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La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
(Gabriel Garcia Marquez)

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    08/12/2009

    120 DF FM (è tanto che aspetti?)

    Filed under: — JE6 @ 17:36

    Un giorno qualcuno ha deciso che i termini di pagamento delle fatture potevano essere spostati a proprio piacimento, sempre più lontani in un futuro remoto e indefinito. Chi sia stato non lo so – la Fiat, i complottisti giudoplutocattomassoni, il Ministero delle Finanze – ma di certo qualcuno ha iniziato. E gli altri sono andati al seguito, magari rilanciando: avevamo concordato 30 e tu hai spostato a 60? Facciamo che io rimando tutto a 90 e non se ne parli più (in attesa dei 120 e multipli di 30 che ognuno può facilmente calcolare). Tutti impegnati a mostrarsi più furbi – o meno stupidi – degli altri, tutti presi nella gara a chi ce l’ha più lungo (il termine di pagamento). C’era una regola? Chissenefrega, i record sono fatti per essere battuti, le regole per essere violate, o almeno modificate a proprio piacimento. La cosa che mi è sempre sfuggita di questo modo di fare e pensare è il cui prodest, insieme alla sua pervasività: è uno dei paradigmi dell’italianità, la furbizia miope, la coltivazione del proprio interesse a discapito di quello altrui senza considerare che tutto si trasforma – presto o tardi – in un gigantesco boomerang. Che è la stessa storia, a pensarci bene, del fissare appuntamenti con le persone e non rispettarli: ti dico che ti chiamo alle nove e poi lo faccio alle undici, il minimo che possa capitare è che tu restituisca il favore e mi lasci ad aspettare sul marciapiede mentre stai ancora cercando le scarpe giuste e così via, avanti, in un infinito perverso meccanismo di mancanza di rispetto e spreco di tempo. A volte mi chiedo se non siamo tutti così stupidi da non saper nemmeno essere sanamente egoisti: il problema è che conosco la risposta.

    05/12/2009

    Così mi guardi mentre dormo

    Filed under: — JE6 @ 14:37

    Papi.
    Dimmi, cosa c’è?
    Non riesco a dormire.
    Lo vedo. Dammi la mano. Vuoi che ti racconti una storia?
    Sì.
    Però lo sai che non so raccontare le favole. Ti va bene quella della Luna?
    Sì, mi piace tanto.
    Va bene. Allora, era una sera di luglio…
    (…)
    … e li riportarono a terra, dove tutti li accolsero come eroi perché avevano fatto una cosa grandissima, una cosa che nessuno prima aveva mai fatto.
    Grazie. Adesso tu cosa fai?
    Finisco un lavoro, sono di là nello studio. Tu adesso chiudi gli occhi, però.
    Sì.
    Buonanotte, piccolina.
    Ciao.
    (…)
    Papi.
    Sì, dimmi.
    Dopo, quando finisci di lavorare, vai a vedere la televisione?
    Penso di sì.
    Prima di andare, torni qui? Così mi guardi mentre dormo.
    Sì. Sì, torno qui. Buonanotte.

    04/12/2009

    Basire, sgranare gli occhi, non trovare le parole

    Filed under: — JE6 @ 17:05

    Vittorio Feltri è uno di quelli che la miglior difesa è l’attacco, uno di quelli che portano la sfrontatezza a livelli talmente elevati da non poter nemmeno essere commentati – leggi una cosa come quella che ha scritto oggi, la nonchalance con la quale ammette sorridendo di aver scritto una cospicua serie di falsità sul conto di Dino Boffo, dando però colpa allo stesso Boffo dei risultati prodotti dalla pubblicazione di quelle falsità e rimani ammutolito con la mandibola cascante non potendo credere non all’esistenza della disonestà – intellettuale e fattuale – bensì a tanta sua allegra ostentazione. E’ la gente come me, quella che basisce, sgrana gli occhi e non trova le parole, quella che gli consente di continuare, ed è una cosa che mi dà un enorme fastidio.
    Il Giornale

    03/12/2009

    Indispensabile

    Filed under: — JE6 @ 12:55

    “Il nostro progetto politico ed editoriale, siamo convinti, è un buon progetto. Non solo è un buon progetto, ma è indispensabile. Indispensabile alla sinistra (…) alla società.”
    “Siamo sicuri che ci seguirete anche in questa nuova avventura. Abbiamo tanto da lavorare, da camminare, da pensare. Senza arroganza e senza complessi di inferiorità.”

    No, nulla, è che se penso a Piero Sansonetti (non che mi capiti spesso, per fortuna) rimango a trastullarmi sul “ci è o ci fa”, e non so cos’è peggio.
    Gli Altri (i grassetti son miei, eh)

    02/12/2009

    Tutto a cinque euro

    Filed under: — JE6 @ 18:08

    Mi piace questo posto. Ci vengo ogni tanto, quando esco dall’ufficio e ho bisogno di fare un po’ di spesa. Non mi serve molto, abito da sola e non mi piace cucinare; ma qualcosa bisogna pur tenere in casa, e allora passo qui, in questo piccolo centro commerciale costruito in una periferia che doveva diventare zona residenziale e poi, chissà perché, è rimasto tutto come prima, con le zanzare, gli alberi poveri e qualche palazzo degli anni Sessanta. C’è sempre pochissima gente, qualche abitante del quartiere, qualcuno come me che si trova di strada, qualcuno che si ferma per sbaglio pensando di trovare bei negozi e bar luminosi per bere un Negroni. Invece la maggior parte delle serrande sono chiuse, l’ipermercato è stato sostituito da un hard discount tedesco, c’è una gelateria che vende dolci prodotti dai carcerati, la biglietteria della linea di pullman che porta le badanti avanti e indietro dall’Ucraina, un negozio di bigiotteria che vende tutto a cinque euro. Mi piace questo posto, e non so perché. O forse sì, perché una volta un pensionato gentile mi ha detto buonasera signorina, perché alla cassa del discount non devo fare la coda, perché il lungo corridoio centrale è praticamente vuoto e io sono una che da sola sta bene, ho i miei pensieri e me li curo come non ho potuto fare durante tutta la giornata, perché la filodiffusione manda sempre una musica strana, noiosa e ipnotica. A volte mi fermo qualche minuto in più, vado nell’unico bar, appoggio a terra i sacchetti della spesa e chiedo un aperitivo, sapendo che mi daranno un Crodino e una vaschetta di patatine, scambio due chiacchiere con il barista e poi riprendo i miei sacchetti e saluto e vado a casa, e non so perché ma tutto questo non mi deprime, anzi, mi viene da ridere, ma non per scherno, è che proprio qui ci sto bene e non lo so perché, ma in fondo che importanza ha, ed esco nel parcheggio semivuoto e a volte sto ancora ridendo da sola, e sono quelle sere che telefono a mia madre e non ci litigo: manca solo la luna piena in cielo, ma non si può avere proprio tutto.

    Astuto

    Filed under: — JE6 @ 15:32

    Secondo me Bersani sta mirando a ottenere il massimo risultato con il minimo sforzo, aspetta che tra Fini e il PresDelCons scoppi la bomba H e spera di raccogliere i resti con il cucchiaino. Capace pure che ci riesce, eh.