< City Lights. Kerouac Street, San Francisco.
Siediti e leggi un libro

     

Home
Dichiarazione d'intenti
La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
(Gabriel Garcia Marquez)

Talk to me: e-mail

  • Blogroll

  • Download


    "Greetings from"

    NEW!
    Scarica "My Own Private Milano"


    "On The Blog"

    "5 birilli"

    "Post sotto l'albero 2003"

    "Post sotto l'albero 2004"

    "Post sotto l'albero 2005"

    "Post sotto l'albero 2006"

    "Post sotto l'albero 2007"

    "Post sotto l'albero 2008"

    "Post sotto l'albero 2009"

    "Post sotto l'albero 2010"


    scarica Acrobat Reader

    NEW: versioni ebook e mobile!
    Scarica "Post sotto l'albero 2009 versione epub"

    Scarica "Post sotto l'albero 2009 versione mobi"

    Scarica "Post sotto l'albero 2010 versione epub"

    Scarica "Post sotto l'albero 2010 versione mobi"

    Un po' di Copyright Creative Commons License
    Scritti sotto tutela dalla Creative Commons License.

  • Archives:
  • Ultimi Post

  • Quando sarà finita
  • 13D
  • Mille, mille e cento metri
  • Deflated
  • Lungo il fronte
  • Dentro la circonvallazione
  • Dito, luna
  • “E non dire di quelli che sono morti sulla via di Allah: ‘Sono morti’. No, sono vivi ma tu non li senti”
  • Ieri
  • “Aspetto”
  • October 2026
    M T W T F S S
     1234
    567891011
    12131415161718
    19202122232425
    262728293031  

     

    Powered by

  • Meta:
  • concept by
    luca-vs-webdesign

     

    30/06/2010

    Play the game

    Filed under: — JE6 @ 14:30

    Il gioco del sarcasmo sociale richiede che, alla fine, i giocatori siano essere pochi. Ed è un gioco nel quale bisogna fare moltissima attenzione, perché non sempre è sufficiente capire – e far capire – che si tratta di sarcasmo. Siamo umani, e niente ci toglie l’idea che dietro la battuta ironica di un amico o di una persona persino molto cara stia la stilla di cattiveria che si dedica solo a chi ci sta nel cuore per davvero.

    04/05/2010

    Compagni che sbagliano

    Filed under: — JE6 @ 06:47

    Io non capisco la sorpresa per i tifosi della Lazio che tifano per la sconfitta della loro squadra, a sinistra son cent’anni che lo facciamo.

    24/04/2010

    Love 2.0

    Filed under: — JE6 @ 07:37

    Hai voglia di stare un po’ da soli, io e te e basta?
    Certo che sì.
    Allora spegni l’iPhone, vuoi?

    14/04/2010

    Predicare ai convertiti

    Filed under: — JE6 @ 12:01

    Inizio la mattina con una discussione – civile, pacata – con un collega che mi chiede cosa ne penso di questo articolo di Julian Carron che Repubblica ha pubblicato qualche giorno fa. Capisco tutto, gli dico: ne capisco la logica e i fondamenti; ma in uno stato che non sia classificabile come una teocrazia la giustizia non è quella di Dio, e chi non ha fede ha lo stesso diritto di averla, di vederla difesa e fatta rispettare che ha chi quella fede invece la possiede. Le parole di Carron scappano da tutto questo, si dimenticano che la convivenza civile si basa sulla capacità che una comunità ha di trovare i suoi minimi comuni denominatori e di rispettarli: significa giocare al ribasso, forse – ma significa trovare un terreno e una lingua comune, senza i quali non si va da nessuna parte (o meglio: si va ciascuno per la propria strada, finché non tocca entrare in contatto con l’altro, e allora si sguainano le spade).
    Un paio di ore dopo mi imbatto in questo articolo, nel quale Monica Micheli racconta delle peripezie del suo aborto tra ginecologhe empatiche, aspirazioni, pratiche burocratiche, imperscrutabili presenze di obiettori, puerpere, dolori, umiliazioni e tutto ciò che vi troverete dentro, leggendolo. Mi ci imbatto perché viene citato in alcune discussioni su FriendFeed, dove il microcosmo che io frequento – quello che farebbe vincere le elezioni al PD con percentuali che farebbero impallidire Ceausescu, quello che iPad o morte – si attiva in discussioni e frenetici rilanci dell’articolo, fino a trovarsi quasi esausto, nell’arco di un centinaio di minuti, dopo essersi dato ragione in ogni modo possibile su quanto penosa sia l’applicazione della legge sull’interruzione di gravidanza nel nostro paese, con il corollario di norme che tutelano l’obiezione di coscienza disinteressandosi bellamente del diritto di chi vuole esercitare un diritto (passate il gioco di parole) a non essere giudicato per la decisione che prende, quale che questa sia.
    Nel momento in cui mi metto a scrivere, tocco ancora una volta con mano il fatto che nessuno cambia mai davvero idea su nulla che abbia una certa qual importanza. Che troppo spesso, per non dire sempre, predichiamo ai convertiti. Che viviamo in democrazia ma se fosse davvero per noi una sana vecchia teocrazia, o in alternativa una dittatura del giusto non sarebbero da buttar via, anzi. Non c’è nulla di nuovo sotto il sole, insomma: il che a volte è una consolazione, lo so; ma non oggi.

