Greetings from Shanghai – Lost in Translation
A Shanghai vivono una ventina di milioni di persone. Diciassette senza contare i pendolari che entrano in città per lavoro, mi dicono. Alle sette di questa sera umida sembra che siano tutti in strada, tutti a camminare, mangiare, bere, vendere, parlare, cucinare. Ti viene da pensare che la città è enorme perché è stata costretta a crescere, per poter contenere tutte queste persone. Quando la luce del semaforo diventa verde si muovono centinaia di persone tutte insieme, come una legione romana. Sul Bund, la lunghissima camminata che costeggia il fiume dalla quale si gode lo skyline del Financial District e pare di stare a Brooklyn a guardare Manhattan saremo un milione di persone, tutte con la bocca a forma di O fissando i grattacieli e le torri moderne da una parte e i palazzi ottocenteschi dall’altra, guarda su quello, sono le prime bandiere rosse che vedo da quando siamo arrivati. Il rumore non è sottofondo, sta in cima, sopra a tutto perché siamo tanti, tantissimi, non credo di aver mai visto tanta gente tutta insieme se non allo stadio o a qualche grande concerto. Camminiamo perdendoci costantemente, uno che fotografa da una parte, uno che guarda dall’altra, poi ci ritroviamo alzando la mano e sventolandola come fanno cento altri in una rilassata bolgia dantesca che parla una lingua incomprensibile. Mi sento come il Bill Murray di Lost in Translation, e non importa che al posto di Scarlett Johannsson ci sia un collega la cui unica particolarità è che oggi compie gli anni, mi sento felicemente perso in un fiume di persone, altrettanto felicemente lontano dall’Italia che gioca il quarto di finale, dalla prima puntata di Sorkin, ci pensavo durante il viaggio sorvolando Plovdiv in Bulgaria e poi la Turchia interna, guardavo giù e mi chiedevo come sarebbe stare a Plovdiv, o nel bel mezzo di quell’enorme foglio di carta crespa che arriva in Anatolia, e qui sul Bund mi pare per un momento di avere la risposta, si starebbe così, lontano da una wi-fi, hai già scaricato i sottotitoli, secondo te arriviamo ai rigori, si starebbe così, lost in translation, si starebbe così, mica poi male.