Repetita juvant?
Per indole tendo a dare almeno una seconda opportunità a chi fallisce la prima. Ieri, leggendo la letterina di Trenitalia che si scusava per il ritardo di un centinaio di minuti che aveva fatto sopportare a me e al mio giovane compagno di viaggio al ritorno da Roma e che mi comunicava la concessione di un rimborso di poco più di venticinque euro ero esattamente in questa benevola disposizione d’animo: chi non sbaglia mai nella sua vita? Io no di sicuro, posso pretenderlo dagli altri, persone o aziende che siano? E’ che poi ho capito che il rimborso consisteva in un buono per l’acquisto di un altro biglietto ferroviario [1] da eseguirsi tassativamente entro sei mesi, e mi sono anche ricordato di aver letto questo articolo sui ritardi accumulati dai treni italiani nel mese di giugno (118 giorni in totale, ed è un dato che sfida la nostra concezione di spazio e di tempo, con ogni evidenza), e mi sono seriamente chiesto se Trenitalia meritasse davvero una nuova, cieca, incosciente manifestazione di fiducia.
The Blog Lies Down On Broadway, Corriere.it
[1] La ciliegina sulla torta è che il biglietto acquistato usando il coupon di rimborso non potrà a sua volta essere soggetto ad un secondo rimborso, anche qualora il treno subisse il solito ritardo biblico.
September 6th, 2007 at 09:16
C’è chi quel rimborso lo sta ancora aspettando. E, probabilmente, non lo vedrà mai.
Dicevi, scusa, della fiducia?
September 6th, 2007 at 12:50
sei sicuro della ciliegina? una mia amica sostiene che lei va avanti a bonus…
September 6th, 2007 at 13:16
Suppongo che lo faccia sui biglietti nuovi acquistati. Un biglietto, un rimborso. Almeno, così sta scritto.
September 6th, 2007 at 15:04
Per le tratte che frequento io, l’alternativa a Trenitalia è l’automobile: caso da manuale di “rimedio peggiore del male”. Quindi prendo il bonus e porto a casa, ché fra un po’ mi fanno socio sostenitore.