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    02/02/2005

    Pre-giudizi

    Filed under: — JE6 @ 09:29

    A ulteriore, anche se non necessaria, conferma del fatto che l’amico e l’amico-dell’-amico sono ancora i più potenti strumenti di marketing a disposizione di chiunque li sappia e li voglia usare, l’uscita di sacripante!, novello esperimento letterario della blogosfera, è stata spinta da una quantità davvero notevole di segnalazioni.
    Mi pare che la gran parte siano positive, ma l’aspetto che mi interessa è il tono che viene usato, sia in molti apprezzamenti che in molte critiche.
    E’ un tono “netto”, che lascia pochi spazi alle zone intermedie tra “E’ bellissimo” e “E’ una merda assoluta“.
    Tutto già visto, intendiamoci, basti pensare all’uscita della “Notte dei blogger”. Continuo però a chiedermi perchè. Solidarietà di casta? Entusiasmo naive? Invidia? Bartalismo di ritorno (gli è tutto sbagliato, gli è tutto da rifare)?
    Non lo so. So che nè l’uno nè l’altro atteggiamento sono utili. Ma tant’è, le cose stanno così, e così rimarranno.

    18 Responses to “Pre-giudizi”

    1. papi Says:

      Omne tulit punctum, qui miscuit utile dulci,
      lectorem delectando, pariterque monendum.
      (Orazio – Arte Poetica, 343-344)

    2. Squonk Says:

      Percaritadiddio, che qualcuno traduca immediatamente.

    3. marco Says:

      Per quel che vale, Sacripante non mi ha ne’ entusiasmato ne’ schifato. Mi ha lasciato piuttosto qualche perplessita’ di fondo sul perche’ si debba (o sia interessante) fare un esperimento del genere.
      Mi sembra pero’ doveroso aspettare almeno un secondo numero prima di dire se funziona o no.

    4. Antonio Bois Says:

      oh sì, sai, è quella solita cosa sull’unire l’utile al dilettevole, ma non saprei dirti che cosa c’entri.

    5. spiritum Says:

      Sono agnostico, sulla cosa. Si può configurare come terzismo estremo?

    6. Massimo Morelli Says:

      Forse le segnalazioni intermedie (come la mia) non sono state raccolte 😉

    7. acidosignore Says:

      Bartali? Noi si è sempre preferito Coppi. A questo punto, però, che sboccino i Cento Fiori. è già nell’aria la prossima uscita di “acciderbolina!”, “poffarbacco!” e “Accidenti ti calit ! ” (su quest’ultima rivista on line abbiamo già dei sospetti).

    8. tt Says:

      ormai le abbiamo viste tutte. ah, no manca la versione spinta delle faccenda. la pubblicazione delle critiche una settimana prima di quella dell’oggetto delle medesime. scommetti che ci arriveremo?

    9. Squonk Says:

      Spiritum: paraculismo tattico?
      Momo: non si preoccupi, i suoi feed funzionano bene, lei è costantemente monitorato.
      Acido: nonostante l’età, coppiano anch’io. Urge trovare la Dama Bianca.
      tt: tranquilla, che non si inventa nulla; la stroncatura preventiva è in auge da un po’.

    10. jorma Says:

      Ma qualcuno lo ha letto?

    11. tt Says:

      ah, faccio presente che ho cancellato una faccina al volo prima dell’invio. questo dimostra che a stare nei blog magari non si diventa più intelligenti (sto parlando per me) , però migliorano i riflessi.

    12. Effe Says:

      Chi lo dice che la segnalazione chez Momoblog non sia stata raccolta?

    13. palmasco Says:

      Dear sir,
      ho poi scritto e pubblicato la riflessione che avevo promesso da herzog, non nei suoi commenti, che a causa del clima che c’era non erano adatti alla sua fragilità, ma da me.
      Ambasciator non porta pena, saluti carissimi, palmasco

    14. Carlo Says:

      a me non sembra la stessa cosa, SMS. Mi devo essere perso qualcosa.

      Ho visto segnalazioni non sollecitate di un po’ di blog, un paio di righe (giustamente) striminzite, poca enfasi. Non mi sembra che effe abbia spaccato le balle a nessuno con contiallarovescia ed effetti speciali. Io nemmeno sapevo come si chiamava il sito e quando lo avrebbero pubblicato, pur parlandone a vuoto da sette mesi come lei sa bene. Una robina carina, senza pretese e aggratisse, che se uno se la vuol leggere bene e altrimenti bene lo stesso, non c’è niente da vendere a nessuno mi sembra. Tutto Creative Commons, tutti possono scrivere se vogliono/possono. Una roba in perfetto spirito internet, insomma, niente mercati da conquistare, niente autori con la A maiuscola, niente di commerciale. Non si chiama nemmeno “la rivista dei bloggers”, si chiama sacripante ed è fatta per divertimento. No, non vedo analogie (e se ce ne fossero state, io non avrei partecipato – come lei sa altrettanto bene).

    15. Massimo Morelli Says:

      Ah, ecco.

    16. Squonk Says:

      Carlo, non ho parlato del battage “pre-uscita”. Ho fatto un breve cenno al fatto che ci sono state molte segnalazioni spontanee (e per questo ancora più efficaci). Mi riferivo ai toni usati da molti per commentare questa uscita. Parliamo di due cose diverse, mi sembra. Sulle altre sue considerazioni, mi trova d’accordo – come quasi sempre.

    17. MassimoSdC Says:

      Oddiomio! Posso dire Oddiomio? L’ho detto.

    18. Carlo Says:

      Ma anche io mi riferivo ai toni, Sergio: l’accoglienza del libro non è stata buona per varie ragioni. La prima è che i racconti sono in maggioranza bruttini, la seconda è che il libro è stato percepito (a torto o a ragione, io propendo per la seconda) come una maniera di cavalcare il fenomeno “bloggers” – fin dal titolo – per motivi commerciali, cioè per far vendere qualche libro ad einaudi sulla base della moda del momento. Tirano i blog? E facciamo un bel libro di bloggers.

      Aggiungiamoci che le modalità di comunicazione, chiamiamole così, sono state quantomeno fastidiose e che un certo numero di persone (o dovrei dire Autori?) che starebbe meglio con la vanga in mano, piuttosto che con la penna, hanno infestato tutti i blog del creato con interminabili commenti, rimbecchi, batti e ribatti. Tutta gente mai vista prima a commentare così appassionatamente, e infatti sparita subito dopo.

      Non riesco invece a capire perchè sacripante dovrebbe essere trattato allo stesso modo, viste le caratteristiche che ricapitolavo più sopra. Ovviamente i racconti/rubriche/articoli possono essere brutti, e magari lo sono anche, ma è il concetto che c’è dietro che è completamente diverso (non sfruttamento di un mercato ma al più fenomeno collaborativo).

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