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La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
(Gabriel Garcia Marquez)

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    14/09/2007

    L’evoluzione della specie

    Filed under: — JE6 @ 14:02

    Da queste parti i vecchi usavano un proverbio che suonava più o meno così: “chi vusa puse’ la vacca l’e’ sua” – e credo che non servano traduzioni. Tu gridi? E io grido più forte. E così mi prendo la ragione. Vinco. Quelli che non sono capaci di gridare, quelli che si sentono a disagio nel gridare – beh, affari loro: là fuori è una giungla, giusto? E allora arrangiatevi, adattatevi, imparate la lezione di Darwin.
    E allora mi sa che ci dobbiamo salutare, qui non dureremo ancora a lungo: qui, nonostante si conosca bene la parola e di tanto in tanto la si usi, ci si vergogna a mandare affanculo la gente. Vergogna, esatto, ma di quel tipo che non ha a che fare con le regole della buona creanza, le buone maniere, le crinoline e i telefoni bianchi: piuttosto, vergogna per se stessi, variante intimista della vergogna e dell’imbarazzo che ci prendono nel vedere altri fare cose che noi non faremmo mai – almeno in pubblico. Qui non si sarebbero mai tirate le monetine a Craxi, qui non si sarebbe mai andati in piazza a gridare “vaffanculo, vaffanculo, vaffanculo”. Qui non si è capaci, qui non si vuole gridare più forte degli altri – quelli che vogliono prendersi la vacca.

    Mal comune

    Filed under: — JE6 @ 10:53

    Dopo lo scombiccherato wanna-be governo del Belgio di cui si parlava ieri, il tribunale della FIA ci mette del suo nel far fare bella figura alle corti di casa nostra, con uno spettacolare esercizio di “un colpo al cerchio ed uno alla botte”.

    Preveggenze

    Filed under: — JE6 @ 08:33

    Spegnete la luce
    sentite una voce
    è ancora distante
    è un grillo parlante
    viene, viene, eccolo qua
    e adesso sentirete
    come canterà…

    È un grillo parlante
    si crede importante
    ha tanto studiato
    si è laureato
    viene, viene, eccolo qua
    e adesso sentirete
    che predica che ci farà…

    Tu grillo parlante
    che parli alla gente
    ma chi t’ha invitato
    ma chi t’ha pregato
    sei un profeta di varietà
    e la tua predica
    non ci servirà!…

    Comincia la festa
    ma la festa è festa
    soltanto ad un patto
    che spacchiamo tutto!
    per noi la festa è questa qua,
    e nessuna predica mai
    ci servirà!…

    Comincia la festa
    ma la festa è nostra
    e noi decidiamo
    che gioco giochiamo,
    rabbia, violenza chiamala
    come ti pare
    ma in qualche modo pure
    ci dobbiamo sfogare

    Sei un pozzo di scienza
    ma quella violenza
    di cui parli tanto
    ce l’abbiamo dentro
    si vende nei negozi della città,
    comprane un pò anche tu
    che ti servirà!…

    Tu dici che hai avuto
    un ricco passato
    che hai tanto girato
    sei tanto istruito
    e allora adesso
    impara un’altra verità:
    a fare il profeta, mai
    nessuno ci guadagnerà!

    Edoardo Bennato, “Tu grillo parlante”, 1977

    13/09/2007

    Constatazioni

    Filed under: — JE6 @ 13:10

    Questo blog è un po’ stanco, e si vede.

    Il primo passo

    Filed under: — JE6 @ 10:08

    Il titolare qui considera l’appoggio del ministro Mastella allo “sciopero della pastasciutta” decretato per la giornata odierna il primo inevitabile passo che consente di iniziare il lungo e doveroso percorso per il ristabilimento del primato della politica in questo disastrato paese.
    Corriere.it

    Profumo di casa

    Filed under: — JE6 @ 10:00

    La mia conoscenza del Belgio è piuttosto modesta, e quella dei belgi praticamente nulla dato che tutte le mie frequentazioni si concentrano in quel 50% di stranieri che popolano l’area di Bruxelles. Però ammetto che arrivare in un paese che a tre mesi dalle elezioni non ha ancora un governo e nel quale il primo ministro designato afferma che Belgians have nothing in common except “the king, the football team, some beers”” fa sentire all’italiano una specie di profumo di casa, un po’ come quello della Barilla per intenderci.
    Economist.com

    12/09/2007

    Il potere del popolo

    Filed under: — JE6 @ 12:36

    Tra le critiche rivolte a Beppe Grillo, le più diffuse ma a mio parere meno consistenti sono quelle che riguardano il suo essere attore, per di più comico. Provenire dal mondo dello spettacolo non ha impedito a Ronald Reagan e Vaclav Havel di diventare presidenti delle rispettive nazioni, mi pare, e non gli ha nemmeno impedito di essere all’altezza del ruolo.
    Personalmente, trovo che il buco nero dello schema di pensiero grilliano (sempre che ne esista uno) sia quel suo voler considerare i partiti come un cancro e gli eletti come i dipendenti degli elettori. Al riguardo non ho cambiato idea rispetto a molti mesi fa: quando eleggo qualcuno, lo faccio perchè costui prenda decisioni in nome e per conto mio; talvolta lo farà avendo ben presente i miei desiderata, ma talaltra lo farà (anzi, io pretendo che lo faccia) di testa sua, magari andando anche contro il volere mio e di quelli come me. Perchè dispone di maggiori informazioni, perchè ha un confronto con soggetti con i quali io non entro in contatto e che gli permettono di ridefinire le sue decisioni.
    Diciamo la verità, un leader, uno statista (ma anche un vero buon amministratore) non è uno yes-man: nemmeno nei confronti di chi lo ha eletto, cioè di chi gli ha effettivamente conferito il potere. L’ultima cosa che mi auguro è una dittatura, ma un vero potere del popolo, sul serio, mi terrorizza.

    Brrrr(ezer)

    Filed under: — JE6 @ 12:03

    Il problema di essere l’unico latino in un’allegra compagnia fatta da una cinquantina di persone tutte nate e residenti ben al di là delle Alpi è che sei il solo che dopo un po’ beve per riscaldarsi – Bruxelles non è il posto migliore per un cocktail all’aperto a metà settembre, che si sappia.

    11/09/2007

    Ecco

    Filed under: — JE6 @ 16:15

    A,,esso e non concesso che i fedeli lettori di Sauonk ne sentissero lq mqncqnwq; q me piqcerebbe qggiornqrli con l)ennesi,o Greetings fro, Brussels: ^che aui di zi=fi non se ne pqrlq proprio; e le tqstiere fiq,,inghe non collqborqno: Qbbiqte pqwienwq; do,qni si ritornq q cqsq:

    10/09/2007

    Primo giorno di scuola

    Filed under: — JE6 @ 16:40

    Questa mattina cercavo di capire se era la scuola elementare che stava inghiottendo la persona corta, o viceversa. Apprendendo che “sarei stata volentieri ancora”, viceversa.