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La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
(Gabriel Garcia Marquez)

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    13/01/2011

    Il male minore, il doppio male

    Filed under: — JE6 @ 16:24

    Conosco un buon numero di persone che trova scandaloso e disdicevole che il PD, in primis il suo segretario, non abbiano preso una posizione netta (e contraria) all’accordo Fiat, quello che a partire da stasera verrà sottoposto al referendum degli operai. Tra tutte queste persone, non ne ho trovata ancora una che si sia mostrata sfiorata dal dubbio che quella posizione netta non si potesse prendere perché avrebbe significato sposare una causa comunque sbagliata. Certo, si può obiettare che così facendo di cause sbagliate se ne sposano due. Io non lo credo, ma tant’è.

    Il presidente (non) operaio

    Filed under: — JE6 @ 10:19

    A volte non sono le parole, quelle che contano per davvero. E’ il tono. Ascoltavo Berlusconi, ieri, e l’ho riascoltato questa mattina, e il tono – appunto – era quello dell’imprenditore. Quello che lui è sempre stato, quello che lui continua a essere. Si percepiva l’empatia. Penso a tutti gli operai di Mirafiori che lo hanno votato.

    07/01/2011

    Ossessione

    Filed under: — JE6 @ 18:28

    Uno di questi giorni l’Osservatorio di Pavia, o chi per esso, farà una delle sue analisi, e troverà che noi “de sinistra” soffriamo dello stesso disturbo ossessivo-compulsivo che affligge il PresDelCons da tanti anni – lui con i comunisti, noi con Marchionne.

    18/12/2010

    Quando avete deciso magari mi fate sapere

    Filed under: — JE6 @ 14:34

    Quanto è passato? Una settimana? Oh, anche meno, a voler contare le ore. Una settimana che abbiamo iniziato a muoverci un po’ da tutta Italia, in macchina, in treno, in pullman, tutti a Roma per la manifestazione. Una settimana da quando abbiamo lasciato Piazza San Giovanni dicendoci “beh, certo non è Obama, però siamo qui, ci siamo, abbiamo riempito la piazza, siamo vivi”. Poi un sabato mattina ti svegli presto e di malumore, guardi la rassegna stampa e pensi che in fondo forse ti eri ingannato, avevi voluto ingannarti, perchè se adesso qualcuno si sta facendo i sondaggi per un nuovo partito, perché se adesso qualcuno ci dice contrordine compagni, perché se qualcuno adesso pensa che la politica la debbano fare gli altri e noi si viva di rimbalzo, perché se adesso tutto e il contrario di tutto sai cosa c’è, non sono i milleduecento chilometri andata e ritorno, non sono quelli, no, è tutto il resto, sai cosa c’è, c’è che io mi rimetto a sedere sul divano e poi aspettio e poi quando avete deciso magari mi fate sapere, ché forse la politica non è troppo seria per esser lasciata in mano ai politici, ma per esser lasciata in mano a voi sì.

    16/12/2010

    Consolazioni

    Filed under: — JE6 @ 09:00

    Qualche giorno fa ero lì con questi amici, e scambiando quattro parole ho detto “ma dai, ma avete visto Sansonetti che scrive sul Riformista?” e loro che son sempre sul pezzo mi han guardato e le pupille gli son cascate dietro la nuca e mi han risposto quasi in coro “eh, da mo’ che ce scrive sopra”. Lì per lì mi son sentito come lo scemo del villaggio e ho lasciato cadere il discorso. Stamattina, vai a sapere il perché, la cosa mi è tornata in mente, e mi son detto che c’è chi legge o sa cosa succede al Riformista, e c’è chi segue Sansonetti, e non so, ecco, mi son consolato pensando che allora c’è chi sta peggio di me.

    09/12/2010

    A Roma

    Filed under: — JE6 @ 17:53

    Sabato andrò a Roma, alla manifestazione del PD. A pensarci bene, è la prima manifestazione vera alla quale partecipo: la politica mi ha sempre attratto, ma non sono mai stato un militante vero, né sono cresciuto in un ambiente che spingesse alla partecipazione attiva. E poi, forse, se passi alcuni anni della tua infanzia nel timore che tuo padre non ritorni né salvo né sano dalle sue diciotto ore di servizio di ordine pubblico in piazza, ecco, forse qualcosa che ti fa tenere le distanze dai cortei, dagli striscioni, dagli slogan ti rimane dentro. E allora, perché adesso? Non lo so bene, non lo so davvero. So che per una volta voglio farlo, voglio vedere com’è, voglio vedere le facce di chi sfila da Piazza Esedra a Piazza San Giovanni, voglio provare a capire se e come ci posso stare io lì in mezzo. Forse non è mai troppo tardi, forse sì, vedrò.

