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La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
(Gabriel Garcia Marquez)

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    13/12/2005

    Ma quando cresci?

    Filed under: — JE6 @ 12:04

    Le riflessioni e discussioni degli ultimi tempi su giovani poco rampanti, gerontocrati incollati alle poltrone e mancato ricambio delle classi dirigenti mi sono state utili a diminuire ulteriormente la già scarsa stima che nutrivo nei confronti di me stesso, membro poco attivo della moderna società italiana.
    Mi hanno molto aiutato, in questa distruzione dell’ego, due persone.
    La prima è Ivan Scalfarotto, con il commento lasciato da queste parti e con una mail privata, cordiale e serena come mi pare sia lui, ma netta nei contenuti; dice Ivan: se non ci facciamo avanti (e non siamo disposti a pagare gli eventuali prezzi collegati) mai e poi mai avremo la possibilità come generazione di lasciare una traccia in questo paese. Dagli torto, ecco.
    La seconda persona è Mucho Maas, che mi ha ritratto con poche precise parole, alle quali vi rimando (lontano dagli occhi, lontano dal cuore).
    Detto questo, una vogliuzza di staccarmi dal divano mi è venuta. Ma, e non la si prenda come una scusa, ammetto di avere poche e confuse idee sul “come” e sul “con chi”. Insomma, se avete suggerimenti, fate pure.
    Ivan Scalfarotto, Il blog del lotto 49

    09/12/2005

    La meglio gioventù (again)

    Filed under: — JE6 @ 13:05

    Se non esistessero, i commentatori bisognerebbe inventarli. Cito quindi Marco Schwarz, nei commenti a questo post di Massimo Mantellini:
    “il problema IMO è quello dei meccanismi di cambiamento della classe dirigente e dell’assenza di vasi comunicanti tra classe dirigente e resto della società, non dello svecchiamento in quanto tale.
    Forse il problema vero non è la difficoltà ad essere classe dirigente a 35 anni, ma il fatto che a 20 anni sai già (guardando soprattutto le tue amicizie) se farai parte o no della classe dirigente, ed è un verdetto che molto probabilmente varrà per tutta la tua vita, indipendentemente da quello che (non) farai.
    In un sistema così ingessato, è chiaro che si crea un meccanismo di ‘lista di attesa’ per cui prima di ricoprire posizioni di rilievo sei over 50.
    A mio avviso una dinamica del genere si rompe non tanto (non solo) promuovendo l’ingresso di giovani *in quanto giovani* nella classe dirigente, ma favorendo persone che, indipendentemente dalla loro età, hanno dimostrato di saper fare le cose e che nonostante questo sono rimaste ai margini del giro che conta
    “.
    Se me lo dicevi prima, Manteblog

    08/12/2005

    La meglio gioventù (reprise)

    Filed under: — JE6 @ 16:38

    Luca risponde, con un lungo e argomentato post, a quanto scritto qui sotto qualche giorno fa, in tema di età e rinnovamento della classe dirigente italiana.
    Senza avere alcuna capacità di preveggenza, e senza nemmeno tacciare Luca di prevedibilità, dirò che mi attendevo tutte le obiezioni che mi vengono mosse: per il semplice motivo che alcune tra loro sono le stesse che farei io al mio ragionamento. Però.
    Luca scrive, riferendosi al sottoscritto: “Non credo che si trovi nessuno che possa obiettare al suo argomento: mentre si trovano moltissimi che il suo argomento lo usano strumentalmente e in cattiva fede per opporre resistenza a qualsiasi rinnovamento“. Bene: allora, il problema non sta nel contenuto del ragionamento in sè (che era “quello che conta è la capacità delle persone, non la loro età“), ma nel fatto che esso viene usato per difendere rendite di posizione piuttosto palesi, e quindi per continuare una distorsione che porta un italiano medio a nascere, crescere, diventare adulto e andare in pensione avendo costantemente Giulio Andreotti come compagno di strada.
    In altre parole, Luca mi fa notare che sostengo una tesi giusta in termini di principio, ma che, ciò nonostante, questa va forzata perchè rischia di rafforzare uno stato di cose non più sopportabile.
    Sarà. Io, però, continuo a pensare che intelligenza, preparazione e sintonia con il mondo non sono prerogativa dell’età: nè di quella avanzata, nè della gioventù (per inciso: estremizzando il ragionamento di Luca, ogni ventenne avrebbe diritto a guardare a gente come me e lui sbuffando di impazienza e roteando gli occhi, considerandoci come due insopportabili barbogi). A me andrebbe benissimo essere governato da un quarant(acinqu)enne, figuriamoci: purchè mi possa fidare di lui e mi possa riconoscere nella sua visione del mondo. Ora, sarò miope, o disattento, ma di gente di questo tipo, in giro ne vedo poca. Alla fine, i nomi sono sempre gli stessi: Enrico Letta, Matteo Arpe, Annamaria Artoni, Giuliano da Empoli e altri cinque o sei. Questa la si può definire una classe dirigente? Io ho parecchi dubbi, perchè una classe dirigente deve essere composta da centinaia, migliaia di persone capaci – appunto – di dirigere. Se penso al mondo che frequento tutti i giorni per motivi di lavoro, devo onestamente – e con rammarico – dire che il passaggio dai sessantenni ai quarantenni ci porterebbe come unico reale beneficio quello di vedere qualche faccia nuova al telegiornale. E questo non farebbe altro che dare il colpo di grazia alla credibilità, già non elevatissima, della mia generazione; spiace dirlo, ma se è vero che in molti si sono impegnati per non farci sedere al tavolo, è anche vero che quando ne abbiamo avuto la possibilità ci siamo giocati male le nostre carte. Trovatemi qualcuno che sappia mettere giù una scala reale per questo strambo paese, giuro che della sua carta d’identità non me ne frega nulla.
    Wittgenstein

