< City Lights. Kerouac Street, San Francisco.
Siediti e leggi un libro

     

Home
Dichiarazione d'intenti
La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
(Gabriel Garcia Marquez)

Talk to me: e-mail

  • Blogroll

  • Download


    "Greetings from"

    NEW!
    Scarica "My Own Private Milano"


    "On The Blog"

    "5 birilli"

    "Post sotto l'albero 2003"

    "Post sotto l'albero 2004"

    "Post sotto l'albero 2005"

    "Post sotto l'albero 2006"

    "Post sotto l'albero 2007"

    "Post sotto l'albero 2008"

    "Post sotto l'albero 2009"

    "Post sotto l'albero 2010"


    scarica Acrobat Reader

    NEW: versioni ebook e mobile!
    Scarica "Post sotto l'albero 2009 versione epub"

    Scarica "Post sotto l'albero 2009 versione mobi"

    Scarica "Post sotto l'albero 2010 versione epub"

    Scarica "Post sotto l'albero 2010 versione mobi"

    Un po' di Copyright Creative Commons License
    Scritti sotto tutela dalla Creative Commons License.

  • Archives:
  • Ultimi Post

  • Per saperne di più
  • All’inizio del mondo
  • “What’s up, fellas”
  • Bronci
  • Conoscerete la nostra velocità
  • Dormi, dormi
  • Mare mosso senza onde
  • Uno dei giorni
  • “Al Corvetto”
  • Dare casa alle cose
  • October 2004
    M T W T F S S
     123
    45678910
    11121314151617
    18192021222324
    25262728293031

     

    Powered by

  • Meta:
  • concept by
    luca-vs-webdesign (contact)
     

     

    17/10/2004

    Greetings from New Orleans: 4 – Rejoicing

    Filed under: — JE6 @ 22:43

    Se c’e’ una cosa che non manca mai, in questa citta’, e’ la musica.
    In ogni negozio, per strada, nei vicoli, davanti alle chiese, in riva al fiume. Blues, zydeco, jazz; e tutta roba allegra, poi. Per capirci, il jazz di New Orleans e’ quello degli anni Dieci e Venti, clarinetti a pioggia, ritmo, ti vedi davanti agli occhi le ballerine dei locali dell’epoca, altro che il jazz freddo che ti obbliga a “capire” (come Bjork, insomma). E’ una cosa fantastica, sul serio. Cammini in Bourbon Street – si’, quella del daiquiri e delle puttane che tirano collane dalle balconate dei locali – e ti vorresti fermare in ogni posto, a sentire per la millesima volta Mustang Sally, anche se ormai sei sveglio da venticinque ore ed hai accumulato piu’ ritardi in questo viaggio che un pendolare delle Nord in un mese.
    E ti capita di uscire dal cimitero ed entrare al Louis Armstrong Park, dove c’e’ un festival di gospel, e di sederti a sentire un gruppo di ragazzini, i piu’ piccoli avranno quattro anni, e di farti quasi venire le lacrime agli occhi ascoltando questo ragazzo che avra’ quindici anni cantare come, come non lo so, ma in un modo splendido (e poi mi dicono Giorgia, o Elisa, ma lasciamo perdere), e il batterista che e’ tutto uno spettacolo di controtempi, di entrate a sorpresa, e fai fatica a vederlo perche’ avra’ dieci o undici anni ed i tamburi lo sovrastano, ma lui domina la musica. E ti capita di spostarti di duecento metri, viaggiando in un’area di sovrapposizione di note, di Jesus loves me, e trovare un altro concerto, ti puoi avvicinare fino a toccarli questi ragazzi, fino a toccare l’Hammond che riempie il parco, e guardi il pubblico e ci sono passanti, amici, ed un altro gruppo che ha appena finito il suo show e si e’ fermato ad ascoltare gli altri, che hanno cent’anni meno di loro ma alla fine cosa importa.

    3 Responses to “Greetings from New Orleans: 4 – Rejoicing”

    1. AdRiX Says:

      La invidio assaissimo, Goppai.

    2. Effe Says:

      ci dica, per pietà, che si sta inventando ogni cosa

    3. sphera Says:

      La prossima volta ci porta, però.

    Leave a Reply