< City Lights. Kerouac Street, San Francisco.
Siediti e leggi un libro

     

Home
Dichiarazione d'intenti
La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
(Gabriel Garcia Marquez)

Talk to me: e-mail

  • Blogroll

  • Download


    "Greetings from"

    NEW!
    Scarica "My Own Private Milano"


    "On The Blog"

    "5 birilli"

    "Post sotto l'albero 2003"

    "Post sotto l'albero 2004"

    "Post sotto l'albero 2005"

    "Post sotto l'albero 2006"

    "Post sotto l'albero 2007"

    "Post sotto l'albero 2008"

    "Post sotto l'albero 2009"

    "Post sotto l'albero 2010"


    scarica Acrobat Reader

    NEW: versioni ebook e mobile!
    Scarica "Post sotto l'albero 2009 versione epub"

    Scarica "Post sotto l'albero 2009 versione mobi"

    Scarica "Post sotto l'albero 2010 versione epub"

    Scarica "Post sotto l'albero 2010 versione mobi"

    Un po' di Copyright Creative Commons License
    Scritti sotto tutela dalla Creative Commons License.

  • Archives:
  • Ultimi Post

  • Quando sarà finita
  • 13D
  • Mille, mille e cento metri
  • Deflated
  • Lungo il fronte
  • Dentro la circonvallazione
  • Dito, luna
  • “E non dire di quelli che sono morti sulla via di Allah: ‘Sono morti’. No, sono vivi ma tu non li senti”
  • Ieri
  • “Aspetto”
  • October 2026
    M T W T F S S
     1234
    567891011
    12131415161718
    19202122232425
    262728293031  

     

    Powered by

  • Meta:
  • concept by
    luca-vs-webdesign

     

    18/03/2006

    Lo dicevo, io

    Filed under: — JE6 @ 18:57

    Visto? Anche Sharon Stone mi dà ragione.
    Repubblica.it

    12/03/2006

    In gabbia

    Filed under: — JE6 @ 15:20

    In Italia ci sono 207 carceri, e oltre 60.000 detenuti.
    Nel 55% delle carceri si sono verificati episodi di tubercolosi, e nel 66% episodi di scabbia.
    Negli ultimi otto anni, nel nostro sistema carcerario, si sono avute oltre 1100 morti; di queste, quasi 500 sono suicidi.
    Nel 2005, oltre 40 bambini con meno di tre anni vivevano dietro le sbarre, insieme alle loro mamme.
    Se ne volete sapere di più, non dovete spendere nemmeno un euro: fino al 19 marzo, alla Triennale di Milano.
    Triennale di Milano

    [OT – Marzia, spero che la mostra ti sia piaciuta. Se capiti da queste parti, scrivimi]

    07/03/2006

    A Pi’, facce ride

    Filed under: — JE6 @ 08:08

    “Porta a porta” è già da tempo – così si dice – la terza camera del Parlamento italiano. Con la candidatura di Pippo Franco, il Bagaglino si propone prepotentemente per diventare la quarta.
    Corriere.it

    06/03/2006

    La rivoluzione dei garofani

    Filed under: — JE6 @ 11:26

    Da queste parti non si pensa che i figli debbano sopportare le eventuali colpe dei padri. Per quanto male io pensi di Bettino Craxi e di una certa parte – non irrilevante – della sua attività politica, non mi sogno di ritenere corresponsabili Bobo e Stefania Craxi a causa del cognome che portano.
    Penso però che i figli possono decidere di accollarsi l’eredità paterna, con annessi e connessi; e penso che chi sceglie di lavorare, di collaborare con loro, debba farlo nella consapevolezza anche di quell’eredità.
    Fatta questa premessa, non mi stupisco nè delle scelte di Bobo nè di quelle di Stefania Craxi. Non mi stupisco nemmeno dei mezzi silenzi e delle mezze parole di CdL e Unione: siamo in campagna elettorale, ed è meglio non alzare troppi vespai. Non mi stupisco; ma dire che tutto questo mi piace, beh.

