< City Lights. Kerouac Street, San Francisco.
Siediti e leggi un libro

     

Home
Dichiarazione d'intenti
La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
(Gabriel Garcia Marquez)

Talk to me: e-mail

  • Blogroll

  • Download


    "Greetings from"

    NEW!
    Scarica "My Own Private Milano"


    "On The Blog"

    "5 birilli"

    "Post sotto l'albero 2003"

    "Post sotto l'albero 2004"

    "Post sotto l'albero 2005"

    "Post sotto l'albero 2006"

    "Post sotto l'albero 2007"

    "Post sotto l'albero 2008"

    "Post sotto l'albero 2009"

    "Post sotto l'albero 2010"


    scarica Acrobat Reader

    NEW: versioni ebook e mobile!
    Scarica "Post sotto l'albero 2009 versione epub"

    Scarica "Post sotto l'albero 2009 versione mobi"

    Scarica "Post sotto l'albero 2010 versione epub"

    Scarica "Post sotto l'albero 2010 versione mobi"

    Un po' di Copyright Creative Commons License
    Scritti sotto tutela dalla Creative Commons License.

  • Archives:
  • Ultimi Post

  • Call the call a call
  • Dopo l’incidente
  • Play around it
  • Generale la guerra è finita
  • Dove è un lusso la fortuna c’è bisogno della luna
  • Esperienza
  • Guardando gli spettatori
  • Appena
  • Aspettando
  • La fine di un giorno
  • November 2007
    M T W T F S S
     1234
    567891011
    12131415161718
    19202122232425
    2627282930  

     

    Powered by

  • Meta:
  • concept by
    luca-vs-webdesign (contact)
     

     

    22/11/2007

    Buone notizie

    Filed under: — JE6 @ 09:15

    Nella veloce scorsa che ho potuto dare a Repubblica, ieri, mi sono balzate all’occhio due notizie che reputo notevoli e che invece non mi pare abbiano avuto grande spazio – a partire dallo stesso giornale sopracitato.
    La prima è che a Baghdad si sta un po’ meglio, o un po’ meno peggio; non entro nei dettagli, l’articolo prende una pagina ed è la riduzione di un articolo più lungo del New York Times, ma il succo è quello: meno morti, un pochino più di normalità.
    La seconda è che due gruppi di ricercatori hanno trovato il modo per creare cellule staminali come quelle embrionali (pluripotenti, mi pare che si chiamino), senza però dover usare gli embrioni.
    Ora, sono entrambe buone notizie, credo che su questo ci possiamo trovare d’accordo. Rispetto alle quali però in molti storcono comunque il naso, perchè nell’irrefrenabile desiderio di contestualizzare e catalogare (politicamente, socialmente, economicamente) tutto e tutti queste notizie sembrano dare ragione agli “altri”: a Bush, ai neocon, a Giuliano Ferrara, al cardinal Ruini – ci siamo capiti.
    Ci casco anch’io. Quando ho letto che i morti giornalieri di Baghdad sono passati da 35 a 5, il primo pensiero che ho avuto è stato “beh, cazzo, hai detto poco: cinque morti al giorno”. Mi sono un po’ vergognato di me stesso. Il fatto è che il miglioramento della situazione nella capitale irachena e la scoperta dei ricercatori sono buone notizie in sè che non necessariamente danno ragione a idee, politiche e visioni del mondo che ritengo sbagliate. Sono altro, e dovrei diventare capace di rendermene conto – sempre – e perciò di godermele per quello che sono: buone notizie, appunto.

    9 Responses to “Buone notizie”

    1. Francesca Says:

      Bello questo post complimenti, ci sono arrivato per caso dal link di Wittgenstein ma devo dire che non è stato tempo perso come ormai capita per il 98% dei casi nella lettura dei blog italiani. Qui si ragiona, e davvero non è poco
      Franci

    2. camillo Says:

      Appunto. Ecco perchè, alla fine, un’occhiata a Camilloblog bisogna sempre dargliela…

    3. JB Says:

      il pregio di un cuore equilibrato.

