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La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
(Gabriel Garcia Marquez)

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    11/01/2005

    A grande richiesta, un grande ritorno

    Filed under: — JE6 @ 11:46

    Domani, tra le 12.30 e le 14.30, un nuovo BlogRodeo.

    10/01/2005

    Taxi! Taxi!

    Filed under: — JE6 @ 16:29

    Per chi non lo sapesse, le prossime evoluzioni del trasporto pubblico urbano saranno la mini-mongolfiera, l’asino (o il mulo, in città ad altimetria variabile) e, probabilmente, uno schiavo corpulento. Per il momento, abbiamo il “risciò a pedalata assistita”.
    Motorino.it

    PS – Sul serio, qualche frequentatore del centro di Milano ne ha visto almeno uno in circolazione?

    Così è, se vi pare?

    Filed under: — JE6 @ 16:05

    Sarà pure diventato un moralista piccolo-borghese (per me non è vero, ma non è questo il punto), ma tra le poche parole sensate che ho letto/ascoltato in merito all’Italia no-smoking (ma chi li fa i titoli, a Repubblica?) ci sono queste di Michele Serra:
    Il moltiplicarsi dei narcisismi (“io sono così e mi piaccio così, che ci volete fare”) che già ammorba la convivenza sociale suggerirebbe – per mitezza, per intelligenza – di provare, ciascuno nel suo, a contenersi, ovvero a modificarsi, a cambiare, a non rimanere impermeabili alla presenza e al giudizio degli altri.
    Si tratterebbe, poi, più o meno di quello che i nostri vecchi chiamavano buona educazione. Le leggi intervengono, in genere, laddove le persone non sono più in grado di normarsi da sé sole, di chiedersi, cioè, dove e quando il proprio diritto invade e lede quello altrui. Così questa legge, che mi è sommamente antipatica perché nasce (…) dal paternalismo di Stato, e insomma ci tratta da discoli immaturi, mi sembra comunque una legge necessaria e inevitabile, perché fa da contrappasso a una delle tante incontinenze sociali, e aiuta a percepire meglio l’esistenza del prossimo.

    PS – Sempre a proposito di fumo, i titolisti dell’intero gruppo L’espresso devono aver aspirato ingenti quantità di sostanze invise al Ministro degli Esteri, altrimenti non si spiega come si sia potuto scrivere che il sigaro toscano è “fuori dal decreto Sirchia“.

    09/01/2005

    Dialoghi (e altre soddisfazioni)

    Filed under: — JE6 @ 23:02

    Papi, vero che tu non vai in cielo?
    (…) [Occazzo, ma da dove le tira fuori, certe domande? E adesso, cosa le rispondo? Perchè non le vorrei dire una balla, insomma, toccherà anche a me, prima o poi, ma è necessario parlarne proprio ora? E però non posso nemmeno non risponderle. Oppure posso?]
    Perchè altrimenti non ti avrei più con me, sai?
    Ma io sarò sempre con te, piccolina, stai tranquilla (in quanti telefilm l’ho sentita, questa?)

    08/01/2005

    Corre veloce la locomotiva

    Filed under: — JE6 @ 14:28

    Sarà anche un argomento troppo facile, in casi come questi, ma come si fa a non pensare che le nostre ferrovie (e, più in generale, la nostra intera struttura di produzione di beni e servizi) sono dei giganti dai piedi d’argilla, che spendono una quantità infinita di denaro per rendere Milano e Torino più vicine di venti minuti e lasciano, al tempo stesso, centinaia di migliaia di passeggeri a fare la muffa, o peggio a lasciare la pelle, su linee a binario unico e non elettrificate?

    Voi no?

    Filed under: — JE6 @ 14:00

    No, dite sul serio? Non avete una Chevrolet?
    Pezzenti.

    05/01/2005

    Soddisfazioni

    Filed under: — JE6 @ 22:56

    Ricevo, e porto a casa con orgoglio: Ho letto quasi tutte le storie: belle e molto simili a quelle che ho vissuto per anni come gestore e giocatore della sala biliardo.
    A quest’ ora,tarda, mi hai fatto passare un po’ di tempo in serenità.
    Grazie, Garrik.

    Greetings from Rapallo 4 – La polvere sotto il tappeto

    Filed under: — JE6 @ 22:12

    In Riviera dovresti stare solo ed unicamente in spiaggia, o sul lungomare. Invece, capita che sali su un treno, e invece di metterti a leggere un libro, butti l’occhio fuori dal finestrino. Ed è una teoria di palazzi grigi, di intonaci scrostati, di balconi pieni di panni tristi e giocattoli impolverati. Il treno passa alle spalle dei paesi, ti fa vedere la faccia oscura di questi luoghi inutilmente blasonati, ti fa scoprire i mucchietti di polvere nascosti – neanche tanto abilmente – sotto il tappeto; è come entrare nella cucina di un ristorante: almeno per un po’, ti passa la fame. Devi aspettare qualche ora, poi, anche se con qualche fatica, l’appetito torna.

    04/01/2005

    Greetings from Rapallo 3 – Come hai detto che ti chiami?

    Filed under: — JE6 @ 22:31

    C’è qualcosa di straniante nel leggere le insegne dei negozi e degli alberghi e delle pensioni qui in Riviera. Sì, perchè se fai due passi indietro, e cerchi di guardarli tutti insieme, ti chiedi cos’hanno a che fare gli Excelsior e gli Splendor con i wine-bar e con la Pensione Edoarda o con il Bagno Emilio.
    E’ come trovarsi in un guazzabuglio warholiano di dagherrotipi e jpeg, di borghesi d’antan con il costume intero a righe bianche e rosse, bocconiani palestrati e milanesi che leggono solo Eggers senza conoscere Pirandello, tutti all’interno della stessa cornice, uno a fianco all’altro, senza sapere cosa dirsi, senza avere nulla da dirsi.

    Greetings from Rapallo 2 – Money

    Filed under: — JE6 @ 22:24

    Intendiamoci: sto bene come sono. Con i miei jeans, il mio giubbotto comprato da Decathlon, la mia macchina coreana. Non ho nulla di cui vergognarmi.
    Eppure, provo una sensazione strana, come una specie di immotivato disagio, nel camminare tenendo sulla sinistra yacht grossi come un palazzo e sulla destra la più clamorosa concentrazione di ultrasessantacinquenni visonate che si possa immaginare.