< City Lights. Kerouac Street, San Francisco.
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La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
(Gabriel Garcia Marquez)

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    13/03/2007

    Sky is the limit

    Filed under: — JE6 @ 12:25

    Flavia Vento vuole fare l’attrice.
    Corriere.it

    06/03/2007

    W la foca

    Filed under: — JE6 @ 10:38

    A quanto pare, il global warming ingrifa le foche.
    Repubblica.it

    05/02/2007

    Consigli per l’omicidio

    Filed under: — JE6 @ 11:17

    Leggendo l’intervista a Pietro Maso [1] pubblicata da Repubblica non sono riuscito a evitare il pensiero della persona corta (diventata un po’ meno corta) armata di coltello che mi sgozza al rientro a casa. Poi, pensando a questi ragazzi di cui parla Maso, quelli che gli scrivono descrivendogli il loro odio per i genitori e le loro intenzioni omicide, mi sono detto che se solo la metà di ciò che Maso riferisce è vero, c’è un sacco di gente che deve andare a dormire preoccupata anzicheno, e insomma non si può dire che questo sia un bel vivere – ma poi, quelle lettere saranno firmate?
    Repubblica.it

    [1] Definiamola tale, anche se Paolo Berizzi, che la firma, scrive onestamente che si tratta della trascrizione del colloquio avuto da Maso con un consigliere regionale lombardo. Se state alzando il sopracciglio all’idea che quest’ultimo si sia messo a verbalizzare il suo incontro con il detenuto, sappiate che l’ho fatto anch’io, ma tant’è.

    26/01/2007

    Comfortably numb

    Filed under: — JE6 @ 16:00

    Il grande pregio degli storici è quello, in fondo, di presentarti in tavola la pappa pronta. Hanno studiato, hanno scavato, hanno letto e confrontato, e il risultato dei loro sforzi sta lì: trecento anni in trecento pagine. Con un inizio e una fine, e una logica che lega gli eventi; azione, reazione, causa, effetto. E’ rassicurante, a ben vedere, come un film con John Wayne: capisci che cosa succede, così ti puoi permettere di schierarti, non importa se con gli indiani o con le giubbe blu.
    Invece, il quotidiano, l’hic et nunc è una specie di continua proiezione dei Soliti Sospetti, la pura rappresentazione della teoria del caos, di fronte alla quale lo spettatore (che, peraltro, del caos medesimo è anche protagonista) ha due possibilità: prendere fortemente posizione, sapendo di sbagliare perchè il-mondo-non-è-in-bianco-e-nero, oppure sforzarsi un po’ e poi alzare le mani ammettendo onestamente: ragazzi, non ci capisco un cazzo.
    Prendi le storie e i punti di vista raccontati in questo post di Petunias’: la descrizione dell’Attila della cultura italiana – quello che ha ucciso Eduardo de Filippo schiacciandogli la testa fra le tette di Tinì Cansino – che però è anche l’unico che paga gli stipendi e, udite udite, i contributi previdenziali. E la descrizione di coloro che la cultura la creano e la divulgano davvero ma ti affamano come neanche la Thatcher con i minatori. Insomma, come ne vieni fuori, se non tirandotene fuori? C’è un’altra soluzione?
    ThePetunias’

    25/01/2007

    L’oro piana

    Filed under: — JE6 @ 09:27

    Targhe alterne, blocchi della circolazione, Euro 5 dal 2009 ed Euro 6 un po’ più in là: tutto giusto e buono, ci mancherebbe. Però poi viene fuori che le emissioni del bestiame sono più dannose per il clima (se non altro per le loro quantità) di quelle delle automobili, e che bisognerebbe vestirsi di fibre sintetiche perchè così si consumerebbe meno acqua calda per il lavaggio dei capi e meno energia elettrica per stirarli: a proposito, ma voi vi vestireste solo con abiti usati, per fregiarvi del titolo di ecofriends?
    New York Times (registratevi, che è gratis)

    17/01/2007

    Sulla cresta dell’onda hertziana

    Filed under: — JE6 @ 13:09

    Abbiamo sopportato il rientro in Italia di Vittorio Emanuele di Savoia (il quale, bisogna riconoscerlo, ci ha anche fatto fare quattro sane risate), potremo sopportare anche quello di Oreste Scalzone. Purchè stia in silenzio, il Kerouac de noantri, perchè un paese afflitto dal politichese, dal burocratese, dall’aziendalese e da una miriade di altri terrificanti, incomprensibili e noiosissimi idiomi per iniziati non è in grado di farsi carico anche di un signore che afferma impavido “vengo innanzitutto per condurre nelle condizioni nuove una vecchia battaglia. La condurrò a voce nuda, se serve sul selciato, on the road, o in luoghi adattabili all’antica congiunzione fra politica, ragionamento filosofico e teatro. In Francia avevo bisogno dell’elettricità e delle onde hertziane, ma in Italia è meglio che si sappia che posso fare a meno dei megafoni da ’68 e che un giornale accartocciato può fare da portavoce ed infastidire quanto basta”.
    Corriere.it

    15/01/2007

    Revival

    Filed under: — JE6 @ 12:39

    Avete presente gli stilisti, che non avendo uno straccio di idea (d’altra parte: una gonna è una gonna, una maglietta è una maglietta, una sciarpa è una sciarpa: anche la fantasia ha un limite) si rifugiano nei cassettoni delle mamme e spacciano per nuovi gli stessi tagli e gli stessi disegni di cinquant’anni fa? Ecco, a me questa cosa del (presunto) antiamericanismo del governo fa un po’ la stessa impressione.
    Repubblica, Corriere della Sera, Stampa, Messaggero, Giornale (eccetera, eccetera, eccetera)

    04/01/2007

    Light my cell

    Filed under: — JE6 @ 10:31

    Uno si rende conto di essere invecchiato quando, guardando i dvd di concerti recenti, realizza che oggi le lucine che ondeggiano sulle teste degli spettatori non sono più quelle degli accendini, ma quelle degli schermi dei cellulari.
    Ligachannel

    (Sotto la) Vita nuova

    Filed under: — JE6 @ 08:33

    Il signor Dick Milton mi ha appena augurato Happy New Dick.

    28/12/2006

    I bei tempi di Gloria Guida

    Filed under: — JE6 @ 14:34

    La pagina del cinema del Magazine del Corriere della Sera di oggi, sul serio, è magnifica: nel taglio basso, Kezich prima si chiede perchè i critici cinematografici (lui incluso) sono antipatici, giungendo alla conclusione che lo sono perchè fanno i critici, e poi celebra “Un’ottima annata” di Ridley Scott; esattamente il film che sia nel numero scorso, sia in questo (sei o sette centimetri più sopra) Claudio Carabba stronca senza pietà: “Ridley (Scott, ndr) si è sbronzato con pessimi effetti nella dolce Provenza“.
    Ma la chicca sta nella recensione di “Olè“, nuova pietra miliare della fulgida carriera di Massimo Boldi, che Carabba chiude con una frase che costerà a lui la carriera di critico (ma che gli guadagnerà tanto la simpatia di Kezich quanto le sperticate lodi di migliaia di 35-45enni), assicurandola al contempo ad Armando er greve: “Peccato che non ci siano nella classe un ‘Pierino-Vitali’ adeguato e un’acerba liceale da spogliare“.
    Corriere della Sera Magazine (hard copy), Giovani Tromboni, MyMovies