    02/03/2006

    Il dietrologo che è in me

    Filed under: — JE6 @ 15:48

    Temo che il nostro paese sia irrimediabilmente malato di dietrologia (secondo il De Mauro: ricerca, talvolta esasperata, dei fatti occulti che starebbero dietro a un evento o di quanto si nasconderebbe dietro le azioni e le parole altrui).
    Prendiamo l’amena querelle Baricco vs. Paludati Critici Letterari. Mi son preso un quarto d’ora per leggermi i commenti al post di Loredana Lipperini che, agli articoli dei contendenti, aggiunge un pezzo di Carla Benedetti sull’argomento in questione.
    Rimango affascinato dalla quantità di persone che non dicono “Baricco ha ragione/Baricco ha torto per questo e quest’altro motivo“, bensì “Baricco ha scritto questo perchè: a) è uno spocchioso; b) è un sopravvalutato; c) ultimamente ha venduto poco; d) etc.” senza mai entrare nel merito di ciò che lo Scrittore Con Le Maniche Rimboccate sostiene.
    Fosse un caso isolato, passi. Invece. Per dire, io ho pochissima stima del Presidente del Consiglio, ma non posso nascondermi che, di fronte a praticamente qualsiasi sua decisione, penso “che cosa gliene viene in tasca?”. Ora, non voglio fare il politicamente corretto a tutti i costi: penso di avere buoni motivi per una reazione di questo genere. Ma mi rendo conto che finisco per non chiedermi più se una certa legge è buona o meno, a prescindere dai vantaggi che l’uomo più ricco d’Italia può trarne. Mi fermo qui, ma spero di essermi spiegato.
    De Mauro Paravia – Lipperatura

    La guerra dei Craxis

    Filed under: — JE6 @ 10:30

    Bobo Craxi, pur di non pronunciare le parole “mia sorella”: “(…) un candidato di Forza Italia, che ha la fortuna o sfortuna di possedere il mio stesso patronimico (…)“.
    Corriere.it

    28/02/2006

    Lo sputo e il the

    Filed under: — JE6 @ 10:43

    Il fatto non è che “Sanremo è Sanremo”, qualunque cosa questo significhi. Anzi, il fatto è che Sanremo non è più Sanremo da un sacco di tempo, come ricorda – per la millesima volta – Michele Serra.
    Così, per provare a restare a galla, questa grande festa paesana deve snaturarsi rimanendo se stessa. Deve gridare “yo!”, essere glamour e cool, essere “moderna” come lo era Warhol nel 1965, ma deve anche far sentire a loro agio i provinciali in doppiopetto e le matrone che si ricordano di Caterina Caselli. Deve scioccare e rassicurare, sputare in faccia e offrire il the con i biscottini.
    Personalmente, dubito che questo esercizio di supremo equilibrismo sia possibile. Il che fa riflettere: non tanto su Sanremo, quanto sulle mille altre situazioni della vita sociale – certo più importanti – nelle quali la società stessa si spezza irreparabilmente in gruppi che hanno interessi e bisogni del tutto inconciliabili ma che, nonostante ciò, si tenta in ogni modo di tenere insieme, in uno sforzo costante e titanico di trovare un compromesso per tutto e per tutti. Sanremo non è più Sanremo, ma l’Italia è Sanremo ogni giorno.

    27/02/2006

    Una tribù che parla

    Filed under: — JE6 @ 08:15

    Non pensavo che l’avrei fatto; invece, ieri sera mi sono messo in coda per sentire parlare Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti. E devo dire che, davvero, ne è valsa la pena.
    Teatro Litta

    23/02/2006

    poverapiccola@xxx.com

    Filed under: — JE6 @ 16:37

    Oggi mia figlia compie cinque anni. Le ho regalato un indirizzo di posta elettronica (e lei lo ha usato).

    In realtà, oggi è anche il compleanno della mi’ mamma. Ma non me la sono sentita di osare tanto. Quando si dice il digital divide, insomma.

    Fashion-addicted

    Filed under: — JE6 @ 13:19

    Se esiste uno scontro di civiltà, di sicuro lo abbiamo già perso. L’azienda che produce i massaggiatori intimi femminili che stanno creando scompiglio e imbarazzo nelle farmacie romane “precisa che il prodotto verrà venduto solo nei canali farmaceutici o della moda“.
    Corriere.it