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    29/06/2021

    Beau geste

    Filed under: — JE6 @ 15:38

    C’è una cosa che mi ha colpito in tutta la manfrina di questi giorni su ci inginocchiamo – non ci inginocchiamo – dovete inginocchiarvi – lo facciamo se lo fanno loro e così via, ad libitum sfumando. Mi ha colpito che in tanti abbiano tirato fuori dal cassetto la storia di Peter Norman, il ragazzo australiano che salì sul podio dei 200 metri di Città del Messico tenendosi alle spalle John Carlos e Tommy Smith con il pugno guantato alzato verso il cielo in segno di protesta. Mi ha colpito perché per molti e molti anni quello di Norman fu considerato un non-gesto: chiunque guardò in televisione o fissò la fotografia di quella premiazione pensò che il gesto fosse quello dei due ragazzi americani. Erano loro che, ben consapevoli di ciò che li aspettava al ritorno in patria (ostracismo, perdita del lavoro, minacce personali e alla famiglia) sfidavano il mondo, o almeno quello nel quale gli era toccato in sorte di vivere. Lui, il biondino dall’espressione che non si capiva se spaesata o assente, era un comprimario buono per far risaltare il contrasto: pelle bianca e pelle nera, braccio abbassato e pugno alzato. Ci vollero decenni per sapere, soprattutto grazie allo sforzo di Matt, il nipote, che quel che parve un non-gesto fu invece, seppure in un contesto di casualità e inconsapevolezza che dovremmo tutti tenere in conto nel momento in cui lo citiamo e portiamo come esempio, una scelta di sostegno verso Smith, Carlos e tutti coloro che quei due ragazzi rappresentavano o volevano rappresentare. Ci vollero decenni per capire che il suo braccio era abbassato non per pavidità (anche se non possiamo sapere cosa avrebbe fatto se avesse saputo che la sua carriera sportiva stava finendo proprio in quel momento a causa di un distintivo che aveva comunque voluto mettersi al petto) ma per rispetto, perché sapeva – sentiva – che era giusto mettersi in disparte, stare un passo indietro. Fece un piccolo gesto con la naturalezza di chi non trova nulla di speciale in quel che sta facendo, e non fece un grande gesto con la lucidità di chi, almeno per un minuto della sua vita, sa dov’è e chi è: ma noi, un noi grande qualche centinaio di milioni di persone, questa cosa non la capimmo per molto, molto tempo. Ed è per questo che la sua storia, io credo, dovrebbe indurre a qualche maggiore cautela nei giudizi, una cautela da autoimporre a noi, noi spettatori che “gesto=buono, no gesto=cattivo” senza molte altre riflessioni, senza sapere un granché di chi stiamo osservando (una cosa che definirei il beneficio del dubbio, insomma; poi ci sono i balletti un po’ tristi dei comunicati/non-comunicati, dei “se lo fanno loro lo facciamo anche noi altrimenti boh” dove più che altro c’è in gioco un po’ di buon gusto). Non so se è quel che sto vedendo, e mi spiacerebbe se fossero necessari altri venti o trenta o quaranta anni per capire che quel che stiamo osservando sullo schermo, comodamente seduti sul nostro divano, non è proprio quel che sembra (o forse sì: è proprio quello il punto).

    7 Responses to “Beau geste”

    1. Marcello Says:

      E’ quello che sto cercando di ripetere ovunque da giorni.

    2. Roberto Says:

      Salve, io sono uno operatore turistico, secondo me più che inginocchiarsi… Si deve camminare come si può.
      Alla regia c’è un ottimo regista che voi conoscete
      Lieto di servirvi…

    3. Roberto Says:

      Buonasera, Io e per tutti quelli che possono, guarderei due occhi che sembrano due pianeti….

    4. Roberto Says:

      Ciao sempre turista
      Scittore di blog sarebbe richiesto un tuo intervento….

    5. Roberto Says:

      Ti racconto la sintesi di un componente della mia famiglia:”Nonno paterno”.
      È morto all età di 74 anni nel 1982 e fumava come una ciminiera ma non beveva…
      Molti lo consideravano un soggetto atipico, però ha partecipato sia alla prima che alla seconda guerra mondiale in Africa facendo lí 5/6 anni di carcere tra le 2 guerre facendo 12 gravidanze e avendo in vita 5 figli nonostante tutto e insignito dallo Stato “Cavaliere” per gli onori che ha conseguito in guerra.
      Si è dedicato e specializzato nella costruzione di ferrovie in Sicilia e sotto le sue dipendenze ha avuto nel suo massimo splendore 1000 persone tra impiegati e operai e nonostante ci siano resti tuttora delle sue opere e morto nervoso e povero in canna…
      Io mi sono conservato la sua foto e il suo titolo di cavaliere..
      Un giorno ti racconterò la storia di sua moglie morta a 87 anni nel 2002.. Tutta bassina.. ricurva e magra che non sia faceva mancare vino a basso costo..
      Però io sono stato un bambino fortunato..
      A casa mia si comprava ogni giorno il giornale Oggi, Focus, Famiglia Cristiana, Gente Paris Macth questo non so come si scrive ma non vorrei fare un post di pubblicità..

    6. Roberto Says:

      Allora ragazzi, oggi si tifa Spagna, Italia, Inghilterra e Danimarca perché è politicamente corretto e io vi dico grazie di poter togliere da un posto imbarazzazzante per bellezza una piccola macchina che col semplice respiro di un jolly non vedrà niente…
      Questa è una promessa!
      Grazie

    7. Roberto Says:

      Roberto
      Scusa se ti rompo sempre i cabasisi…
      Anni fa avevo un blog che ammetto usava pseudonimi un pó forti… Però se non mi ricordo male parlava di una storia d amore un pó di avventura, molte disavventure e il trovamento di qualche perla…
      Ma tra scrivere dove qualcuno ha fatto qualche diciamo operazione strana qua e là.. Preferisco vivere una storia d Amore..
      Ammetto gli anni passano ed è difficile scrivere eventi e storie realmente accadute ogni giorno.. Ma avventura, disavventura storia… Preferisco viverle che raccontarle in blog..
      Ne ho persi su internet qualcuno di importante… Parlo di blog…
      E se non ricordo male il tuo dura da 19 anni… Devi avere fisico, testa e cuore..
      Io non sono durato così a lungo e non ho resistito.. Pazienza, preferisco vivere la vita e tenere le sensazioni per me..
      Il mondo è grande e spero che una influenza coriacea non vi faccia passare la voglia di viaggiare e vivere..
      Stare sempre fermi in un luogo o dentro un confine non è nella mia indole.

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