    4. vic Says:

      Non mi sembrano notizie buone: mi sembrano notizie meno cattive, senza il bisogno di vergognarsi.
      Perché cinque morti al giorno sono sempre tanti, e non sono una condizione ineluttabile: per quei cinque le notizie continuano ad essere cattive.
      Perché la ricerca sulle staminali è stata zavorrata da visioni etiche che non condivido, e se pure ripartisse in quarta grazie all’ultima scoperta, ho visto coi miei occhi cosa significa ogni giorno perso nella vita di una persona paralizzata dalla SLA.

    5. paolo Says:

      complimenti al tuo modo di vedere la vita e le cose.
      guardare le cose in faccia e non per l’idea che abbiamo di loro è un traguardo veramente comune.
      p.s. anch’io son venuto qui da sofri. e leggo entrambi: witt e camillo.
      bye

    6. Dario Salvelli Says:

      Si c’è sempre la tendenza nel non approfondire queste notizie,magari più buone e positive,come nei Telegiornali e nella vita quotidiana di tutti noi: “uh sai è morto quello,quest’altro c’ha le corna” e via dicendo.
      Per questo preferisco leggere online,posso selezionare io cosa approfondire e sia considerato come cattiva o meno cattiva notizia. Sono quindi d’accordo con te.

    7. christian Says:

      Vic un tempo era un uomo saggio, ora invece dice che è una notizia “meno cattiva” la più importante, se sarà confermata, scoperta scientifica degli ultimi anni. Un uomo saggio non può scrivere, nemmeno sotto stupefacenti, che aver trovato un modo di creare staminali pluripotenti senza distruggere un embrione sia “una notizia meno cattiva”.

    8. vic Says:

      Nella mia immutata saggezza e lucidità (il massimo di psicotropo che mi sono calato in vita mia è l’Aspirina C effervescente), e con una certa rassegnazione di fondo, provo a ribattere.

      Per me la notizia buona sarebbe stata che fin dall’inizio non si fossero fatte strumentali battaglie di principio sugli embrioni sovrannumerari a tutto discapito delle speranze di persone vive e molto, ma molto, sofferenti. Pure se oggi tutti questi baluardi dell’etica una tantum si ravvedessero, non sarebbe una buona notizia: il tempo perso è perso. Mettiti nei panni, nelle scarpe come dicono da te, nel corpo di uno a cui ogni giorno che passa si muove un muscolo in meno. Come sono le notizie viste da là?

      Ma senza farla lunga: sottoscrivo il post di Squonk parola per parola, con la sola eccezione del fatto che non riesco a vergognarmi dell'”irrefrenabile desiderio di contestualizzare”. Contestualizzare mi sembra anzi doveroso.
      E mica per timore che si dia “ragione a idee, politiche e visioni del mondo che ritengo sbagliate”, ma perché chi queste idee, politiche eccetera ha sostenuto è stato anche in condizione di imporle, sulla pelle di molti. Il bilancio rimane purtroppo negativo, con tutte le notizie buone o meno cattive che dir si voglia: ben vengano, ma proprio mi riesce difficile godermele, in questo contesto.

    9. christian Says:

      Posso essere d’accordo sul ragionamento – e come sai sono d’accordo avendolo scritto anche sul mio giornale che come è noto ha una posizione diversa – ma ritengo comunque incredibile mettersi a spaccare il capello in quattro, credo si dica così dalle tue parti, di fronte a una notizia clamorosa come questa. Poi, se vogliamo contestualizzare, contestualizziamo bene. Nell’America fanatica e religiosa di Bush non c’è stato alcun divieto sulle linee embrionali sovrannumerarie già esistenti al momento della sua legge del (mi pare) 2003. Su questi embrioni, sufficienti a sperimentare per alcuni decenni, la ricerca è continuata anche con soldi federali. E, inoltre, non c’è stato alcun divieto di usare fondi privati (industrie farmaceutiche) e pubblici (3 miliardi di dollari solo in California) sulla ricerca embrionale. Al netto del pregiudizio anti Bush, in America e quindi nel mondo non c’è stata alcuna perdita di tempo, malgrado il NYT, Repubblica e Marco Cappato dicano il contrario. La legge 40 è diversa, lo so. Ma francamente, in mancanza, tu ti saresti aspettato la scoperta di un medicinale per curare la distrofia muscolare dalla ricerca scientifica del Caldarelli di Napoli?

    Leave a Reply