Usare il vocabolario
Sì, va bene, quanto è bella la franchezza, quanto è giusto il rapporto diretto e spassionato tra medico e paziente; però, dico io, usare qualche giro di parole, qualche accrocchio di eufemismi al posto di frasi come “molto bene, adesso le tiro un po’ giù l’osso e le apro la gengiva” – ecco, pare brutto?
September 27th, 2007 at 12:40
Io col mio dentista ho un rapporto del tutto speculare, al limite dell’autocompiacimento sadomasochista. A me piace che mi dica preciso e papale cosa mi sta facendo. Lui usa parolette generiche come addormentare, lavorare, aggiustare, mentre io gli dico DOPO DEVI TRAPANAR LI’ PER TIRAR VIA L’ASCESSO INCANCRENITO oppure PER PIACERE, USA LA FRESA DIAMANTATA DEL 15 PER SEGARMI L’OSSO CHE MI PIACE IL RUMORINO
September 27th, 2007 at 16:19
Hai fatto un allungo di corona?
Mmmm, mi fa ancora fastidio al solo pensiero.
Louie
September 27th, 2007 at 16:36
Louie, io NON so cosa mi hanno fatto: hanno provato a spiegarmelo, senza risultato.
September 27th, 2007 at 16:49
dunque.
Io faccio il volontario del soccorso in ambulanza.
Lunedì notte alle 5 ad un signore gli prende un infarto.
Andiamo a casa sua, lui ancora non lo sa che è un infarto, però piccolino, non schiatta.
Mentre andiamo in ospedale, il dottore gli fa:
“allora, tra poco le infileranno un catetere nella gamba, che risalirà fino al cuore per sturare le coronarie intasate. Tutto chiaro? Potrebbe andare male, quindi firmi qui qui e qui”.
Credo sia una cosa genetica, la mancanza di tatto.
September 27th, 2007 at 17:38
Il mio dentista un paio di giorni fa se ne esce con questa cosa qui: “I due denti del giudizio da togliere…uhm, non sarà semplice: hanno delle enormi radici per di più piegate ad angolo retto. Comunque per l’altro problema semplicemente ti incidiamo il palato e prendiamo un rettangolo di gengiva, poi scolliamo la gengiva attorno al dente da sistemare e vi innestiamo il rettangolo che ti abbiamo appena tolto da sopra. In un’ora e mezza, massimo due abbiamo finito, per tre/quattro giorni avrai un po’ di male e di fastidio ma non è mai morto nessuno per questo tipo di intervento… spleen? spleen, mi senti?” Mentre lui mi raccontava il da farsi ho passato varie fasi: lieve ansia, tachicardia, sudore caldo/freddo/caldo/freddo, super ansia, giramento di testa, battito cardiaco quasi scomparso, fifa blu, sguardo catatonico, unghie piantate nel bracciolo della sedia ed una voce dentro di me diceva “è solo un incubo, ora ti sveglierai”. Ripreso contatto con la realtà ho sussurrato al dentista: “hai un cardiotonico?”
🙁
September 27th, 2007 at 19:00
Io che ero un bambino di quelli “mai avuto carie in vita mia” ebbi un duplice trauma quando un dentista con in mano un coso uncinato mi fece “mi senti che sono dentro al dente?”.
Da lì in poi, tutta discesa: l’infermiera che, sapendomi privo di anestesia, mi guarda in bocca e mi fa “ma non senti dolore, o sei proprio stoico?”.
E poi l’attuale dentista, vecchio amico della prima ora telematica, che puntuale e pignolo mi spiega per filo e per segno tutto quello che sta facendo, e che io preferirei non sapere, si vede che è un vezzo comune.