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La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
(Gabriel Garcia Marquez)

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    07/12/2007

    Magari su Second Life

    Filed under: — JE6 @ 14:01

    Il Dalai Lama dice che gli piacciamo, noi italiani, perchè non siamo stressati e perchè non corriamo. Viene da chiedersi quali italiani conosce, chè qui sembriamo invece tutti sull’orlo di una crisi di nervi e ci piacerebbe che il paese corresse ben più veloce di quel che fa, ma siccome l’ospitalità è sacra lasciamo pure il Dalai Lama nelle sue convinzioni, e che sarà mai.
    Corriere.it

    06/12/2007

    Einstein abita in Viale Mazzini

    Filed under: — JE6 @ 10:10

    Secondo il-quotidiano-di-famiglia, il fatto che la RAI metta due game show uno in fila all’altro nella stessa serata si configura come un esperimento.
    Il Giornale

    1 2 3 casino

    Filed under: — JE6 @ 09:49

    Non mettesse noia e tristezza, il tutti-contro-tutti della politica italiana odierna farebbe (sor)ridere.

    05/12/2007

    Ossignore, che scandalo

    Filed under: — JE6 @ 09:58

    Tenetevi forte, gli orchestrali della Scala vogliono suonare senza indossare lo smoking – no, dico: senza indossare lo smoking. Dove andremo a finire.
    Repubblica.it

    Fai a meno di me (Chi eravamo)

    Filed under: — JE6 @ 09:24

    Tommaso Labranca Leonardo Livefast Pulsatilla Personalità Confusa LaPizia Hotel Messico Falso Anonimo Lombardo Rillo Arsenio Bravuomo Copiascolla Gonio Severine Squonk Strelnik Zu Marquant Zio Burp Gilgamesh Jorma.

    Loro c’erano, ai tempi della frontiera, quando la blogosfera stava ancora scavando le proprie fondamenta. Abbiamo inteso raccogliere le loro voci di oggi per misurare, in termini di vita e di scrittura sul web, e a partire dal BlogRodeo Live di Rozzano 2004, le distanze e le differenze che separano quel passato dal nostro essere (o non esser più) in rete nel presente.
    Il luogo è questo, le arti grafiche sono di Blulu, l’immagine dell’header è di Antonio Frezza.

    Herzog

    Qui sotto il mio contributo. Ma andate a leggere gli altri, per piacere.

    Fai a meno di me
    Sai, non so come spiegartelo. Non è che non voglio farlo, è che non so da che parte iniziare. Dovrei raccontarti di quando abbiamo iniziato a scrivere dentro questi aggeggi, e la maggior parte di noi lo faceva senza ben capire né come né perché. Dovrei raccontarti di quando evitavamo di dire in giro che avevamo un blog, perché stare a spiegare cos’era e perché lo avevamo era un compito sfiancante anche per i fisici più attrezzati. Dovrei raccontarti dei primi scambi via e-mail, e delle prime birre bevute insieme, quando i ragazzi seduti ai tavoli vicini ci guardavano di sguincio e si capiva che ci prendevano per degli anziani via di testa. Dovrei raccontarti di un giorno che ci siamo detti “e se organizzassimo una festa?”, e lo abbiamo fatto per davvero, con gli inviti, la band, la gara, le birre e i cocktail. Dovrei raccontarti di un tardo pomeriggio nell’hinterland di Milano, e di decine, e centinaia di persone, che nella maggior parte dei casi si conoscevano solo per essersi letti ogni santo giorno, incontrarsi e sorprendersi e abbracciarsi e bere. Dovrei raccontarti di una gara, del bravo presentatore, di gente che si conobbe quel giorno e non si lasciò più, di gente che quel giorno era insieme e oggi no. Dovrei raccontarti degli inviti a pranzo, dei sonni sui divani, delle presentazioni alle famiglie e agli amici. Dovrei raccontarti di questo e altro ancora, e se vuoi lo farò: ma tu ti annoierai dopo pochi minuti, perché i ricordi altrui non sono altro che nebbia, e non sono molti coloro che hanno passione per la bruma. Che poi, vedi: non è passato molto tempo da quel giorno della gara e delle birre e della band, eppure sembra che sia passato un secolo, ché oggi pare tutto normale e forse lo è, chissà, è un po’ come sposarsi, all’inizio voli sulle nuvole, è tutta magia e stupore e novità; dopo un po’ torni a terra, come è giusto che sia: e se sei fortunato, trovi che la normalità è altrettanto bella. Dovrei raccontarti tutto questo, lo so, e se vuoi lo farò: ma spero che tu abbia la mia stessa fortuna, e possa fare a meno dei miei racconti.

    04/12/2007

    “Dì buongiorno ai signori”

    Filed under: — JE6 @ 12:19

    Se c’era un modo per mandare in vacca il beau geste fatto domenica scorsa dai giocatori e – soprattutto – dall’allenatore della Fiorentina (schierarsi per applaudire gli avversari, al termine della partita) era quello di codificarlo, rendendolo burocratico come il controllo dei tacchetti prima di entrare in campo. Però i tempi sono quelli che sono, in fondo obblighiamo i bambini a imparare a salutare le persone sperando che arrivino ad averlo come un comportamento spontaneo, magari funziona anche con i frequentatori degli stadi di calcio.
    Corriere.it

    Tanto con lui non si vince mai una partita

    Filed under: — JE6 @ 09:15

    Ogni tanto Fausto Bertinotti mi ricorda certi giocatori di calcio, dotati di tecnica straordinaria, capaci di dribblare l’intera squadra avversaria con movenze da torero ma che non sono mai riusciti a far vincere alla loro squadra non dico una partita, ma un campionato, o almeno un torneo estivo. E infatti, oggi tira fuori per l’ennesima volta la simpatica storiella che “il grande tema, per la sinistra radicale, è uno solo: l’autonomia”, risale a Riccardo Lombardi ed ai fatti di Ungheria del ’56 e gioca il jolly affermando che “devi vivere nello spazio grande e nel tempo lungo” – magari voi capite cosa vuol dire, io ho fatto l’istituto tecnico e non ci arrivo.
    Repubblica.it

    03/12/2007

    Pensaci tu

    Filed under: — JE6 @ 13:36

    Sabato pomeriggio la persona corta ci ha chiesto cos’è un partito politico (eravamo appena passati, facendo finta di niente, a fianco di un gazebo di quella-cosa-che-non-si-è-capito-cos’è-e-nemmeno-come-si-chiama, ma le persone corte hanno l’occhio lungo, si sa). Mia moglie mi ha detto “pensaci tu”, e in quel momento ho avvertito il peso fisico del disamore, della noia, della lontananza tra la realtà e le teorie. Poi me la sono cavata, ho recitato bene, la persona corta ha ascoltato e ha detto “ho capito” – però sta crescendo, e non andrà sempre così liscia.

    Garantismi

    Filed under: — JE6 @ 11:52

    Secondo Mario Giordano, oggi dovremmo chiedere scusa a chi ha incolpato un delinquente per un omicidio che non ha commesso. Quando si dice lo stato di diritto, insomma.
    Il Giornale

    02/12/2007

    Sicuri?

    Filed under: — JE6 @ 21:07

    Non so a voi, ma a me chiamare “Mai Nudo” un paio di mutande da uomo non pare un’idea geniale.