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La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
(Gabriel Garcia Marquez)

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    09/05/2008

    Saluti da Castrocaro Terme – 1. A noi

    Filed under: — JE6 @ 14:45

    Passo due giorni nella dorata prigione del Grand Hotel delle Terme di Castrocaro. E’ la prima volta che ci vengo: non al Grand Hotel, ma proprio in questa zona della Romagna (forse è la prima volta che vengo in Romagna, ora che ci penso). All’arrivo siamo tutti troppo indaffarati a sbrigare le incombenze operative – prendere le camere, capire è collocato il tavolo-stand, scaricare e preparare la documentazione, stringere mani, ripassare la presentazione del venerdì mattina – per guardare bene il posto nel quale ci troviamo. Mi pare di aver già visto questo tipo di architettura, ma non saprei dire bene nè quando nè, soprattutto, dove. Comunque, arriva l’ora di andare a cena, e percorro il lungo corridoio che porta alla terrazza del buffet ad ai tavoli del ristorante. Mi fermo a guardare il muro di destra, coperto di fotografie di Benito Mussolini che nel 1938 inaugura il centro termale, vestito da ufficiale di marina o qualcosa di simile, la giacca scura, i pantaloni e le scarpe e il cappello militare bianco. Sulla sinistra, altre foto ritraggono – sempre nel 1938 – Umberto di Savoia, anche lui impegnato in una qualche inaugurazione che ora, qui nel Padiglione delle Feste, non ricordo. Collego le due cose, l’architettura e le foto; e, forza del pregiudizio, per qualche minuto tutto mi appare un po’ meno bello. Poi iniziamo a mangiare, e torniamo fuori a goderci l’aria fresca dopo l’arsura della giornata, e guardiamo gli alberi, e allora – Mussolini o no – il Grand Hotel torna ad essere quello che è, un bel posto e basta.

    08/05/2008

    Una botta e via

    Filed under: — JE6 @ 16:45

    Magari mi sbaglio, chè negli ultimi tempi ho dovuto un po’ ridurre la frequentazione dell’ambiente. Ma non pare anche a voi che la durata delle passioni e delle mode blogosferiche abbia subito un repentino accorciamento? Stamattina, all’altezza di Modena avevo in mente non meno di tre o quattro esempi. Qui a Castrocaro, dove fa un caldo dannato aumentato dal frizzantino assunto a pranzo, mi rimane solo quello di Californication, che è arrivato sui nostri schermi, e di quelli che leggo io non se l’è filato quasi nessuno (qui si era detto che era un bidone compiaciuto, ma lasciamo stare). Avete altri casi da aggiungere, oppure devo semplicemente smaltire l’ebbrezza?

    [Update, ore 18.14 – mi è tornato in mente un altro esempio: per un par di giorni, tutti a sfornare cassettine con il gingillo del Muxtape. Adesso, più nulla – saran tornati a leggere Adorno, non so]

    07/05/2008

    A Tommaso quel che è di Tommaso

    Filed under: — JE6 @ 13:27

    Non so dire se sia una vittoria di Pirro, ma credo che si debba dar merito a Tommaso Padoa Schioppa di aver messo abbastanza a posto i conti pubblici. Quanto durerà questo risanamento, beh…
    Corriere.it

    06/05/2008

    Tre gradi di desolazione (per tacer degli altri)

    Filed under: — JE6 @ 14:46

    La faccenda della pubblicazione delle dichiarazioni dei redditi online è sinceramente disperante per molti motivi, tra i quali non includo l’illegalità – come mi pare che spieghino bene sia l’Agenzia delle Entrate sia uno dei membri della Commissione Centrale Tributaria.
    Mi pare desolante, pur riconoscendo la forza e l’importanza del cosiddetto controllo sociale, che il Fisco punti a rendere ciascuno di noi controllore dei suoi vicini di casa: come dice l’Agenzia delle Entrate stessa, “la ratio della norma è quella di favorire una forma di controllo diffuso da parte dei cittadini rispetto all’adempimento degli obblighi tributari”. Cosa si vuol fare, stimolare la delazione in base a dati vecchi e incompleti? Per quanto ognuno di noi può sapere dell’altro, lo stile di vita ha legami a volte piuttosto tenui con il reddito dichiarato, e il tutto senza alcuna violazione della legge.
    E’ altrettanto desolante il voyeurismo da pianerottolo che queste liste hanno scatenato. E non parlo dei “poveri” che puntano il dito contro i “ricchi”: chè anzi, in quel caso entrano in gioco ammirazione e partigianeria, quello che è giusto che Del Piero guadagni più di Totti e quelli che Totti è giusto che guadagni più di Del Piero e tutti che si accalorano come se stessero parlando del proprio, di stipendio. No, parlo di quello tra parenti-serpenti, tra condomini, tra amici non proprio fraterni: l’invidia del 730 al posto in aggiunta all’invidia del pene.
    E’ ulteriormente desolante l’ignoranza abissale con la quale vengono trattate le cifre pubblicate; qualcuno crede che Silvio Berlusconi non sia l’uomo più ricco d’Italia? Eppure, se non ricordo male qualche mese fa ho letto che il futuro PresDelCons viene battuto da Leonardo Del Vecchio, il maggiore azionista di Luxottica. A dimostrazione che essere molto ricchi serve anche a dimostrare di non esserlo così tanto: basta essere in grado di pagare uno o due buoni fiscalisti, saper approfittare delle opportunità offerte dalla legge, e voilà. E nel nostro piccolissimo di (ex) appartenenti al ceto medio, i file che girano su eMule mica dicono delle macchine aziendali, dei cellulari utilizzabili full-time, delle case comprate con i soldi dei genitori e così via.
    Mi fermo qui, ma purtroppo l’elenco potrebbe continuare a lungo (vogliamo parlare di quelli che chiamano il loro giornale “Libero Mercato” e poi pubblicano le liste dei veri o presunti ricconi, ottenendo uno splendido effetto di puntamento-del-dito veramente liberista; e della finta ingenuità di Prodi e Visco, vogliamo parlarne? E dell’approssimazione tecnica con la quale i dati sono stati resi fruibili? Ecco). Non so, a me pare tutto estremamente, terribilmente italiano. Business as usual, insomma.
    Repubblica.it, Wittgenstein, Il Sole 24 Ore

