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La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
(Gabriel Garcia Marquez)

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    10/09/2007

    Old-fashioned

    Filed under: — JE6 @ 09:50

    La situazione è questa, che tra Beppe Grillo e il Parlamento (anche quello pieno di inquisiti e financo di condannati, sì), il titolare qui si schiera con il Parlamento.

    Ottimizzare gli investimenti

    Filed under: — JE6 @ 08:08

    Ieri, bazzicando per la Riviera di Ponente, ho trovato ulteriore conferma della particolare abilità dei liguri nella gestione dei denari: hanno preparato il prototipo di un paese (simulacro di spiaggia, passeggiata sul mare, una manciata di parcheggi, una via lunga e stretta costellata di panetterie e agenzie immobiliari, una linea ferroviaria che mostra la faccia oscura della luna) e lo hanno replicato per trenta o quaranta volte. Massimo risultato con il minimo sforzo, chapeau.

    08/09/2007

    Minimi sistemi

    Filed under: — JE6 @ 15:45

    Oggi, nel microcosmo del titolare qui, non è successo alcunchè di notevole. Si spera altrettanto per voi.

    07/09/2007

    Arrivederci, speriamo

    Filed under: — JE6 @ 12:55

    Il Diario della settimanainterrompe le pubblicazioni, e dispiace un po’. Tra i motivi che portano alla chiusura vengono citati anche i blog, e in generale le opportunità di trovare informazione affidabile in modo rapido ed economico, ma si tratta di un’osservazione che pare scritta con un mezzo sorriso sulla bocca, quasi a dire “noi ci smeniamo, ma che questo succeda è solo un bene”. La considerazione sul mercato pubblicitario italiano è ugualmente sobria, ma ben più amara: vorremmo tutti vivere in un mondo migliore, ma questo è quello che ci tocca.
    Il Diario della settimana

    La razza di partenza

    Filed under: — JE6 @ 08:47

    Io di sicuro non sono in grado di valutare le doti artistiche di Luciano Pavarotti (se non con il metro del “mi piace, non mi piace”: no, non mi piaceva, ma in genere non mi piace la lirica). Però mi sento di sottoscrivere le prime righe di questo post di Sasaki, che – per quanto mi riguarda – non tolgono il dovuto rispetto nei confronti della morte e del dolore che questa porta:
    Con la morte di Luciano Pavarotti se ne va un pezzettino di una Italia che esiste solamente nella testa di quelli che vivono fuori dai confini del bel paese. E’ una nazione, quella, fatta di pizza, mammà (con l’accento: se possibile lo trovo ancora più fastidioso), furbizia, belcanto, vado-in-vacanza-a-Milano-vicino-a-Napoli. Adesso restano la signora Fracci, Laura Pausini, Eros Ramazzotti, quell’altro pacco mostruoso di Andrea Bocelli e pochi altri. E’ la razza di partenza, poi c’è il gene-valentino-rossi (il dottore) ma quello è già un altro tipo di italiano famoso all’estero. Divertente notare che entrambe le specie hanno in comune l’innata capacità di farsi belli ed essere idolatrati in un Paese per il quale non fanno nulla: nemmeno contribuire e/o sottostare all’erario pubblico.
    Sasaki Fujika

    06/09/2007

    La forma delle cose

    Filed under: — JE6 @ 12:27

    So che Gianluca ha ragione, quando scrive “mi chiedevo se il concetto di template abbia ancora senso: tra quelli che leggono su aggregatore, via mail, o addirittura via Facebook, il controllo della forma è già perduto, la sostanza è tutto ciò che importa, la forma migliore di usabilità non la decidi più tu, ma il tuo lettore“. Questa è la realtà. Però, sono sincero: a me questa storia che la forma di una cosa mia non la decido io mi infastidisce un po’, se non altro perchè nella scelta della forma io provo (ho provato) a dire qualcosa di me stesso. Non mi spingo oltre, anche se mi viene da chiedermi se la grande smania di collaboratività, di comunità che si è impossessata di (quasi) tutti noi non ci abbia preso troppo la mano, togliendoci – insieme alla boria – anche un po’ di senso di responsabilità: mi chiedo perchè devono essere gli spettatori a decidere la scaletta di un concerto o il finale di una serie tv, tanto per fare due esempi piccoli ma non credo poco significativi. Poi, certo, anche a me fa comodo che questo blog possa essere letto via rss – ma quanto mi piacerebbe che tutti gli aggregatori lo ripresentassero così come davvero è, con le sue parole e le sue immagini.
    [mini]marketing

    Repetita juvant?

    Filed under: — JE6 @ 08:04

    Per indole tendo a dare almeno una seconda opportunità a chi fallisce la prima. Ieri, leggendo la letterina di Trenitalia che si scusava per il ritardo di un centinaio di minuti che aveva fatto sopportare a me e al mio giovane compagno di viaggio al ritorno da Roma e che mi comunicava la concessione di un rimborso di poco più di venticinque euro ero esattamente in questa benevola disposizione d’animo: chi non sbaglia mai nella sua vita? Io no di sicuro, posso pretenderlo dagli altri, persone o aziende che siano? E’ che poi ho capito che il rimborso consisteva in un buono per l’acquisto di un altro biglietto ferroviario [1] da eseguirsi tassativamente entro sei mesi, e mi sono anche ricordato di aver letto questo articolo sui ritardi accumulati dai treni italiani nel mese di giugno (118 giorni in totale, ed è un dato che sfida la nostra concezione di spazio e di tempo, con ogni evidenza), e mi sono seriamente chiesto se Trenitalia meritasse davvero una nuova, cieca, incosciente manifestazione di fiducia.
    The Blog Lies Down On Broadway, Corriere.it

    [1] La ciliegina sulla torta è che il biglietto acquistato usando il coupon di rimborso non potrà a sua volta essere soggetto ad un secondo rimborso, anche qualora il treno subisse il solito ritardo biblico.

    05/09/2007

    Man of our times

    Filed under: — JE6 @ 12:53

    Privatamente, sono stato da poco definito “rinascimentale“; il che, rispetto a “giurassico” o “medievale“, rappresenta un deciso passo avanti nel mio percorso per portarmi al pari con i tempi.

    Effetti collaterali

    Filed under: — JE6 @ 12:20

    Premesso che tutto farei tranne che vantarmi, qualora venisse dimostrato che il DNA della persona corta fosse pesantemente influenzato dal mio, suppongo che la decifrazione del genoma individuale funzionerà ottimamente come detonatore di microconflitti generazionali – tutta roba di cui si sentiva un gran bisogno, insomma [1].
    Corriere.it

    [1] La prevenzione delle malattie, lo so – non siate sempre così seriosi, chè basto già io.

    Il passo del gambero

    Filed under: — JE6 @ 09:17

    Che la scuola italiana fosse ancor più andata in vacca da quando l’avevo lasciata mi era abbastanza chiaro, ma non credevo che lo studio di grammatica e aritmetica fosse andato in disuso. Non si finisce mai di imparare (lo so, i doppi sensi si sprecano).
    Repubblica.it