Sapori
Ci sono mattine in cui ti svegli, ed hai in bocca il sapore dolce di un bel sogno che non avresti voluto fare.
Il bello è che quel sogno non te lo ricordi neanche.
21/07/2003
20/07/2003
Consigli per combattere la noia della domenica
Riscaldate i muscoli con un paio d’ore di bicicletta.
Tornate a casa, e scoprite che le cantine del condominio (soprattutto la vostra) sono allagate.
Svuotate l’intera cantina, dando modo ad altre tre persone, che nel frattempo hanno deciso di aiutarvi, di scoprire una fotografia in formato 50×70 nella quale due deretani maschili fanno da cornice alla vostra faccia.
Saltate il pasto.
Chiamate una ditta specializzata in spurghi fognari, meglio se la più cara della provincia, e devolvete loro una cifra che vi augurate di cuore vi venga restituita in tempi brevi dall’amministratore del condominio (sì, proprio quello al quale avete negato la vostra fiducia, in occasione dell’assemblea, non più tardi di due settimane fa).
Dopo sei ore, rientrate in casa, e scoprite di aver finito l’ultima bottiglia di spuma Spumador.
Grazie a Dio, è lunedì.
18/07/2003
User-friendliness
O viandante del web, vuoi tu inviare un messaggio di posta elettronica a Mister President Bush? Sì?
Bene, o coraggioso: siediti di fronte al tuo computer. Ordina cibo e bevande, e se tu fumi (ma sappi che ciò non è cosa nè bella nè giusta) accendi pure la cicca.
Digita, con attenzione e riverenza, www.whitehouse.gov; ed ora, raccomandati ai tuoi dei: al termine di altri otto semplici passi (tra i quali rifulge la risposta alla domanda “appoggi la politica della Casa Bianca, oppure no?”) riuscirai, forse, nel tuo intento.
Mister President, una volta ricevuto il tuo messaggio, si accomoderà alla scrivania della Sala Ovale e si disporrà , in letizia di spirito, alla sua lettura. Terrà in mano un pretzel, con il quale, probabilmente, tenterà nuovamente il suicidio mediante soffocamento.
Come dici, viandante? E’ proprio ciò che gli avevi augurato nel tuo messaggio?
La radio l’ho fatta anch’io
Sarà per questo che comprerò i CD di Linus
Nel mio piccolo, ho lavorato in radio. Avevo, credo, diciassette anni, ma non ne sono tanto sicuro.
Comunque, insieme ad un amico, tutte le sante domeniche mi presentavo negli studi, un’oretta prima che iniziassero le partite del campionato. Poi, al tavolo, con il microfono davanti e la levetta per andare in onda.
I collegamenti con i campi, l’aggiornamento della schedina, i risultati cambiati in Serie B, la classifica al termine del primo tempo, la classifica finale, il prossimo turno.
E il regista, il tecnico del suono, la consolle, le comunicazioni fuori onda ed i gesti più o meno commendevoli durante la trasmissione. Per trenta domeniche di fila, che ai tempi non c’erano anticipi e posticipi.
C’erano modi più divertenti per passare la domenica pomeriggio, dite? Sì, credo anch’io. Ma non sono mai stato un brillante, che ci volete fare. So che mi piaceva, e mi piacerebbe anche salutare Paolo Giarrusso, che oggi è caporedattore di TeleNova e – in quei tempi lontani – era il conduttore del programma. Da non crederci, quanto mi sganasciavo dalle risate a lavorarci insieme.
Si invecchia, e si diventa nostalgici. Oggesù, per fortuna arriva il weekend.
17/07/2003
Blog di servizio per milanesi
L’espressione va intesa in senso letterale. Me la vedo, Tigro, con il cappello a tesa dura sul quale fa bella mostra di sè il cartellino “BlogPress” e con il blocchetto appunti in mano.
Insomma, quel che si dice un blog utile. Se posso dare un suggerimento, taglierei un po’ di testo e metterei delle pagelle. Siam sempre di fretta, maledizione.
C’è chi va, ma c’è anche chi torna
Per fortuna. B. Georg, ed anche in buona forma. Tornate a trovarlo, via.
