< City Lights. Kerouac Street, San Francisco.
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La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
(Gabriel Garcia Marquez)

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    08/06/2009

    2×1 (come se fosse un hard discount)

    Filed under: — JE6 @ 09:25

    Io non mi preoccupo del fatto che abbia votato meno del 44% dei cosiddetti aventi diritto. Se a te che non voti sta bene che il mio voto valga doppio, dov’é il problema?

    06/06/2009

    Io – però il mondo è bello perché è avariato

    Filed under: — JE6 @ 20:44

    Io, se scrivessi un post per dire per chi votare e sapessi che uno lo ha letto e si è convinto a seguire quella indicazione, ecco, sarei contento.
    Paolo Beneforti
    [A scanso di equivoci, e per chi non fosse uso – per sua fortuna – a frequentare questo blog: i corsivi a pie’ di post si riferiscono ai link contenuti nei post medesimi. Ergo, la frase non è di Paolo Beneforti, bensì mia. Così, a tutela dell’onorabilità di tutti.]

    05/06/2009

    Hai visto mai

    Filed under: — JE6 @ 08:47

    Per quel che conta, andrò a votare. Rispetto chi non lo farà per scelta, rispetto un po’ meno chi non lo farà per pigrizia e/o disinteresse. Voterò PD. Lo ammetto, con scarso entusiasmo: ma l’entusiasmo è merce rara, ancora di più in politica, e insomma ci sta che si entri nella cabina senza il sorriso sulle labbra. Voterò PD nella consapevolezza che questo significa sostenere una dirigenza screditata, affaticata e disorientata. Voterò PD perché continuo a trovarvi un “livello minimo di corrispondenza” con le mie idee, e ci sono dei periodi nei quali ci si può accontentare – anche del minimo. Voterò PD “per”, e voterò PD anche “contro”. Voterò PD perchè hai visto mai.

    Look and feel

    Filed under: — JE6 @ 07:58

    [Si parla di blog, ripassate in un altro momento]
    Io voglio bene al mio template. Gli voglio  bene perché stiamo insieme da tanto tempo, sono ormai sei anni, e non mi ha ancora stufato. Gli voglio bene perché me lo hanno regalato. Gli voglio  bene perché ritrae la Poetry Room della City Lights di San Francisco, che è uno di quei posti che uno si sente fortunato ad esserci stato. Gli voglio bene perché “look and feel” non è soltanto un’espressione di noi-che-abbiamo-fatto-marketing-e-comunicazione. Il mio template è come quei jeans scoloriti, ai quali si è così affezionati da non riuscire nemmeno a immaginare di poterne fare a meno. Nel tempo si era un po’ ammaccato, si era persa un’immagine, e un banner, e il blogroll non si poteva più aggiornare, e i lettori – diventando anziani – si lamentavano per i caratteri troppo piccoli, cose così. Adesso, con qualche cerotto e una mano di vernice, si è rimesso in forma: fuori moda, come il blog; ed è anche per quello che gli voglio bene, e che lo tengo stretto.
    [Il tutto per dire che quest’omino qui ha buttato via un po’ di sue ore di sonno per metterci sopra le mani, e lo ha fatto non so bene per quale motivo, perchè ci siamo incontrati una volta sola e per pochi minuti, e me lo ha fatto come regalo, e questo post è un modo per dirgli grazie – come lo dico a tutti coloro che in questi sei anni e passa hanno regalato del tempo alla mia incompetenza tecnica, Luca, Andrea, Max, Aurora; e Giorgio, appunto]

    03/06/2009

    Saggezze

    Filed under: — JE6 @ 13:17

    E’ il periodo dei saggi. Il saggio di danza, il saggio di pianoforte, il saggio di questo e il saggio di quell’altro. Spesso non si capisce chi si diverte di più, chi ci mette di più del suo, se i genitori e in generale i parenti stretti oppure i bambini. Ogni tanto capita di vedere qualcuno bravo, qualcuno che sa far correre le dita sulla tastiera senza impacci e pause e stonature, qualcuno che sa fare il volteggio atterrando sicuro e senza esitazioni. E però, anche se c’è un applauso per tutti, anche se le digitali e le videocamere non smettono nemmeno per un attimo di immortalare gesta che non verranno più riviste se non in casi eccezionali, è rarissimo vedere negli occhi di questi ragazzini qualcosa che assomigli alla passione, al gusto profondo di fare la cosa per la soddisfazione e non per quella di mamma e papà e nonni. Poi, lo so: tutto serve, anche Benedetti Michelangeli avrà subito millemila ore di solfeggio, di la-sol-la, anche Chechi avrà bestemmiato ogni dio possibile alla centesima spaccata, e alla fine ci si educa anche così, anche così ci si educa alla disciplina e persino alla bellezza – e spero che sia questo il motivo per cui ci imbarchiamo in tutto ciò.

    01/06/2009

    Troppo troppo

    Filed under: — JE6 @ 14:16

    Magari è un problema solo mio: ma non capita anche a voi, leggendo e ascoltando di tutta la storia “PresDelCons, Noemi, Gino, Elio, Costa Smeralda, Veronica, Bodyguard, Daniela (segue)” di provare la sensazione che sia tutto troppo stupido per essere preso sul serio, e tutto troppo serio per essere preso alla leggera, e insomma di non sapere mai bene che cazzo di opinione avere al riguardo?