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La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
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    02/03/2005

    Recita la poesia, bimbo

    Filed under: — JE6 @ 09:15

    Il bambino sale sul vagone della metropolitana, in mano il classico bicchiere preso in un qualsiasi McDonald’s.
    Si appoggia al reggimano, e non appena si chiudono le porte, inizia la sua cantilena. Siniora e siniori, bongiorno. Poi si ferma, perchè è piccolo ma non incoscente, e sa che sono le cinque del pomeriggio. Allora, con una faccina sporca, imbarazzata e quasi dispiaciuta, riprende dall’inizio: Siniora e siniori, bonasera, sono bambino di familia povera. Questa volta, la filastrocca che i nostri figli recitano solo a Natale e che a lui, invece, tocca cento volte ogni giorno, gli riesce bene. Sembra persino soddisfatto, anche se è solo e non ha un padre, una madre, uno zio a dirgli bravo.
    I bambini sono tutti uguali, mi viene da pensare. E ce ne sono troppi che non meritano la vita che gli adulti gli fanno fare.

    3 Responses to “Recita la poesia, bimbo”

    1. Gilgamesh Says:

      Sir, a Napoli in Piazza Bellini, al caffè letterario Intra Moenia, mentre Mistràl ed io, in compagnia di Herr und Frau Effe, Mullah/Omar e Ma(nuela)Ardin(go),MassimoSDC e l’amico Davide, Riccionascosto, Pros e UntitledIo (assenti ingiustificati HotelMessico, Strelnik e Monia) sorseggiavamo l’aperitivo e gustavamo ottimi Havana leggeri munificamente offerti da Herr Effe, sono passati prima la madre, che ha ricevuto 1 euro da ciascuno dei presenti, poi penso il padre o il cognato (troppo adulto, ben pasciuto e troppo ravvicinato, manco una moneta) quindi il figlio minore (qualche moneta da Effe) poi quello mediano (qualche moneta da me, non ho resistito al sorriso da impunito) e infine quando già c’eravamo alzati per andar via c’ha rincorso il figlio maggiore. Tutti di etnia Sinthi, dai tratti somatici e dal dialetto – se ho indovinato, ma potrei sbagliarmi, parlavano poco tra loro e con noi un partenopeo quasi perfetto.
      Il bello è che poi c’han preceduto al banchetto delle sfogliatelle e col raccolto han fatto provvista di dolci per tutta la famiglia. Abbiam sorriso e sperato in una divisione equa.

      Concordo con lei in pieno circa la chiusa: son troppi, e ogni bambino avrebbe diritto all’infanzia, ovunque e comunque nato.

    2. Viridian Says:

      .

    3. pier Says:

      in questo frangente quello che viene in mente subito…e’ rabbia….perche’ un bambino deve fare quelle cose??poi penso a mia figlia…8 anni, ma avrebbe mai il coraggio di farlo??forse si, ma con lo spirito di fare una bravata…non con la convinzione che prendera’ due sberle se no narriva al monimo che si aspettano i suoi”genitori”(???) genitori…ma come si puo’ chiamarli cosi…capisco la mancanza di lavoro…ma se ne ho veramente bisogno io vado a lavare cessi….onestamente edi lavoro ne trovo…comunque…afflay…
      pier

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