    07/12/2010

    Vico mon amour

    Filed under: — JE6 @ 15:03

    Ma non sarò mai tra quelli che vivono di nemici e che gridano ai complotti. Finché il Governo è guidato da Berlusconi, io parlo con lui e con i suoi ministri.
    Uhm. A me questo ragionamento di Matteo Renzi pare di averlo già sentito, occhio e croce una dozzina di anni fa. Ma dove? E chi lo faceva? Oh, aspetta. Ma vuoi vedere che? Eh. Massimo D’Alema.
    sarebbe troppo facile rispondere che le riforme si fanno in Parlamento e i soci non li scegliamo noi ma il popolo italiano. Questo non la commuove dato che come lei scrive nel suo libro non esclude, per una comprensibile indignazione civile, di «dimettersi da italiano».
    Ma questa è una via preclusa a chi ha scelto l’impegno politico, ha l’ambizione di tornare a governare questo paese e intanto il dovere di concorrere a far vivere e funzionare le istituzioni. Con questa destra, sulla quale il mio giudizio non differisce molto dal suo, continuo a pensare che tra «l’inciucio» (che non ci fu ma apparve), e la demonizzazione reciproca (che giova solo a Berlusconi) possa esserci una terza via capace di unire la nettezza della contrapposizione politica, programmatica, etica (quando ci vuole) alla necessaria comune responsabilità quando siano in gioco le istituzioni e il bene dell’Italia
    .

    15/11/2010

    Un pomeriggio alle primarie

    Filed under: — JE6 @ 17:06

    Controllo di avere carta di identità e tessera elettorale, scendo le scale, attraverso la strada. Entro nella sezione di Sinistra e Libertà di via Appennini accolto da bandiere accasciate per la pioggia e dal saluto delle cinque persone che si prendono cura di questo seggio elettorale per le primarie del centrosinistra milanese; guardo la lavagna che dice che 144 persone hanno votato prima di me, chiedo come va, mi rispondono: “Mah, dai, abbastanza bene”. Facciamo quattro chiacchiere, quante volte sono venuti in quartiere i candidati, come sta messo Alonso quando mancano dieci giri. Faccio quattro conti a mente sull’età media dei presenti nella sala (loro cinque e il sottoscritto), arrivo a quarantasei virgola sei periodico. Saluto, esco.

    Il resto, su Leftwing.

    08/11/2010

    Un pomeriggio a sinistra

    Filed under: — JE6 @ 09:26

    Passano due minuti – quelli sufficienti a pentirsi di non essere daltonico davanti al maglioncino viola da boy scout di sinistra di Matteo Renzi, quelli necessari a farsi una ragione dello show di modernismo percepito rappresentato dai due Mac esibiti come totem sulla scrivania degli organizzatori – per sentire l’espressione “doparie”, seguita (cinque minuti dopo, come da copione) da una dissertazione sulle “linee di crescenza delle città, per riallineare i pianeti in una cosmogonia”. In dodici minuti l’assemblea dei rottamatori manda in pensione la classe dirigente del Partito democratico e il rispetto per la lingua italiana: forse il rinnovamento tanto sbandierato richiede anche questo.
    Nella sezione di Rifondazione Comunista di via Barona, a Milano, i minuti necessari a strabuzzare gli occhi sono più o meno gli stessi: dopo un’infilata di richiami alla lotta di classe ascolto un uomo chiedere chi fossero quei quattro ragazzi seduti là nell’angolo, e il suo interlocutore rispondergli: “Non li conosco, sono compagni molto più a destra di me, rappresentano posizioni criptovendoliane nelle quali non mi riconosco” (…)
    Il resto, per la prima volta, lo trovate su Leftwing.

    06/11/2010

    Il nuovo che avanza, e che si ferma ogni cinque minuti

    Filed under: — JE6 @ 17:56

    Ho seguito un po’ della riunione renzian-civatiana di Firenze, quella della sapida rottamazione del passato in vista delle sorti magnifiche e progressive che i due ci stanno preparando a noi poveri sostenitori del PD. All’ennesimo gong che sanciva il termine dei cinque-minuti-cinque* concessi a ciascun oratore ho provato una specie di nostalgia per i ragionamendi di Ciriaco De Mita.

    *(ma quando ci prenderemo il lusso di restituire alla politica un po’ di profondità, lasciando i tempi della tv alle televendite?) – Matteo Orfini, oggi.