    12/04/2010

    Im-pos-si-bi-le

    Filed under: — JE6 @ 08:06

    Io faccio molta fatica a credere che i tre operatori di Emergency siano dei terroristi – o fiancheggiatori di – e penso che Gino Strada faccia benissimo a difendere la sua organizzazione. Detto questo, guardo con un filo di stupore persone con le mie stesse basi informative sostenere che la cosa sia im-pos-si-bi-le perché questo, ecco, mi pare un po’ troppo; come se, per dire, non avessimo mai avuto la banda della Uno bianca, i preti pedofili, il calcioscommesse, come se non avessimo mai visto e conosciuto le pecore nere.

    26/03/2010

    La nicchia della nicchia della nicchia

    Filed under: — JE6 @ 09:10

    Non so quanti fossimo ieri sera a guardare Michele Santoro. La nicchia della nicchia della nicchia, probabilmente – pochi. Pochi anche mettendo insieme i molti che erano nelle piazze, e quelli collegati via web. Ho letto poco fa: “Avete presente quella sensazione che uno ha una volta ogni 5 anni, di stare assistendo a un evento storico?” e ho cercato di capire cosa mi ero perso di così storico, di tanto rivoluzionario: la rivolta di ben pagati dipendenti Rai – che dalla prossima settimana torneranno a condurre i loro programmi – contro la loro dirigenza? Un evento del web creato in e dalla televisione? Il risveglio delle coscienze dal torpore e dall’indifferenza? Non voglio fare quello che sputa sempre e comunque su tutto e tutti (“il bambino che ha deciso di dire cacca”), ma c’è davvero qualcosa che mi sfugge: guardando la teoria di graditi ospiti, chansonnier stonati, comici di riciclo, tribuni imbolsiti, fili spinati mi è tornata in mente la manifestazione della CGIL di Cofferati al Circo Massimo, i mille milioni di persone, la rivoluzione tranquilla e ferma che da lì doveva partire; so benissimo che il non aver prodotto risultati di per sé non toglie valore alla manifestazione, ma guardo con perplessità al considerare eventi intrinsecamente vecchi (a meno di non voler definire “nuovo” il trasmettere in streaming, il che dovrebbe farci considerare Justin.tv come il laboratorio dell’umanità prossima ventura) come catartici e rivoluzionari: è tutto molto coerente con le eccitazioni del nostro microcosmo internettaro e socialcosistico, quello nel quale ogni volta il PD dovrebbe avere una tale maggioranza elettorale da impietosirsi e regalare una manciata di parlamentari a Berlusconi tanto per dare senso al termine “opposizione”; ma qui si è smesso di ridere ai monologhi di Luttazzi tanto tempo fa.

    07/03/2010

    Noi, ragazzi dello zoo 2.0 (the red led crew)

    Filed under: — JE6 @ 13:13

    Mi piace pensare che un giorno non lontano potrò passare due ore con una persona senza che questa invii sms, risponda a mail, aggiorni status e commenti thread. Mi piace pensare che un giorno non  lontano sarò capace di fare altrettanto.

    06/03/2010

    La forma della sostanza

    Filed under: — JE6 @ 17:09

    A me pare che uno degli aspetti più devastanti di quest’ultima piroetta imposta alla vita sociale del disastrato paese che abitiamo sempre più distrattamente sia il far passare l’idea che la cosiddetta forma non sia una parte – fondamentale – della cosiddetta sostanza. Che la forma non sia essa stessa sostanza.

    01/03/2010

    Braccia rubate all’agricoltura

    Filed under: — JE6 @ 17:34

    “La gente ha troppo tempo libero”.
    [Sue, da qualche parte su FF]

    26/02/2010

    Cerchi, botti

    Filed under: — JE6 @ 12:25

    Voi magari un’idea precisa sull’affaire-Google di questi giorni ce l’avete. Io ho letto un po’ di tutto, e da omino della strada quale in fondo sono quell’idea non ce l’ho, non sono riuscito a farmela. La libertà di espressione, Larry Flint, la Rete come la Grande Discarica della Modernità, quelli che si richiamano al primo emendamento e quelli che ricordano che l’apologia di fascismo è reato in Italia e non solo e un motivo ci sarà. Ho questa impressione, che tutti – tutti quelli che ragionano onestamente, almeno – un po’ di ragione ce l’abbiano, e che l’unica cosa certa è che la madre degli idioti (e dei violenti, e dei criminali) è sempre incinta. Togliergli la parola non serve, il proibizionismo non ha mai funzionato; ma anche dargli il megafono non è un’idea tanto intelligente, in fondo.