Greetings from York ’09 – Il copione
Ci godiamo la manciata di ore libere dopo l’appuntamento che ci ha portati in un Business Park nel bel mezzo della campagna dello Yorkshire. La volta scorsa nevicava, oggi York splende sotto il sole e nel vento. Attraversiamo il ponte sull’Ouse, vediamo le acque ancora alte dopo le settimane di pioggia incessante di cui mi parlavano ieri, ci ripariamo dall’aria e chiudiamo gli occhi davanti ai raggi bassi dell’inverno. Un mercatino natalizio dentro una vecchia chiesa, un signore con il cilindro e l’ombrello che indica un fish-and-chips, le volte in mattone di un pub dove ci facciamo consigliare da una anziana coppia di indigeni, le rovine di un’abbazia del dodicesimo secolo, le classi in gita scolastica – okay, be careful, let’s meet here again at eight – le ragazze vestite leggere a dispetto della temperatura, gli addobbi di Natale, la strada romana, i prati all’inglese. Tutto da cartolina, Greetings from York, certo, tutto come da copione; è solo che ci sono dei giorni, anche dei soli momenti ritagliati in tutto quel che fai, che il copione è quello giusto, che tutto è dolce senza essere sdolcinato e divertente senza essere sguaiato, e oggi sembra un po’ così.