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La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
(Gabriel Garcia Marquez)

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    15/12/2010

    Al bar

    Filed under: — JE6 @ 09:51

    C’è questo bar dove vado spesso. Come in tutti i bar, si beve qualcosa e si parla delle cose che capitano, che si vedono, che si sentono in giro. Ieri stavamo lì con gli occhi puntati verso il televisore che il barista ha messo nell’angolo in alto a sinistra, guardavamo i sampietrini e gli incendi e i caschi e la gente che correva. Uno ha detto figli di puttana, e non si è capito se parlava dei poliziotti o degli studenti o di quegli altri con il passamontagna, una ha detto che le sarebbe piaciuto essere lì a tirar pietre anche lei, un altro, senza neanche guardarla, ha detto machecazzodici ed è uscito a fumarsi una cicca sul marciapiede, qualcuno si è messo a discutere se tirare i sassi e spaccare le vetrine serva a qualcosa, nelle voci che si alzavano ho sentito chi diceva che magari non serve a nulla ma è giusto farlo, c’era una che sosteneva che quella era l’unica cosa possibile, il barista ha portato degli altri caffè mentre gli animi si scaldavano e iniziavano quegli scambi come quando si parla di calcio o di politica, tu non sei mai stato giovane ma tu che cazzo ne sai pensi che il mondo sia stato cambiato solo da quelli che sprangavano e tu a Genova non c’eri e per fortuna che non c’ero sei un vecchio e lo sei sempre stato hai mai visto un tuo parente saltare su una bomba ma guarda che faccia La Russa. Io mi sono azzittito, che una cosa che non so fare bene è litigare con la gente, mi ci trovo a disagio, e poi non sono mai così pienamente convinto di aver ragione, magari se nel 1983 fossi sceso in piazza anch’io oggi le cose sarebbero messe meglio, epperò qualcosa di buono nella vita e per la società abbiamo fatto pure noi che ci sentivamo male a gridare slogan ordinati da altri, da quelli che vedevamo in assemblea e conoscevamo bene e sapevamo davvero chi erano e come la pensavano e insomma alla fine ho preso l’ultimo caffè della giornata e sono uscito dal bar anch’io, ma non fumo.

    30/11/2010

    L’importanza di chiamarsi Mario

    Filed under: — JE6 @ 08:53

    A volte il marchio è davvero tutto, è la differenza tra la morte griffata di un novantacinquenne regista suicida malato di cancro e la morte hard discount di un novantacinquenne pensionato suicida malato di cancro – poi dice che il marketing non serve.

    25/11/2010

    Veri e sinceri

    Filed under: — JE6 @ 08:33

    Che sono esattamente i primi due aggettivi che mi vengono alla mente, guardando gli autoscatti di Martina Colombari.

    22/11/2010

    YMCA

    Filed under: — JE6 @ 17:13

    I genitori non sanno dove tenere i figli perché devono lavorare, e allora le scuole rimangono aperte per ospitare i ragazzini. E così il processo di trasformazione della scuola in ostello della gioventù figlia di famiglia indigente è definitivamente completato.

    20/10/2010

    Da Shrek a Fiona, in poche semplici mosse

    Filed under: — JE6 @ 17:00

    Tutto e subito, ecco l’orrore dei nostri tempi. E’ la prima volta che vengo in Polonia, e mi rendo conto che tendo già a farmene un’idea stando quassù, a sette-ottomila metri di altezza – la neve che incomprensibilmente scompare nell’arco di cinque o sei chilometri, i campi tutti rettangolari lunghi e stretti, i boschi ghiacciati. Come se si potesse capire qualcosa di un posto volandogli sopra, come se si potesse anche solo lontanamente immaginare la vita dei quasi quaranta milioni di persone che stanno là sotto senza incrociarne lo sguardo. Mi vergogno un po’.

