Il tempo passa
Io, un’idea sulle ragioni della sconfitta della sinistra e del centrosinistra alle elezioni non ce l’ho. O meglio, ne ho tante, ma non riesco a metterle insieme. La sinistra delle terrazze (avete notato: i salotti sono diventati terrazze; dev’essere che si avvicina la bella stagione), la sinistra degli intellettuali, la sinistra della spocchia, la sinistra che si trastulla con Obama, la sinistra che non è più sinistra, la sinistra che è troppo sinistra, la sinistra delle primarie farlocche, la sinistra che demonizza gli avversari, la sinistra che si divide troppo, la sinistra che si unisce troppo, la sinistra che Giavazzi e Bersani, la sinistra che Angius e Pannella, la sinistra che non è mai stata davvero maggioranza. Io sento di non avere gli strumenti di comprensione e analisi, so di non possederli: non abbastanza, non come e quanto vorrei. Passa il tempo e non riesco a chiarirmi le idee, e senza nessuna soddisfazione mi sento piuttosto rappresentativo. Ogni tanto penso che in un altro paese potrei anche, forse, votare conservatore: ma non ne sono sicuro – e poi, che senso ha chiederselo? Adesso faremo – faranno – la festa a Veltroni, e la cosa non sarà forse tanto dannosa. Poi, staremo a vedere.
May 5th, 2008 at 12:33
Sir, lei sta a Milano e non può capire: le terrazze hanno sì a che fare col clima, ma sono una questione geografica, non periodica. Nel senso che a Roma ci sono, a Milano no.
(tanto per continuare a fare la sinistra romana spocchiosa)
May 5th, 2008 at 14:39
ma non sarà che semplicemente ogni tanto si vince e ogni tanto si perde? ce l’hanno fatto a fettine con la tiritera della “sinistra snob distante dal mondo reale” e poi a londra l’uomo di sinistra concreto e pragmatico, del labour “che ha fatto la rivoluzione antisnob”, è sconfitto da un giornalista dandy biondo salottiero…
mi sembra che le analisi qualunquiste lascino il tempo che trovano, e che sto ritratto della sinistra salottiera (o terrazzista, a seconda delle stagioni) sia un’analisi di maniera, e non il vero motivo della sconfitta. forse le ragioni sono molto più banali. tanto per dirne una, io penso che se il governo prodi due giorni dopo l’insediamento avesse subito avviato con grande impegno di uomini e mezzi i lavori della tangenziale di mestre forse in veneto avremmo vinto.
May 5th, 2008 at 15:15
CarloM, può essere. Io non mi fermo alla faccenda delle terrazze, che è evidentemente una spiegazione parzialissima: d’altra parte, ci son milioni e milioni di persone che, per i più disparati motivi (dalla convinzione al terrore all’abitudine) hanno votato PD e non sono certo tutti frequentatori degli anfratti “in” dell’Urbe. Che qualche volta si vinca e qualche volta si perda mi pare una constatazione indiscutibile, come quasi tutte le banalità: che sono tali perchè vere, infatti. Ma qualche perchè ci vorrà pure. Io ne vedo tanti. Anzi, ne vedo troppi, e non coerenti fra loro: ed è questo che mi confonde ancora di più.
May 5th, 2008 at 16:29
magari la facessero, la festa a Veltroni e ai suoi grandi strateghi.
sarebbe il segno che il piddì è un partito serio (oh, hanno vinto soltanto quando c’era Prodi candidato, l’unico che ha chiuso davvero).