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    02/08/2005

    Il tempo passa, i morti restano

    Filed under: — JE6 @ 08:07

    Venticinque anni fa, la strage alla stazione di Bologna.

    12 Responses to “Il tempo passa, i morti restano”

    1. Dust Says:

      grazie per averlo ricordato. sono tornato da poco dalla cerimonia in stazione, alla quale partecipo sempre con immutata rabbia. Non riesco a dimenticare, tra le altre cose, che la prima notizia che mi arrivò a Parigi – dove ero arrivato partendo da Bologna un paio di giorni prima – fu “scoppio di una caldaia”. Parliamo di 85 morti e 200 feriti. Non a caso, Pres. del cons. era Cossiga.
      Ogni anno il governo secondo me riunisce gli sfigati che non si sono astutamente creati impegni per il 2 agosto e poi si tira la pagliuzza più corta. Chi perde si rassegna a beccarsi metà piazza che lo insulta e l’altra metà che gli volta immediatamente le terga e si allontana. Stavolta è toccato a Tremonti, che si è aggiudicato tra gli altri anche il mio stentoreo e ripetuto “buffone”, seguito dall’invito ad indirizzarsi altrove per svolgere una certa attività.

    2. Squonk Says:

      Capisco. O forse no. Voglio dire, fossi stato in piazza, forse anch’io avrei fanculeggiato Tremonti; ma, onestamente, per motivi che non c’entrano nulla con la strage di Bologna. E allora, cerco di capire, perchè? Perchè è un ministro? Perchè è un politico? Perchè è di destra? Perchè? La memoria di quei morti e la compassione per le loro famiglie hanno un qualche beneficio da quei fischi e dai quei vaffanculo?

    3. Ja Says:

      le stragi fasciste su tutti i treni e le stazioni del mondo si assomigliano tutte. Io posso pensare – sono libero di pensarlo – che Tremonti o qualunque altro governante sia un coglione. Ma lo sfoggio sistematico di insulti in un’occasione dove dovrebbe contare solo la memoria significa che tra chi insulta per sport e chi mette bombe la linea di demarcazione non e’ poi cosi’ netta.

    4. Dust Says:

      non perché è un politico: il messaggio di Ciampi e l’intervento di Cofferati (il cui tasso di gradimento in città è sceso e di parecchio, tra l’altro) sono stati applauditi. Sì perché è esponente di un governo che pensa di sopprimere il 25 aprile, equipara partigiani e repubblichini, ha al proprio interno personaggi che si spendono quotidianamente a sostegno di Fioravanti e Mambro, per non parlare dei trascorsi politici di stampo fascista. Sì perché nel suo governo ci sta un Castelli che tenta di far sostanzialmente graziare Carlo Cicuttini, tra gli autori della strage di Peteano del 1972, estradandolo in Spagna, dove verrebbe scarcerato perché i reati di cui è accusato lì sono stati amnistiati.
      La memoria – che è radicata nella mia storia personale, suppongo un po’ più lunga della tua, visto che avevo 26 anni all’epoca – e la compassione sono una cosa, la rabbia contro chi oggi vuole riscrivere e far dimenticare e continua ad insabbiare un’altra. E qualche volta va sputata in faccia a qualcuno

    5. Dust Says:

      leggo ora il commento di Ja, che trovo semplicemente infame

    6. Squonk Says:

      Ja, forse io non mi spingerei a definire il commento “infame”, ma ammetto un po’ di perplessità derivante dalla sua ultima frase.

    7. sphera Says:

      Io direi che quella frase è un insulto.

    8. Ja Says:

      Caro Squonk, non capisco dove ci sia questo polverone. La frase diceva, tra chi insulta pesantemente per sport e chi mette bombe, la linea di demarcazione, che pure esiste, non e’ cosi’ netta. E insultando ci si mette sullo stesso piano dei fascisti e si fa diventare l’insulto una religione e un’ideologia. E’ una cosa pacifica, l’insulto genera odio, l’odio genera violenza.
      Nel giorno di una commemorazione si commemora, mica si insulta. Per sfogare la rabbia e richiedere giustizia ci sono tutti i giorni dell’anno.

    9. Squonk Says:

      Ja, adesso c’è un po’ più di argomentazione, e si capisce meglio. Continuo a trovare il parallelo un po’ forzato, ma mi pare di intuire che alla base del ragionamento ci sia l’equiparazione di fondo tra la violenza verbale e quella fisica. Discorso complicato e controverso, ma non campato in aria.
      Quanto al fatto che in un giorno di commemorazione si dovrebbe solo commemorare, mi trovo d’accordo. Purchè chi sta sul palco (diciamo l’officiante della commemorazione) adotti lo stesso comportamento di chi sta sotto: altrimenti, il silenzio di questi ultimi diventa pura acquiescenza.

    10. Ja Says:

      no, non e’ un discorso campato in aria. E’ che mi pare di aver letto sui organi di informazione che in pratica la contestazione verbale c’e’ stata semplicemente perche’ la presenza di un responsabile del governo su quel palco viene vista a prescindere come una provocazione. Questo mi da’ fastidio, perche’ la violenza verbale e’ una brutta cosa e in italia continuano a succedere episodi come questo (http://www.filcams.cgil.it/stampa.nsf/0/53f7e6df5047a735c12570200035fa9c?OpenDocument).
      Cosi’, posso dirlo da osservatore distaccato e pacato nella perfida albione – e tralaltro di sinistra – senza sentirmi dire che faccio commenti infami e insultatni?

    11. sphera Says:

      L’insulto è paragonare, anche solo alla lontana, insulti e bombe. Quanto al resto, sono piuttosto d’accordo.

    12. papi Says:

      Ho letto molto sui fischi a Tremonti. Articoli, commenti, opinioni. Ma non sono d’accordo con Squonk. Condivido tutto quello che scrive Dust. Il tempo in questo caso non consola. Indigna e scandalizza. A Ja chiedo: e se fra i morti ci fosse una persona a cui eri molto affazionato? Se tu scrivessi da Londra ma seduto su una sedia a rotelle perché eri fra i feriti saresti ancora così distaccato e pacato? Io scrivo da Lugano, sono anziano e so benissimo che queste domande sono banali. So che le hanno pensate in molti. Ma non m’importa. Ti ripeto, sei sicuro che sopporteresti con la medesima compostezza la morte di un figlio e 25 anni di bugie?
      Avrei fischiato Tremonti e avrei tirato anche uova marce.

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