    Questa mattina, leggendo i quotidiani aggiornamenti sull’omicidio di Sarah Scazzi, mi sono venute in mente queste quattro righe che scrissi poco meno di quattro anni fa. E mi sono venute in mente non perché mi ritenga un maestro, ma proprio per il motivo contrario – predico bene e razzolo male. Perché adesso si dice (si dice, eh) che l’orco dormiva, che Sarah sarebbe stata uccisa dalla cugina, che la zia sapeva. Siamo passati da Shrek a Fiona, insomma – in una manciata di giorni e poche semplici mosse. Intanto abbiamo tutti – tutti: le grandi firme dei giornali, i barbieri e i blogger – dato fondo alle nostre riserve di sociologia d’accatto, Alberoni originali e made in Paderno Dugnano, tutti con le nostre brave teorie – l’incidenza del cattolicesimo nella spettacolarizzazione del delitto, la società dell’orrore, i parenti serpenti, la prevaricazione e la violenza maschile sulle donne – pronte a essere smentite dalla prossima edizione straordinaria, dal prossimo plastico di Bruno Vespa, dal semplice passare del tempo misurato in ore e non in anni. Tutto e subito, ci hanno insegnato così.

    07/10/2010

    Fra una settimana

    Filed under: — JE6 @ 09:17

    Come altri, anch’io – non avendo ieri sera guardato la televisione e in particolare “Chi l’ha visto” – avverto la sensazione che “si siano superati i limiti di ogni decenza”; leggo, ad esempio, di uno scavalcamento horror/trash di Vermicino: e, pensando a quella sera di quasi trent’anni fa, a cosa significò, a cosa si portò dietro (tanto è vero che siamo ancora qui a parlarne) mi chiedo se fra una settimana saranno in molti a ricordarsi di una puntata di uno show televisivo.

    09/09/2010

    Come la “Ruota della fortuna”

    Filed under: — JE6 @ 10:57

    Sono sicuro che gli esperti troveranno Google Instant una rivoluzione che cambierà le nostre vite per il meglio. A me fa un po’ sorridere quest’ansia di tagliare i tempi – come se qualcuno si fosse mai davvero lamentato per l’eccessiva lunghezza dell’attesa per ricevere i risultati della ricerca -, questo voler entrare nella testa mia e di tutti voialtri, di tutti noialtri per fare un numero alla Mago Silvan, come i concorrenti della Ruota della fortuna – “ho due lettere, adesso ti indovino la parola” -, che poi, passato lo stadio “interpretare, capire e prevedere” che cosa rimane se non il “ragazzo, ti dico io cosa devi cercare, non importa che tu lo sappia o lo voglia”.

    05/09/2010

    Customer service

    Filed under: — JE6 @ 18:09

    Durante gli ultimi dieci minuti ho tentato invano di trovare un qualunque campo “Search” nel sito Telepass. In compenso ho avuto la ghiotta opportunità di diventarne fan su Facebook.

    27/08/2010

    Autostima

    Filed under: — JE6 @ 09:57

    Gli italiani sono quelli che vanno in vacanza e son contenti di non trovare altri italiani. Cioè se stessi.

    18/07/2010

    Zavattineide

    Filed under: — JE6 @ 17:10

    Ti guardo mentre passi, alta, slanciata, sicura, le gambe lunghissime, le forme sode, i capelli perfetti, il bikini del colore giusto. Colgo un frammento della tua conversazione, il tuo fidanzato – come me – ti sente dire “nemmeno dieci minuti di sole in faccia, come cazzo è possibile”. Ed è come vederci tutti allo specchio, il tono sbagliato e inavvertitamente sguaiato, gente che dice cazzo perchè non sa dire altro, perchè non sa come altro dirlo, che non sa trovare né il momento né il tono, che non sa – che forse mai ha avuto, o che ha dimenticato – l’educazione, la forma anche di quel minimo sindacale di turpiloquio che ognuno vuole e può usare. E no, non è perché sei tanto bella e ancora giovane che sei affrancata da questo. Magari.