Petali di rose
Nel piccolo paese della Sardegna dove sono nati i miei genitori, si usa accogliere gli sposi che escono dalla chiesa rompendo per terra dei piatti, sui quali si gettano grandi quantità di petali di rosa.
Mi è sempre sembrata una bella cosa, nonchè uno splendido augurio, far camminare due persone felici su un tappeto di fiori.
Così, seppure con un filo di ritardo e in modo solamente virtuale, anch’io rompo un piatto e getto petali davanti a Mistral e Gilgamesh: Amore e tùssi non si podiri cuai.
March 15th, 2005 at 11:48
qualunque cosa significhi, m’accodo
March 15th, 2005 at 13:58
L’amore e la tosse non si possono nascondere, caro Herr (si fidi, anche se non è la lingua del Goceano che io dovrei padroneggiare).
March 15th, 2005 at 15:38
Per la tosse, peraltro, a volte basta un aereosol.
March 15th, 2005 at 20:44
Sir, auguri graditissimi e per nulla in ritardo, dal nostro punto di vista. E l’immagine ci piace tanto.
Un’altra usanza, nei paesi dell’interno della nostra amata Sardegna, è che la madre della sposa offra un piatto colmo di chicchi e spighe agli sposi, simbolo e augurio di prosperità, e poi rompa il piatto sulla soglia.
A bos menzus bidere (niente faccina in segno di rispetto)
Mistral+Gilgamesh+prole(in arrivo tra sei mesi circa)
March 16th, 2005 at 15:07
Ussignur, avevo capito del matrimonio, ma questa della prole è una sorpresa… baci vieppiù, allora: adoro i matrimoni riparatori!
March 16th, 2005 at 18:42
Beh, no, riparatore no, è che abbiamo fatto la fuitina..