< City Lights. Kerouac Street, San Francisco.
Siediti e leggi un libro

     

Home
Dichiarazione d'intenti
La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
(Gabriel Garcia Marquez)

Talk to me: e-mail

  • Blogroll

  • Download


    "Greetings from"

    NEW!
    Scarica "My Own Private Milano"


    "On The Blog"

    "5 birilli"

    "Post sotto l'albero 2003"

    "Post sotto l'albero 2004"

    "Post sotto l'albero 2005"

    "Post sotto l'albero 2006"

    "Post sotto l'albero 2007"

    "Post sotto l'albero 2008"

    "Post sotto l'albero 2009"

    "Post sotto l'albero 2010"


    scarica Acrobat Reader

    NEW: versioni ebook e mobile!
    Scarica "Post sotto l'albero 2009 versione epub"

    Scarica "Post sotto l'albero 2009 versione mobi"

    Scarica "Post sotto l'albero 2010 versione epub"

    Scarica "Post sotto l'albero 2010 versione mobi"

    Un po' di Copyright Creative Commons License
    Scritti sotto tutela dalla Creative Commons License.

  • Archives:
  • Ultimi Post

  • Call the call a call
  • Dopo l’incidente
  • Play around it
  • Generale la guerra è finita
  • Dove è un lusso la fortuna c’è bisogno della luna
  • Esperienza
  • Guardando gli spettatori
  • Appena
  • Aspettando
  • La fine di un giorno
  • July 2007
    M T W T F S S
     1
    2345678
    9101112131415
    16171819202122
    23242526272829
    3031  

     

    Powered by

  • Meta:
  • concept by
    luca-vs-webdesign (contact)
     

     

    01/07/2007

    Con quella faccia un po’ così

    Filed under: — JE6 @ 19:48

    Da quei due o tre lettori stranieri che passano da queste parti mi piacerebbe sapere se essendo, chessò, dei parigini si avventurano in quel di, chessò, Montmartre con le stesse sensazioni di estraneità e smarrimento che abbiamo noi milanesi quando ci capita di passare per le vie di Brera (dite che a Montmartre l’ultimo parigino l’hanno visto nel luglio del ’98? Sarà per quello che ieri sera mi sentivo piuttosto fuori posto in Via Fiori Chiari).

    11 Responses to “Con quella faccia un po’ così”

    1. Ricambi Originali Says:

      Sir, ma la scelta del luglio 98 è casuale? oppure ha qualche riferimento al divin zidane?

    2. Squonk Says:

      Bravo, caro R.O., proprio a quello facevo riferimento.

    3. Auro Says:

      esitono milanesi (diciamo persone che abitano a Milano da 10 anni) che Brera non l’hanno mai vista.
      esistono parigini (diciamo persone che abitano a Parigi da 10 anni) che Montmartre non l’hanno mai vista.
      io non mi capacito di questo, giuro.
      me lo chiedo sempre il perché quando dalla butte torno in marais a piedi. eppure non c’è.

    4. lester Says:

      I milanesi, notoriamente, non esistono. Lo dimostra il fatto stesso che uno col suo cognome dica “noi milanesi”.

    5. Squonk Says:

      Caro Lester, io a Milano sono nato e cresciuto e dalla Madonnina non mi sono mai schiodato, abitativamente parlando, per i quarant’anni finora vissuti. Nonostante gli otto ottavi di sangue nuragico, sono milanese – eccome.

    6. Ja Says:

      Il che mi ricorda quel capolavoro trash che fu “Si ringrazia la Regione Puglia per averci fornito i milanesi”

    7. Auro Says:

      ultimamente sta storia che non esistono i milanesi DOC mi fa pensare che dovrei sul serio chiedere un indennizzo.

    8. mafe Says:

      Io sono milanese dal 1987 (grin) e da Brera ci passo spesso e mi ci siedo anche a prendere il caffè e non mi sento affatto spaesata, ma si sa che io e il Sir abitiamo dimensioni parallele (e per fortuna comunicanti).

    9. Ricambi Originali Says:

      SignorAuro, ma non lo sa che gia’ esiste una pensione di invalidità per i milanesi doc?

    10. pm10 Says:

      preferisco essere milanese la notte, come quella appena passata, in cui dopo essermi fatta accompagnare da Squonk a uno sputo dalla tangenziale gli ho detto: faccio la citta’.
      milano di notte e’ bellissima, quando non c’e’ nessuno, quando le strade sono vuote, quando riconosci ogni angolo per quello che ci hai vissuto e ti ha emozionato.
      a un semaforo della circonvallazione ero all’altezza delle finestre della casa di Gigi, un mio compagno di compagnia teatrale, e sono stata sul punto di lasciare l’auto conle 4 frecce per vedere se sui campanelli c’era ancora il suo cognome.
      ho ripensato alle feste in casa sua, li a meno di 10 metri da me, al microscopico corridoio con nicchia e soppalco in cui risuonava il suo accendo pugliese mentre mi diceva “sei tremenda”.

    11. Auro Says:

      Signor Ricambi, lasci fare, lasci…

    Leave a Reply