologi di riferimento tra i quali campeggiano Oprah Winfrey e Roberta Jannuzzi, tutti abbastanza improbabili da essere perfettamente credibili. Se avete un Kindle e poco meno di tre euro da investire, la mia dietologa di riferimento ha scritto un bel libriccino che fa capire come salvarsi il girovita sia soltanto questione di avere sufficiente tigna da obbligarsi ogni giorno che Dio manda in terra a magnare de meno * – ed è per questo che uno su mille ce la fa, e gli altri novecentonovantanove devono rassegnarsi a un armadio per ogni taglia della loro (giro)vita.

    * Nel caso siate uomini, spiega pure quanto sia inutile per noi che non abbiamo uno straccio di idea di cosa sia una taglia ** cercare di capire le donne e la loro lotta quotidiana contro la massa grassa: voi comprereste mai un abito per come cade bene sulla stampella?
    ** (ed è il motivo per cui viviamo incoscienti e felici)

    15/02/2012

    Hugs for free

    Filed under: — JE6 @ 09:15

    Stiamo chiudendo la telefonata, abbiamo fissato l’appuntamento – venite voi da noi, sì certo -, siamo pronti tutti e due a tornare alle nostre cose, e in quel momento lo sento salutarmi dicendo “un abbraccio”. Che non c’è nulla di male, sia chiaro, è solo che mi prende alla sprovvista e in quel secondo che mi ci vuole per schiacciare il tasto rosso e appoggiare il telefono sulla scrivania mi torna in mente l’immagine di quello stand che ho visto un paio d’anni fa, stavo andando a parlare con un signore che non conoscevo e che avrei trovato vestito con un kilt scozzese, e in questo stand c’era una ragazza, piccola, molto carina, con un cartello al collo che diceva hugs for free, e la gente si metteva in coda, lei sorrideva e abbracciava – niente baci, gli americani non li amano -, chi voleva poteva anche farsi fare una foto, e con quell’immagine negli occhi cerco di realizzare quando abbiamo iniziato ad abbracciare e farci abbracciare così, tra clienti e fornitori, tra colleghi, tra amici degli amici, for free e for nothing.

    10/02/2012

    Totò Riina Football Club

    Filed under: — JE6 @ 08:49

    E’ solo che abbiamo troppa esperienza di questo paese per stupirci di amministratore delegato e capitano di nota squadra di calcio che vanno in televisione a dire “chi fa la spia non è figlio di Maria”.

    04/02/2012

    Sciarpe

    Filed under: — JE6 @ 10:44

    Dev’esserci stato un momento in cui cinque centimetri di neve e cinque gradi sottozero sono diventati forme equamente distribuite di cataclisma naturale nonché il solo argomento di conversazione di un intero paese. Io credo che quel momento sia stato quando tutti abbiamo iniziato a portare la sciarpa à la Roberto Mancini.

    14/09/2011

    Caroselli per un pareggio

    Filed under: — JE6 @ 08:19

    Ieri sera da queste parti c’era gente che suonava trombe da stadio alla finestra e che girava in macchina per le vie del quartiere pigiando il clacson in segno di giubilo. Lo facevano perché una squadra di calcio aveva pareggiato una partita, che è come quando un paese si rallegra perché ha rallentato la crescita del deficit pubblico nel terzo trimestre dell’anno o la borsa rimbalza per uno o due giorni dopo una lunga discesa verso la Fossa delle Marianne delle quotazioni o qualcos’altro del genere, in fondo riuscire a vedere il bicchiere mezzo pieno è una bella dote anche se a volte ti rende un po’ patetico – ma basta girare la testa e non guardare gli altri negli occhi, in fondo.

    15/04/2011

    Per fortuna è pigro

    Filed under: — JE6 @ 09:08

    Non c’è molto da aggiungere al’ottimo pezzo di Guia nostra su Moretti e sul suo nuovo film – se non che dovremmo esser grati al Nanni nazionale per la sua parsimonia nella produzione, la quale ci evita il dibbbattito annuale sullo stato del cinema italiano, sul suo carinismo e sulla sua conclamata incapacità di creare immaginario e/o di raccontare la realtà (cit.): non per noia, sia chiaro, ma per manifesta inutilità.