Sfogo (amico blogger ti scrivo)
Amico mio, la giornata è stata dura. Insomma, prima XXX, e poi YYY-ZZZ, e quelli di KKK.
Non è serio, dico io. E mi creda, sono serio.
Non me ne frega niente delle giustificazioni del tipo “ognuno ha i cazzi suoi” (mi perdoni l’ardire vascorossiano), e fregnacce tipo “la vita vera sta fuori di qui”. Ma andiamo!
Quello che sto facendo in questo momento (scriverLe) non è forse vita vera? E quando posto sul blog, lo faccio forse stando dentro un cartone animato di Walt Disney?
Ridicolo.
Non ho preso il blog come un lavoro – non lo farei finchè non fossi pagato, almeno: tengo famiglia – ma, forse stupidamente, mi pare di avere una sorta di impegno nei confronti di coloro che tutti i giorni vengono a leggermi.
Invece, ecco qua: il blog come hobby. Oggi costruisco le barchette in balsa, domani copio i Girasoli di Van Gogh, dopodomani mi dedico al biliardo, e in culo tutto il resto.
Boh (il grande boh, per citare un altro profeta dei nostri tempi bui).
L’amico che ha ricevuto questo messaggio, ieri pomeriggio, esiste davvero. Spero che non se ne abbia a male se l’ho pubblicato. Non credo, chè è persona di spirito.
16/07/2003
Facce di successo
Se vuoi essere un calciatore di successo, non è fondamentale che tu sappia dare pedate appropriate ad un pallone, ma devi essere capace di darti lo smalto alle unghie ed imporre ad Armani di farti la giacca su misura.
Se vuoi essere una cantante di successo, non è necessario che tu sappia scalare le ottave con la tua voce, ma devi strizzarti per bene le tette e comunicare urbi et orbi che non sei più vergine.
Se vuoi essere un giornalista di successo, non è così importante che tu sappia e voglia dare informazione indipendente, ma devi saperti ossigenare con cura i capelli.
Se vuoi essere uno scrittore di successo, non è indispensabile che tu sia in grado di raccontare belle storie tenendo legati i lettori alle pagine dei tuoi libri, ma devi essere capace di indossare una camicia bianca con le maniche rimboccate fin sopra il gomito, e senza che si veda una sola piega che rovini la stiratura.
Insomma, si ammetterà che la vita del blogger è meno eccitante, ma – se non altro – non richiede grandi investimenti in make-up.
15/07/2003
Fatti (veri) e parole (false)
Ivan Preston è un nome che dice poco o nulla alle grandi masse. Eppure, milioni di consumatori americani gli sono inconsapevoli debitori di una battaglia che da anni cerca di metterli al riparo da alcuni “trucchi†della comunicazione pubblicitaria.
Preston è professore di pubblicità presso l’Università del Wisconsin. Uno dei principali oggetti della sua attività è ciò che gli americani definiscono “pufferyâ€: letteralmente, “lode esagerata, gonfiaturaâ€. Preston affrontò per la prima volta il tema nel 1970, quando lesse, in un libro di diritto, che un’azienda che vanta una caratteristica che non possiede, non può essere accusata di compiere una azione illegale, benchè dichiari il falso.
Chi viene accusato di fare pubblicità ingannevole perchè ha sostenuto di essere “il miglioreâ€, può difendersi dicendo che si trattava di mera vanagloria. Se il giudice concorda, ritenendo che il consumatore fosse consapevole di questo tentativo di “spararla grossaâ€, l’azienda è assolta. Il punto è che molta pubblicità , benchè non tecnicamente falsa nel corrente senso legale del termine, non è nemmeno veritiera.
Preston ha investito 33 anni, due libri ed un notevole numero di articoli per criticare duramente questo metodo di comunicazione. Nel 1995, gli studiosi che stavano rivedendo lo Uniform Commercial Code proposero di rendere obbligatoria la sostituzione di slogan generici con dati certi e dimostrabili. Ma oggi, il codice che l’American Law Institute sta per approvare, mantiene immutate le regole sulla pubblicità ingannevole: e così, quello che avrebbe potuto essere il più folgorante successo della carriera di Ivan Preston (ed una grande vittoria dei consumatori USA), sta per trasformarsi nella sua più bruciante sconfitta.