Greetings from London ’05 – 2. Via dalla pazza folla
Ci hanno provato anche questa volta, a incastrarmi. Senza nemmeno dirmelo. Un messaggio: “Vieni all’Holiday Inn di Cromwell Road“, mi scrive l’amico norvegese. Va bene, vengo, andremo in pub a berci una birra.
Invece. Un party. Tutta gente che vedrò domani in fiera, e mi chiedo perchè devo stare qui invece che, come il bravo turista, a guardare per la centesima volta (e sempre senza stancarmi) il Tamigi e il Big Ben illuminato e Whitehall con le statue degli eroi di guerra. Così, mi bevo una birra, scambio due parole, ascolto una canzone fatta – neanche male, devo ammettere – da un gruppo che scimmiotta The Committments senza avere il cantante e con le coriste molto meno gnocche rispetto alle originali, e mi rimetto in metropolitana. Vedo gente, (non) faccio cose, prendo freddo davanti all’Abbazia di Westminster, spendo venti sterline da HMV, mangio al Silver Crown leggendomi l’Evening Standard. Cosa vuoi di più dalla vita? Una McEwan’s, magari, ma nient’altro.