    Scheletri nell’armadio

    Filed under: — JE6 @ 11:15

    Un paio di giorni fa, la persona corta mi ha chiamato per informarmi che il Big Brain di Nintendo l’aveva classificata “cervello da artista”. Non ho avuto cuore di ammettere che un mesetto fa ho smesso di scroccarle l’infernale aggeggio, dopo essere stato rubricato come “cervello da politico”.

    05/05/2008

    Il tempo passa

    Filed under: — JE6 @ 12:19

    Io, un’idea sulle ragioni della sconfitta della sinistra e del centrosinistra alle elezioni non ce l’ho. O meglio, ne ho tante, ma non riesco a metterle insieme. La sinistra delle terrazze (avete notato: i salotti sono diventati terrazze; dev’essere che si avvicina la bella stagione), la sinistra degli intellettuali, la sinistra della spocchia, la sinistra che si trastulla con Obama, la sinistra che non è più sinistra, la sinistra che è troppo sinistra, la sinistra delle primarie farlocche, la sinistra che demonizza gli avversari, la sinistra che si divide troppo, la sinistra che si unisce troppo, la sinistra che Giavazzi e Bersani, la sinistra che Angius e Pannella, la sinistra che non è mai stata davvero maggioranza. Io sento di non avere gli strumenti di comprensione e analisi, so di non possederli: non abbastanza, non come e quanto vorrei. Passa il tempo e non riesco a chiarirmi le idee, e senza nessuna soddisfazione mi sento piuttosto rappresentativo. Ogni tanto penso che in un altro paese potrei anche, forse, votare conservatore: ma non ne sono sicuro – e poi, che senso ha chiederselo? Adesso faremo – faranno – la festa a Veltroni, e la cosa non sarà forse tanto dannosa. Poi, staremo a vedere.

    04/05/2008

    Lo stato delle cose

    Filed under: — JE6 @ 10:03

    Poca voglia, pochissime idee, ancor meno tempo.

    02/05/2008

    Ma non succederà, almeno temo

    Filed under: — JE6 @ 18:10

    Per il resto, se si tratta di ricominciare da Bersani, Zingaretti, Cuperlo, magari Vendola, prendo subito la tessera del PD.”

    “Quando perdi, strategia, identità e cultura politica sono un tutt’uno con la fotografia e l’interpretazione che dai del Paese e delle ragioni per cui non ti ha premiato. Prima lo capiamo meglio sarà. Almeno credo.”

    Brodo Primordiale, Gianni Cuperlo

    Per fortuna non era Facebook

    Filed under: — JE6 @ 14:41

    Sempre a proposito di sdoganamento mediatico di blog-e-affini, ieri sera Eric Szmanda – Greg Sanders recuperava indizi su Twitter.
    CSI

    01/05/2008

    Bastavano nove minuti

    Filed under: — JE6 @ 14:39

    Ieri sera sono stato per un’oretta a guardare Diego in quel di Matrix, a rispondere alle domande dell’uomo-a-cui-cade-il-mento-se-non-lo-sorregge-con-la-mano-destra in compagnia di autorevoli giornalisti ed economisti. Siccome dello sdoganamento mediatico della blogosfera non mi interessa nulla, a costo di inimicarmi mezza blogosfera dirò che – come lui stesso ha ammesso nella prima frase pronunciata – Diego poteva starsene tranquillamente a casa: ciò che aveva da dire lo aveva espresso tutto, e nel modo più chiaro, sintetico ed efficace – in quei nove minuti di video con i quali l’uomo-a-cui-cade-il-mento-se-non-lo-sorregge-con-la-mano-destra aveva deciso di far partire la trasmissione. Antonio Polito, in un inusitato sprazzo di paracula sincerità, aveva dichiarato che secondo lui e la sua redazione non c’era proprio nulla da aggiungere a quel “drammatico documento”. Polito aveva ragione; purtroppo, man mano che il tempo passava, Diego Bianchi in arte Zoro assomigliava un pochino di più (poco, ma sempre troppo per uno come me che lo apprezza e se ne ritiene amico anche se in versione necessariamente light) a Polito che gli stava a fianco. Diego non è e, per quel che lo conosco, non sarà mai un nano o una ballerina. Però mi piacerebbe che non corresse il rischio di diventarlo, frequentando l’equivalente catodico delle terrazze della sinistra romana.
    Zoro