    06/12/2005

    Esse punto

    Filed under: — JE6 @ 16:25

    Da un po’ di tempo mi sto adeguando ad un uso del quale ho trovato traccia solo nella cosiddetta blogosfera: firmare le mail con la sola iniziale (puntata) del nome. Il bello è che non so perchè lo faccio.

    La meglio gioventù?

    Filed under: — JE6 @ 09:50

    Le sempre più frequenti prese di posizione sulla gerontocrazia imperante nel nostro paese sono tutte, in generale, buone e giuste. Ma mi pare che siano tutte viziate dallo stesso difetto: danno per scontato che “giovane è buono-bravo-bello”. E qui, qualche dubbio credo sia lecito averlo. Non vorrei che l’ingessamento della nostra società, e della nostra classe dirigente in particolare, venisse sostituito dal cambiamento e dal ringiovanimento a tutti i costi: perchè in fondo, quello che conta è la capacità delle persone, non la loro età. Insomma, la situazione che viviamo oggi è certamente patologica: ma cambiare una malattia con un’altra non significa guarire.

    21/11/2005

    Dopo il bip

    Filed under: — JE6 @ 14:02

    Oggi ho ricevuto questa “automated response” a un’e-mail: Salve, sono fuori ufficio. Mandate un sms oppure lasciate un messaggio in segreteria. Grazie!

    17/11/2005

    La luna e i falò

    Filed under: — JE6 @ 14:09

    A quanto pare, in una notte francese qualunque vengono incendiate poco meno di cento vetture.
    Repubblica.it

    16/11/2005

    Bollicine

    Filed under: — JE6 @ 09:47

    Immagino, data la mia passione per le bevande del Gruppo, di non essere quel che si dice un osservatore imparziale.
    Ma faccio fatica a non essere d’accordo con il sindaco di Torino, quando dice (a proposito dell’ordine del giorno approvato dal consiglio comunale, che chiede di boicottare la Coca-Cola, togliendo lattine e bottigliette dai distributori automatici presenti negli edifici comunali) che l’infantilismo è una malattia senile del comunismo. Mi piacerebbe sapere se i due proponenti, che immagino essere torinesi, hanno mai boicottato la Fiat, noto modello di gestione delle relazioni sindacali.
    Flickr, Repubblica.it

    15/11/2005

    Il vecchio e il male

    Filed under: — JE6 @ 10:38

    Io, francamente, mi chiedo se la scelta di 3 di usare Giulio Andreotti come suo testimonial sia una grande idea.

    10/11/2005

    Kiss me (Licia)

    Filed under: — JE6 @ 21:49

    Un bacio è un apostrofo rosa tra le parole “firmare” e “ordine”. E così, in ufficio si giustifica tutto. O no?
    Questo post è il frutto di un fallito tentativo di sexual harassment nei confronti di un’avvenente bloggeuse, dai rigidi principi etici.
    Update: l’avvenente bloggeuse si vendica da par suo.